Toscana

Agricoltura: Marcelli (Coldiretti), «Etichette tarocche, basta con gli inganni»

Dal diritto alla terra. Come nasce questa passione per il mondo rurale?

«La passione è sempre stata dentro di me perché fin da quando ero bambino la mia famiglia aveva un’azienda agricola. Basti pensare che il mio nonno, nei primi anni del ’900, produceva già vino e vinsanto. Per cui ho sempre vissuto con l’agricoltura e nell’agricoltura ho sempre trovato delle soddisfazioni personali e professionali. È una passione che sto cercando di trasmettere ai miei figli».

La tutela dell’agricoltura per Coldiretti si è caratterizzata con un forte impegno per la difesa del Made in Italy. Recentemente avete organizzato importanti presidi ai confini di Stato e davanti alle istituzioni. Qual è il senso di questa mobilitazione e quali obiettivi avete ottenuto?

«Il senso è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che stanno mangiando. E sul fatto che in Italia che un’agricoltura che sta soffrendo a causa di una serie infinita di prodotti che vengono importanti dall’estero, vengono trasformati in Italia, vengono venduti nel mondo come italiani. A causa di questo abbiamo perso 36 mila posti di lavoro in Italia, e sono state chiuso circa 30 mila stalle negli ultimi anni. Abbiamo ottenuto una mozione unitaria sottoscritta all’unanimità da tutto il Parlamento per l’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti in tutte le etichette. Adesso aspettiamo i decreti attuativi del Governo contro gli equivoci derivanti da nomi ingannevoli per il consumatore».

Qui l’intervista integrale a Tulio Marcelli