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Aeroporto Firenze: sì a potenziamento, ma dentro il riordino della Piana

Sì all’aeroporto e alla nuova pista di Peretola, ma solo a condizione che siano messi in sicurezza l’osservatorio con la presenza della Toscana al Ministero dell’Ambiente per vigilare sulla criticità emerse e il piano di riordino della Piana. Queste le tappe che il Governatore Enrico Rossi ritiene fondamentali lo sviluppo della pista di 2 mila 400 metri dello scalo fiorentino. Mugnai (capogruppo Forza Italia): «scelte di ipocrisia politica»

Aeroporto Firenze: sì a potenziamento, ma dentro il riordino della Piana

«Io voglio andare avanti con il potenziamento dell'aeroporto di Peretola, ma non ad ogni costo. Darò il mio parere favorevole solo se il Governo recepirà le nostre richieste: la creazione di un Osservatorio ambientale che verifichi l'effettiva realizzazione di quanto eccepito dalla commissione nazionale di Via, e la firma di un Accordo di programma che ci dia la sicurezza su un complessivo riordino della Piana, con la realizzazione di 7000 ettari di parco, il potenziamento del trasporto su ferro, gli interventi sulla viabilità e le realizzazione delle necessarie opere di compensazione ambientale». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a margine del suo intervento in aula in occasione della seduta del Consiglio regionale dedicata alle prospettive di sviluppo dell'aeroporto di Firenze.
Rossi ha ricordato in aula che la vicenda della costruzione di una nuova pista per l'aeroporto Vespucci di Firenze è inserita in un complessivo progetto di riorganizzazione della Piana fiorentina, che nel corso dei decenni si è sviluppata in maniera spontanea, ma ora necessita di un progetto complessivo che non può prescindere dalla realizzazione del grande Parco (che dovrà essere di 7000 ettari, con assoluto vincolo di inedificabilità, in larga parte boscato e in parte attrezzato con orti e piste ciclabili, in modo da rappresentare un vero e proprio «polmone» per le future generazioni), dalla realizzazione delle terze corsie sulle autostrade A1 e A11, del collegamento diretto tra il viadotto all'Indiano e i raccordi autostradali, dal potenziamento del trasporto su ferro attraverso la realizzaione della tranvia (linea 2, ma anche il collegamento con Sesto Fiorentino e il Polo scientifico) e da una serie di altri interventi a tutela dell'ambiente, per la riduzione delle emissioni, il decongestionamento del traffico, il contenimento dell'inquinamento acustico e dell'impatto sul paesaggio.
«Non sto parlando di un libro dei sogni - ha detto il presidente - credo che senza questo complessivo riordino della Piana l'aeroporto interessa molto meno, anche se la Toscana manifatturiera e della ricerca ne ha bisogno per il suo sviluppo, per guardare al futuro e crescere».

Parlando degli aeroporti toscani, il presidente ha ricordato che «Pisa e Firenze oggi sono un'unica realtà, Toscana aeroporti, che con la sua nascita ha proitettato immediatamente il sistema aeroportuale toscano in alto nella classifica dei più importanti scali italiani. Le analisi dei flussi turistici ci dicono molto: confutano ogni possibile concorrenza tra gli aeroporti di Pisa e Firenze e chiariscono che Pisa ha vocazione turistica, mentre a Firenze l'84% dei viaggiatori arriva per lavoro. Si tratta di un aeroporto che ha vocazione principalmente di business e per questo è strategico per la Toscana della manifattura e della ricerca. Chi si oppone al suo sviluppo nascondendosi dietro a posizioni ideologiche deve ricordare che per la nostra regione i collegamenti con il mondo, e duqnue gli aeroporti, sono fondamentali».
Relativamente alla nuova pista Rossi ha precisato: «Non mi appassiono più alla diatriba sulla lunghezza, ma la monodirezionalità è importante perché se si se si va a imporre una pista senza rollaggio il numero degli aerei che volano in un'ora di traffico viene contenuto».
Riguardo al parere tecnico negativo espresso dagli uffici regionali relativamente alla Via sul progetto di sviluppo dell'aeroporto di Firenze, Rossi ha spiegato che la Giunta farà proprio quel documento e con esso le richieste di spiegazioni e approfondimenti che esprime. «I tecnici hanno sottolineato che la documentazione a loro sottoposta non era approfondita - ha detto il presidente - ed hanno segnalato nodi da risolvere e situazioni da valutare. E' giusto entrare nel dettaglio e valutare l'impatto del nuovo aeroporto, ma anche fare una attenta comparazione con la situazione attuale e valutare complessivamente il sistema dell'intera area. E' per questo che tra i nostri punti fermi ci saranno la richiesta della creazione presso il Ministero di un Osservatorio ambientale sul cantiere dell'aeroporto e la firma con il Governo e tutti i Comuni coinvolti di un Accordo di programma per la complessiva riorganizzazione della Piana, perché si possa dire che la Regione Toscana ha saputo guardare al quadro complessivo, al futuro, ed evitare cementificazione e abbrutimento».
Infine il presidente si è soffermato sul problema posto dal conflitto tra il Master Plan dell'aeroporto e il progetto di lottizzazione dell'area di Castello, precisando che «il Master Plan invade l'area di Castello con opere di pubblica utilità. Se Castello verrà ridotta io non piango, tuttavia voglio la certezza che eventuali contenziosi tra Unipol, attuale proprietaria dei terreni della lottizzazione, e Toscana Aeroporti non abbiano ricadute sulla Regione Toscana».

«Nella scorsa legislatura due emendamenti di Forza Italia per non inserire nel Pit dimensionamenti specifici della pista per l’aeroporto di Peretola o di indicare 2400 metri sono stati bocciati. Il Pd, che oggi ci dice che la pista sarà di 2400 metri, in quell’occasione ha compiuto una scelta di ipocrisia politica per trovare accordo su quella che tutti sapevamo anche allora essere una menzogna. E ora i problemi di quella scelta ambigua arrivano, frenando il territorio»: questo uno dei passaggi chiave dell’intervento con cui il Capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai ha affrontato nell’aula del Consiglio regionale il tema dell’aeroporto di Firenze e del suo sviluppo futuro.

«Rossi oggi afferma - continua Mugnai - che il tema della lunghezza della pista non lo appassiona: legittimo. Ma appassiona tutto il resto del mondo produttivo e sociale della Toscana in quell’area e anche altrove, per i riverberi economici che implica. Ebbene: inserire nel Pit nella passata legislatura l’indicazione di 2000 metri – ripercorre Mugnai – era una scelta politica pervasa da un’ipocrisia di fondo, perché nel momento in cui si decise di operare così, che non era neanche necessario, si poteva benissimo esplicitare solo il concetto, era per raggiungere un accordo su una menzogna di cui tutti sapevamo non perché avessimo la palla di vetro, ma perché Enac venne a dircelo chiaramente in commissione. Ma in quel momento serviva mantenere compatto il Pd».

«Il problema è che quando si assumono decisioni così importanti sulla base di tanta ambiguità, si finisce per andare a compromettere un percorso complesso. La nostra posizione – prosegue il capogruppo azzurro – era chiara prima e lo è anche oggi, nella consapevolezza che anche tra i nostri rappresentanti esistono sensibilità differenti. Noi però da sempre abbiamo sostenuto e ribadiamo la necessità di mettere in sicurezza l’aeroporto di Firenze. Sempre come city airport, ma in sicurezza».

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