Toscana

Accoglienza, a Grosseto richiedenti asilo a scuola di legalità contro caporalato e abusivismo

Auxilium Vitaecooperativa che ospita circa 100 migranti in 4 strutture nel grossetano, ha scelto di offrire ai ragazzi un corso tenuto da un avvocato per spiegare cosa è il mondo del lavoro e soprattutto cosa è il mercato del lavoro nero. Per tutto il 2016 i richiedenti asilo hanno studiato come si struttura un rapporto lavorativo, cosa è lecito e cosa no, i diritti e i doveri del lavoratore. “Sono stati momenti di condivisione in cui si è spiegato cosa è un contratto, di che tipo farne e cosa è meglio evitare per non cadere nella rete dell’illegalità – dichiara la presidente della cooperativa Sonia Palmieri  – I richiedenti asilo sono stati informati sui loro diritti e doveri e su come si porta avanti un progetto lavorativo fino in fondo. A breve attiveremo i corsi per il 2017, ma nel frattempo c’è sempre a disposizione un legale di fiducia che offre consulenza in caso di bisogno”. E i risultati si vedono. Molti ragazzi sono già al lavoro nei mercati della zona o nelle aziende agricole. Altri sono impegnati in tirocini nei vivai, nei bar o nei ristoranti e presto ne verranno attivati altri con l’azienda di smaltimento rifiuti. Attivi anche corsi per imparare una professione, come elettricisti oppure artigiani.Un percorso guidato dai 23 operatori della cooperativa che porta verso l’autonomia, ma che passa dall’integrazione con la comunità locale. La partecipazione alla vita del posto non si concretizza solo con attività di volontariato, ma con un coinvolgimento pieno, abbattendo barriere culturali e religiose. Ecco che c’è chi fa da cicerone alla mostra della parrocchia, chi si è offerto di recitare la parte dei re magi nel presepe vivente e chi partecipa alle feste locali. La cooperativa “Solidarietà e Crescita” ha scelto di aprire le porte delle 5 strutture che gestisce nelle provincia di Grosseto non solo negli open day. Così sempre più spesso c’è chi va spontaneamente nei centri per offrire qualcosa e fare due chiacchiere. Sono nate amicizie e nuove abitudini che hanno arricchito le piccole comunità spesso abitate soprattutto da anziani: ci sono richiedenti asilo che si offrono di fare piccole commissioni, la spesa, tenere pulito il giardino o semplicemente fare un po’ di compagnia.I migranti, circa 100, tra loro anche una famiglia con un bambino e 13 minori non accompagnati, sono seguiti 24 ore su 24 in un percorso che va oltre la semplice assistenza e accoglienza, ma che è fatto di relazioni, di formazione, di integrazione e poi di autonomia. “Un lavoro lungo che procede a tappe, che parte dall’interno delle strutture e poi si allarga all’esterno, con il coinvolgimento della comunità locale – ha detto il presidente Alberto Brugi –  La cooperativa accompagna i ragazzi passo dopo passo e i risultati sono poi ben evidenti nelle relazioni che si costruiscono con gli abitanti del posto. I migranti fanno volontariato, partecipano attivamente alla vita sociale del paese con feste e manifestazioni locali”.  Quando si conclude l’esperienza dell’accoglienza in struttura, la cooperativa “Solidarietà e Crescita” ha scelto di fare un ulteriore passo in avanti. “La Società della Salute ha aperto un ufficio informazione immigrati ed è stato attivato un corso di autoimprenditorialità dall’agenzia “Altra città” – continua Brugi –  La cooperativa poi aiuta i migranti a trovare casa e a gestire i soldi, fino a che non diventano autonomi e possono iniziare una nuova vita”.