Toscana
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Consiglio regionale: liste di attesa in sanità, ci sono le «classi di priorità»

L’assessore regionale Marroni risponde ad un’interrogazione dei consiglieri del Nuovo Centro Destra, che hanno segnalato, in particolare, due casi a Prato e Viareggio. Iniziata la sperimentazione per rispondere meglio alle necessità dei pazienti

Parole chiave: liste di attesa (4)

«La Regione ha iniziato un percorso di monitoraggio e di gestione dei tempi di attesa, creando classi di priorità sulla base delle necessità cliniche del paziente. La sperimentazione è stata avviata in diverse aziende, con la forte partecipazione dei servizi e dei prescrittori».

Lo ha dichiarato l’assessore Luigi Marroni, rispondendo ad un’interrogazione dei consiglieri del gruppo Nuovo Centro Destra sulle liste di attesa, segnalando casi specifici nella Asl 4 di Prato, dove i tempi per la diagnostica superano i trenta giorni previsti, e nella Asl 12 di Viareggio, dove una visita endocrinologica di controllo è stata rinviata ai mesi successivi, o, addirittura, al 2015.

Marroni ha precisato che i gruppi di lavoro individuati in Area vasta hanno individuato percorsi ben definiti per la presa in carico dei pazienti per le diciassette visite specialistiche. In particolare, per Tac, risonanza magnetica, ecografie le classi di priorità sono state definite con decreti della Giunta regionale. Ogni azienda ha messo a punto un «piano di governo» annuale, in sinergia con le altre aziende di Area vasta.

In riferimento ai casi specifici, l’assessore ha assicurato che l’azienda di Prato ha già attivato percorsi prioritari, che prevedono la prenotazione su un canale Cup riservato al medico o il contatto diretto con il medico specialista, in modo da eseguire le prestazioni entro 48/72 ore. Nel caso di Viareggio Marroni ha precisato che la visita di controllo, al contrario della prima visita, non è soggetta a tempo di attesa e che il tempo di attesa medio dell’Asl nel 2013 è stato di 60 giorni. L’assessore ha quindi osservato che la riduzione dei volumi economici delle convenzioni per la specialistica è stato del 12%.

Il consigliere Alberto Magnolfi si è dichiarato insoddisfatto della risposta, sottolineando che le continue proroghe per pochi mesi delle convenzioni con le strutture private accreditate impediscono una programmazione efficace.

Fonte: Comunicato stampa
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