Toscana
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Cooperazione con la Terra Santa

Cresce l’impegno delle Misericordie della Toscana a Betlemme

Grazie all’impegno della Federazione toscana, si pensa di fare un passo ulteriore: aprire alcuni ambulatori medici che, come in Italia, possano visitare chi ha difficoltà economiche.

Parole chiave: Betlemme (42)
Betlemme, l'inaugurazione della locale Misericordia

La Confederazione delle Misericordie Toscane – ha spiegato Gabriele Brunini – sarà presente a Betlemme con rinnovato impegno. La Misericordia di Betlemme rappresenta per tutti noi un’eccellenza, perché qui a Betlemme è nato Gesù, è nata la Chiesa». In questi giorni Simone Torrini, provveditore di Fiesole e coordinatore delle misericordie della provincia di Firenze, e Gabriele Brunini, governatore della misericordia di Borgo a Mozzano, e già presidente nazionale, sono stati in Terra Santa per rinnovare l’impegno della Federazione toscana delle Misericordie, presieduta da Alberto Corsinovi, verso la nascita della Misericordia di Betlemme.

Le Misericordie toscane saranno partner di questo progetto, nato alcuni anni or sono, con l’acquisto di alcuni locali vicino alla Casa della pace, da parte della Fondazione Giovanni Paolo II. Nei locali oggi fanno esperienza a rotazione alcuni «fratelli e sorelle» che provengono dalle confraternite italiane e che hanno così la possibilità di vivere e conoscere la vita di Betlemme e di prestare la loro opera di volontariato in alcune opere di assistenza della città espressioni del mondo cristiano.

L’anima di tutto è un giovane palestinese, il dottor Elias Almarajda, che ha studiato in Italia e che fin dall’inizio ha guidato questa esperienza. «Nonostante le difficoltà – spiega Almarajda – ho organizzato alcune giornate di presentazione soprattutto nelle scuole, dove abbiamo fatto conoscere ai giovani tematiche come l’alimentazione, la prevenzione verso alcune malattie». Un impegno che coinvolge i giovani, le parrocchie, la comunità cristiana della città.

Adesso, grazie all’impegno della Federazione Toscana, si pensa di fare un passo ulteriore: aprire alcuni ambulatori medici, che come in Italia, possano visitare chi ha difficoltà economiche e insieme ai medici locali trovare le soluzioni. Ma non solo. Si pensa di aiutare anche nella formazione dei volontari che potranno venire in Toscana a formarsi e a conoscere dall’interno la realtà del prezioso volontariato toscano. Il progetto, è stato elaborato insieme ad Alberto Corsinovi e al Correttore nazionale, mons. Franco Agostinelli, vescovo di Prato.

Questa iniziativa vuole sempre di più raccordarsi con quanto svolge da anni la Fondazione Giovanni Paolo II a Betlemme.

Fra i progetti verificati a Betlemme in questi giorni, anche la richiesta di un «mezzo», una macchina adatta per il trasporto delle persone disabili e meno abbienti.

Il prossimo passaggio sarà il coinvolgimento dei coordinamenti zonali della Toscana per aiutare concretamente nella realizzazione di questi obiettivi, certamente ambiziosi ma assolutamente realizzabili vista la dimensione e l’importanza della Misericordia nella Toscana.

A fine aprile, il vescovo Agostinelli, sarà a Betlemme con un pellegrinaggio della sua diocesi che potrà verificare di persona il processo di crescita di questa iniziativa a cui da qualche anno sta lavorando la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, presieduta da Roberto Trucchi.

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