Toscana
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Settimana sociale di Pistoia

Cattolici protagonisti, i lavori dei gruppi tematici

E'  stato ricco di suggestioni il confronto sviluppato nei cinque gruppi di lavoro. Il sabato, infatti, i delegati si sono divisi per aree termatiche per elebarare proposte concrete. Oltre 400 fra delegati da tutte le 18 diocesi toscane e responsabili di associazioni e movimenti. I gruppi hanno affrontato le tematiche più attuali: il mercato del lavoro, le politiche fiscali, il ruolo di banche e finanza, l’ambiente, la scuola e l’università, la famiglia e l’educazione dei figli, i diritti e i doveri degli immigrati, le riforme istituzionali, la legge elettorale, la lotta alla criminalità organizzata, il futuro dei partiti politici.

Uno dei gruppi di lavoro alla settimana sociale di Pistoia

Oltre 180 gli interventi nei gruppi, con un ampio ventaglio di proposte concrete: dalla riduzione delle spese militari alla cancellazione del reato di clandestinità, dai corsi per educare all’uso critico del web alle cooperative per rilevare le aziende in crisi…

Una forte denuncia delle disfunzioni generate da una crisi economico-finanziaria, ma anche culturale e di valori, è arrivata dai gruppi di studio dove la riflessione però non si è limitata all’elenco dei mali ma ha puntato a sviluppare un movimento che operando concretamente metta in luce l’urgenza di un nuovo umanesimo.

Per questo nelle proposte di azione da parte dei cattolici toscani domina l’appello ad attuare il principio della sussidiarietà nei rapporti tra pubblico e privato, a ripensare il sistema degli incentivi, della fiscalità e del lavoro, a separare normativamente le attività bancarie speculative da quelle creditizie. Si ribadisce il principio della libertà educativa, si sollecita la rigenerazione condivisa del tessuto civile morale, politico e istituzionale.

Un invito è poi stato lanciato a riscoprire la dottrina sociale della Chiesa che «rimane troppo spesso nello scrigno a disposizione di pochi». Un altro ha riguardato il gioco d’azzardo: «non si gioca con i soldi», è stato detto, perché con il gioco «si rovinano le famiglie». Da qui la richiesta di dare incentivi ai circoli e agli esercizi pubblici che eliminano le slot machine. Poi una proposta concreta sul lavoro suggerita dall’imprenditore Niccolò Manetti: creare un modo per cui le banche locali permettano ai risparmiatori di investire sulle imprese del territorio. Due, infine, gli appelli rivolti al Consiglio regionale della Toscana. Il primo: la richiesta di farsi promotore presso il Governo dell’abolizione del reato di clandestinità. Il secondo: la riforma delle legge elettorale che ha tolto agli elettori la possibilità di scegliere gli eletti.

Domenica mattina, prima della relazione conclusiva del cardinale Betori, uno spazio conclusivo per interventi finali. Sara delegata della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza ha osservato che «servono nuove idee per tornare a dire bene della politica». Alessandro Martini, direttore della Caritas di Firenze, ha sottolineato come «non siamo consapevoli del grande tesoro che abbiamo fra le mani perché siamo battitori liberi e spesso non abbiamo la visione d’insieme». Una sintesi efficace è arrivata al termine dal moderatore dei lavori, il professor Andrea Bucelli (facoltà di economia all’Università di Firenze): «Tante le idee emerse. Il documento finale richiede gestazione e speriamo in una proposta su come continuare il cammino di questa bella esperienza».

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