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Caritas Firenze, Martini: «La carità è la nostra unica missione»

Il direttore della Caritas Alessandro Martini fa chiarezza sul ruolo e l'impegno dell'organismo diocesano dopo l'uscita, sulla stampa locale, di notizie che parlano di un possibile «cambio di strategia» nelle politiche sociali del Comune di Firenze riguardo agli appalti per la gestione di servizi assistenziali.

La mensa della Caritas di Firenze

La delicatezza e l'importanza del tema della cura e del sostegno ai più bisognosi necessita chiarezza e precisazioni rispetto alla gestione da parte della nostra Caritas delle mense cittadine e del relativo sostegno finanziario del Comune di Firenze.

Innanzitutto tale servizio è stato oggetto di una selezione comparativa pubblica che il Comune di Firenze ha bandito nel 2013 ed è in scadenza al 30 aprile 2015. Tale bando prevede l'erogazione di più servizi di prima assistenza e orientamento (ascolto, docce, custodia bagagli, mensa di via Baracca e di San Francesco) per un numero di 218.212 pasti forniti nel 2014 nelle due mense cittadine (+18% rispetto al 2013) per un costo pasto di 2,83 euro a persona.

L'associazione Solidarietà Caritas onlus (strumento e braccio operativo della Caritas Diocesana), che si è aggiudicata il servizio, ha inoltre accettato anche la clausola di aggiungere risorse finanziarie proprie se necessarie per coprire tutti gli eventuali costi superiori legati ai numeri ed alle problematicità da gestire.

Oltre alle mense, la Solidarietà Caritas e le Cooperative si occupano di case accoglienza, centri diurni per anziani e ragazzi, emergenza freddo, malati di Aids, persone con problemi di salute mentale, richiedenti asilo, persone malate senza fissa dimora e tante altre attività. Nel 2014 (ultimi dati disponibili) sono stati accolti nelle varie strutture 226 profughi, 120 donne e bambini in accoglienza, 590 le persone alle quali è stata data ospitalità notturna o per l'emergenza freddo, 110 gli ammalati assistiti, 1465 i parenti dei pazienti ricoverati al Meyer o all'Ospedale di Careggi che hanno trovato ospitalità, 64 i detenuti in semi libertà assistiti, 37 i ragazzi seguiti nei centri diurni e nel centro residenziale per minori.

L'esperienza di vera frontiera e l'attenzione quotidiana alla cura  dei bisogni primari per le persone più fragili della nostra comunità cittadina è per noi  tutt'altro che un business, è piuttosto una dimostrazione di amore verso l'uomo in difficoltà e di responsabilità verso la città che ha bisogno di non perdere il controllo e di verificarsi nella sua volontà e  capacità di inclusione.

Siamo figli di una Chiesa che ha una storia di Carità e di fraternità e come onlus ci spendiamo quotidianamente insieme ai tanti volontari per servire i più bisognosi.

Grazie alle donazioni annuali dell'8 per mille della Chiesa Cattolica alla diocesi, grazie a enti vari non pubblici e a tanti donatori benemeriti, risorse tutte riversate per un di più di carità,  riusciamo inoltre a garantire servizi ed opportunità molto superiori a quanto un ente pubblico sia pure sensibile e attento, potrebbe riuscire a garantire. Tutto ciò rappresenta a nostro parere un positivo esempio di corresponsabilità sociale e di buone prassi per un vero bene comune.

La Carità per noi, ispirati dal Vangelo, è un valore che, se vissuto fino in fondo, offre la possibilità di riscattare dall'assistenza che facilmente umilia, sa offrire dignità, sa garantire rispetto ed accompagnare verso l'autonomia chiunque incontri.  

Importante per noi è chiarire poi l'assoluta trasparenza e correttezza dei ruoli e compiti diversi tra i soggetti rappresentativi dalla nostra Chiesa Diocesana in ambito caritativo. Come in  tutte le diocesi italiane è ovvio che ci sia la Caritas come organismo pastorale e soggetto ecclesiale di animazione caritativa (formazione e promozione tra i fedeli della testimonianza della carità) ed è necessario che vi siano strumenti operativi in grado di dialogare con tutte le realtà esterne istituzionali e non, per servire l'uomo e rendersi partecipi da credenti dello sviluppo positivo e della costruzione di comunità capaci di includere e tutelare tutti propri membri. Per rendere vera e coerente la testimonianza della carità occorrono anche l'associazione onlus e le cooperative sociali che coinvolgono correttamente volontari ed operatori preparati per le molteplici necessità sociali e sono inoltre in grado di offrire  possibilità di occupazione a persone spesso scartate dai normali circuiti di inserimento lavorativo. I valori di riferimento legano Caritas all'associazione ed alle cooperative sociali da noi fondate, le persone che operano in ruoli di responsabilità plurimi e trasversali sono garanzia di un cammino condiviso e prezioso di Chiesa.

Alessandro Martini
Direttore Caritas diocesana di Firenze
    

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