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Cassazione e Ici alle paritarie: vescovo di Livorno, «Sentenza creativa, intervenga il Parlamento»

Sulla duplice sentenza della Corte di Cassazione civile, che ribaltando i giudizi precedenti ha stabilito che due istituti religiosi livornesi devono pagare l'Ici arretrata in diversi anni per le loro scuole paritarie, interviene con una nota il vescovo di Livorno, mons. Simone Giusti.

Parole chiave: Scuole paritarie (135)
Cassazione e Ici alle paritarie: vescovo di Livorno, «Sentenza creativa, intervenga il Parlamento»

La vicenda è quella che vede protagoniste due scuole parificate livornesi (con circa 700 studenti) che in passato avevano fatto ricorso contro la richiesta di pagamento dell'Ici per i loro immobili adibiti a scuola e ottenuto ragione in vari sedi di giudizio. Lo scorso 20 maggio (sentenze depositate l'8 luglio) la Suprema Corte di Cassazione civile (sezione V, presidente Antonio Merone e relatore Raffaele Botta), con due sentenze «fotocopia» (la 14225 e la 14226) ha accolto il ricorso del Comune di Livorno, stabilendo che i due istituti paghino l'Ici per gli anni dal 2004 al 2009. Gli importi relativi alle scuole «Santo Spirito» ed «Immacolata» sono pari a 422.178 euro, ma il Comune di Livorno ha già annunciato che provvederà a notificare le cartelle anche per il 2010 e il 2011, se non anche per il 2012, quando all'Ici è subentrata l'Imu. Sulla vicenda che rischia di avere pesanti ripercussioni in tutta Italia, dove il 10% degli studenti frequentano scuole paritarie, già in grave crisi economica e che probabilmente si vedrebbero costrette a chiudere i battenti, è intervenuto anche il Segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino.

Ecco il testo integrale della nota del vescovo di Livorno, mons. Simone Giusti:

Se a Livorno c’è un servizio apprezzato da tutti e ricercato da tutti, senza alcuna distinzione di fede religiosa o di credo politico, è quello delle scuole paritarie, soprattutto quelle gestite direttamente dagli Istituti Religiosi Femminili. Occorre addirittura iscrivere i propri bambini appena nati, altrimenti ben difficilmente, si trovano posti liberi.

E’ un servizio ricercato, perché alla portata di tutti, per l’abnegazione delle suore, si rende infatti possibile anche ai meno abbienti, grazie a quote sociali per le famiglie numerose o in difficoltà lavorative. Le scuole paritarie sono un grande risparmio per i Comuni, le Regioni, lo Stato: tutte le ricerche statistiche sono concordi nel dirlo. Sono un prezioso servizio sociale.

Ed allora mi chiedo: come è stato possibile una sentenza come quella della Cassazione?

La legge sulla tassazione degli immobili è imprecisa e permette più legittime interpretazioni, visto che altri gradi di giudizio si erano espressi diversamente? Allora il legislatore intervenga prontamente per fare chiarezza!

Siamo d’innanzi, ancora una volta, a una sentenza "creativa", ovvero la Magistratura vuole legiferare e sostituirsi ad altri organi dello Stato? Allora gli organi di autotutela intervengano!

Di certo questa sentenza costringerà molti istituti a chiudere, perché non saranno in grado di pagare e verrà meno dunque quella libertà di scelta nell’educazione dei propri figli, che è altresì presente in tutta Europa, compresa la laicissima Francia, ma oserei dire in tutto il mondo libero (non certamente in Corea del Nord).

In Italia è in atto un dibattito affinché i diritti civili personali siano giustamente riconosciuti a tutti, ma mi chiedo: il diritto all’educazione, alla libertà di educazione, non è uno di questi?

+ Simone Giusti, Vescovo di Livorno

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