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Badia a Passignano, inaugurata la nuova strada per il monastero

La millenaria Badia a Passignano ha una nuova via di accesso, che è stata inaugurata sabato 25 febbraio dal sindaco di Tavarnelle, David Baroncelli. Una «porta» ancje per l'area naturalistica (ben 364 ettari) che circonda il complesso monastico.

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 taglio del nastro della nuova strada

La realizzazione della strada è stata accolta da una festa condivisa con il parroco di Badia a Passignano don Andrea, i badiani e un gruppo di guide ambientali ed escursionisti del Trekking di Tavarnelle e delle Vie del Chianti.  Presenti al taglio del nastro gli assessori di Tavarnelle e Barberino Davide Venturini, Giulia Casamonti, Cristina Pratesi e i consiglieri comunali di Tavarnelle Roberto Fontani, Francesco Tomei, Tatiana Pistolesi e Tiberio Bagni, oltre al comandante di stazione dei Carabinieri di Tavarnelle il luogotenente Giuseppe Cantarero.

Ammonta a 250mila euro l’importo dell’investimento che ha permesso la realizzazione di un intervento complesso e articolato. Sono stati effettuati nuovi drenaggi per la stabilizzazione e la gestione delle acque meteoriche, una nuova fondazione, l’asfaltatura e la relativa segnaletica. «Oltre a migliorare la sicurezza e la fluidità, l’intervento che abbiamo concluso - dichiara il sindaco Baroncelli - punta a valorizzare le potenzialità turistico-culturali di Strada Badia, una delle più antiche arterie di collegamento tra i borghi e le prestigiose località del nostro territorio». L’opera fa parte di un consistente pacchetto di interventi messo in campo dalla giunta Baroncelli per una spesa complessiva pari a circa un milione di euro volta alla riqualificazione di alcuni tratti di strade tra cui via Firenze, strada Palazzuolo, via Gagny, via Campo dei Fiori e via IV Novembre. «L’emblema del nostro territorio – aggiunge il sindaco -  Badia a Passignano e l’area naturale protetta che vi si sviluppa intorno sono due occasioni imperdibili per conoscere e riscoprire le tante risorse che rendono unico il patrimonio di Tavarnelle, cuore del Chianti».

Il complesso monastico di Badia a Passignano, noto anche per il maestoso affresco Il Cenacolo di Domenico Ghirlandaio, custodito al suo interno, è circondato da un’area naturalistica che l’amministrazione comunale ha valorizzato con l'elaborazione di uno studio scientifico in collaborazione con l'Università di Firenze, una rete sentieristica attrezzata, una serie di pannelli informativi e l'uscita di due quaderni di una collana che ne ne descrive le peculiarità. Natura, territorio e patrimonio paesaggistico si intrecciano e diventano preziosa occasione di crescita culturale e volano di promozione turistica, sostenibile, consapevole e di qualità. La storia, testimoniata dal legame profondo con un illustre inquilino, San Giovanni Gualberto che di quei boschi, spazi unici per la preghiera, oltre mille anni fa si prese cura coltivando spirito e natura, si ripercorre anche attraverso la presenza di tracce di vari complessi rurali di origine medievale che appartenevano all’antica organizzazione vallombrosana, quella fondata dal santo, primo ambientalista d’Italia, che oggi protegge i forestali della nostra penisola.

Il presente è la vita nel bosco che nasce, si sviluppa, prolifera nella ricchezza del biosistema radicato nell’area protetta di Badia a Passignano. Un mosaico di vite, una commistione di micromondi che fa scoprire la presenza inedita di animali rari e di particolare interesse scientifico e gestionale, quali il topo quercino, il moscardino e il picchio rosso minore che è il più piccolo d’Europa, la martora, la rana appenninica, l’aquila biancone. «Nell’area di Badia - spiega l’assessore all’Ambiente, nonché docente di Scienze naturali, Marco Rustioni - sono oltre cento le specie di animali, tra mammiferi e uccelli censiti dal biologo Marco Lebboroni, esperto di ecosistema chiantigiani. Una biodiversità particolarmente eterogenea che annovera anche sul fronte della flora delle specie particolari che parlano del passato di Badia e di come un tempo il clima fosse meno temperato e vicino alle caratteristiche degli ambienti simili a quelli appenninici. In questo senso il segno più evidente è rappresentato dalla presenza del Giglio di San Giovanni e del Maggiociondolo, rispettivamente fiore e essenza arborea.

Sono questi alcuni dei tesori naturalistici che cittadini e visitatori possono conoscere e visitare a piedi, a cavallo, in bicicletta grazie al progetto di valorizzazione dell’area protetta di Badia a Passignano promosso dal Comune di Tavarnelle. «Il nostro obiettivo - aggiunge il vicesindaco Davide Venturini - è quello di valorizzare, conservare e tutelare questa zona, già di pregio, aprendola ad una maggiore fruizione da parte dei visitatori e promuovendone la conoscenza sotto il profilo naturalistico, ambientale e storico-culturale con un particolare sguardo rivolto agli studenti».  Ad illustrare il patrimonio faunistico è una serie di indicazioni relative agli uccelli, ai mammiferi e alla fauna minore presenti nell’area. Non un luogo comune ma un luogo dove dare spazio alle idee, alle aspirazioni, alle più intime vocazioni. Anche in questo caso, la Storia, quella che visse e contribuì a costruire San Giovanni Gualberto, ne è maestra.

Badia a Passignano, inaugurata la nuova strada per il monastero
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