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Cisl Toscana: non autosufficienza, il sistema va aggiornato

A otto anni dall’approvazione della legge toscana sulla non autosufficienza, le risposte offerte non soddisfano molte delle famiglie, tanto che solo in quattro casi su dieci si arriva alla presa in carico da parte del sistema pubblico; negli altri si cercano soluzioni alternative per far fronte ai bisogni che la condizione di non autosufficienza porta con sé.

Parole chiave: non autosufficienza (18)
Cisl Toscana: non autosufficienza, il sistema va aggiornato

E’ il quadro che emerge da un’indagine su un campione di 600 anziani e da una serie di focus group con gli attori del sistema realizzata nella nostra regione dalla Federazione pensionati della Cisl Toscana, in collaborazione con la Fondazione Zancan.

La ricerca è stata presentata stamani a Firenze nel corso di un convegno, a cui hanno preso parte l’assessore regionale Stefania Saccardi, la segretaria Cisl regionaleRossella Bugiani, il presidente della Conferenza Sociosanitaria Sud-Est Francesco Casini, il direttore della Società della Salute Firenze Andrea Francalanci, il segretario generale Fnp-Cisl Toscana Mauro Scotti, il direttore della Fondazione Zancan Tiziano Vecchiato  e il segretario generale nazionale della Fnp, Ermenegildo Bonfanti.

L’indagine ha coinvolto anziani, familiari, professionisti impegnati nell’accoglienza e nella presa in carico, decisori istituzionali e responsabili dei servizi per la non autosufficienza, volontari delle organizzazioni di volontariato impegnate nel settore.

“Nella fase attuale di riorganizzazione complessiva del sistema sociosanitario toscano – è stato detto nella presentazione della ricerca - è necessario ripensare il sistema dei servizi territoriali di presa in carico, partendo proprio dai punti insieme che dovevano rappresentare la porta di accesso privilegiata del sistema, ma che di fatto svolgono una funzione molto diversa da quella prefigurata dalla legge regionale.”

Nella graduatoria dei canali informativi si collocano infatti al settimo posto (11%) e rappresentano il presidio di accesso in poco meno di un terzo (31,6%) dei casi.

“Su 100 situazioni di bisogno potenziale, soltanto 42 arrivano a concludere il percorso di presa in carico, con l’accesso agli interventi del sistema sociosanitario pubblico” dice il segretario generale della Fnp-Cisl toscana, Mauro Scotti. “Negli altri le famiglie scelgono di farsi carico della persona non autosufficiente, rivolgendosi a RSA private, a badanti o con un familiare che svolge direttamente la funzione di ‘care giver’”.

Fonte: Comunicato stampa
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