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A Montepulciano si studia la cultura come valore, anche economico

Il valore della cultura si può misurare, sia sul piano della crescita sociale che sul piano di un ritorno economico, come dimostrano le cifre del turismo culturale pari ad un terzo dei flussi in Toscana e in continua crescita. Al tema Montepulciano ha dedicato stamani un incontro svoltosi in Comune, partendo dalla consolidata esperienza di successo del Cantiere d'arte internazionale, unico appuntamento tra i festival musicali nazionali riconosciuto dalla Ue, come ha ricordato il sindaco Andrea Rossi.

Percorsi: Cultura - Regione

Piero Luigi Sacco, coordinatore del progetto per Siena capitale della cultura, docente della Università Uilm, ha guidato un gruppo di ricerca che ha quantificato le cifre del successo del festival di Montepulciano, dimostrando il legame con fattori di crescita territoriale e turistica. E confermando il settore culturale quale fattore economico in grado di produrre in Europa un fatturato globale pari al doppio dell'industria automobilistica; ma con meno clamore per la frammentazione che caratterizza l'industria culturale. Anche la presidente della fondazione Cantiere d'arte, Sonia Mazzini, ha portato le cifre di una macchina che, dalla fondazione nel 1976da parte maestro Hans Werner Henzen. Oltre cinquemila spettatori per quarantadue spettacoli nella 38ma edizione del 2013, circa 450 gli artisti coinvolti.

"Il professor Sacco ha mostrato nella sua ricerca l'importanza del passa parola nella promozione di un evento come il Cantiere d'arte – ha ricordato l'assessore regionale alla cultura e al turismo Cristina Scaletti concludendo i lavori dell'incontro -. Oggi, con il web, il passaparola transita soprattutto nei social network, come dimostra l'andamento del sito turistico della Regione curato da Fst, assumendo un inedito aspetto di confidenzialità via rete. Ma questo andamento, insieme ad altri fattori come il rinnovato apprezzamento per il turismo slow, va inserito in una ottica a largo raggio, perché la cultura è ricerca e innovazione che poi ricade su tutta la filiera".

Per questo i progetti nel settore culturale vanno costruiti a prescindere da un obiettivo di profitto economico finale, che si creerà comunque, considerato quel terzo del turismo toscano che è a motivazione culturale e tende a crescere. "Oggi Montepulciano si candida ad esempio di luogo che riesce a legare un insieme di fattorii, e a valorizzare la cultura come elemento di traino che poi porta ad una serie di conseguenze - ha concluso -. Ne useremo i risultati nella costruzione di strategie per cogliere le tendenze in modo complessivo. Anche nel riuscito rapporto tra pubblico e privato, inteso soprattutto come elemento attivo di partecipazione dei cittadini alla vita del proprio territorio".

Fonte: Comunicato stampa
A Montepulciano si studia la cultura come valore, anche economico
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