Toscana

DONAZIONI SANGUE, IN TOSCANA TREND POSITIVO DAL 2001

Un trend positivo che dura dal 2001, quello delle donazioni di sangue in Toscana. Dal 2001 al 2009, un + 35%. Per il 2010, manca ancora il dato definitivo di dicembre, ma il dato attuale lascia presupporre un ulteriore incremento. Stamani l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia e il direttore del Centro Regionale Sangue Simona Carli hanno tracciato il bilancio di un anno di donazioni e dell’attività trasfusionale.«L’incremento delle donazioni – dice l’assessore Daniela Scaramuccia – è il frutto della stretta collaborazione tra Regione, aziende, trasfusionisti, associazioni di volontariato. Questa organizzazione a rete rappresenta una particolarità nel panorama nazionale, soprattutto per la sua impostazione pubblica. In Toscana, a differenza di buona parte delle altre regioni, la r accolta di sangue è per il 90% pubblica. Quantità, qualità e continuità dei risultati nel tempo sono i concetti fondamentali su cui si fonda il sistema trasfusionale, sempre combinati con l’estremo rispetto dovuto ai donatori».«Il sistema sangue – sottolinea Simona Carli – è un sistema programmato per dare risposte efficaci anche in caso di eventi avversi, come dimostrato dal supporto trasfusionale assicurato in occasione dell’incidente ferriovario di Viareggio, e della nevicata del 17 dicembre scorso, evento quest’ultimo che non ha causato nessun problema particolare al sistema trasfusionale». Un trend in crescita costante. La Toscana ha un indice di donazione di 102 donazioni ogni 1.000 abitanti tra 18 e 65 anni. In Italia, l’indice di donazione è molto variegato, ma ci sono regioni con un indice ben sotto la metà di quello toscano. Da gennaio a novembre 2010 le donazioni sono state in Toscana 209.003, rispetto alle 204.481 dello stesso periodo del 2009. Un dato che è andato sempre crescendo: nel 2001 (gennaio-dicembre) erano 175.727. Con le donazioni, aumenta però anche il consumo di sangue, a un ritmo più veloce.Obiettivo autosufficienza. L’autosufficienza regionale è un obiettivo mobile, e di difficile mantenimento. Di fronte a un sempre crescente aumento della raccolta, si assiste ad un aumento dell’uso. Già dal 2007 il trend dei consumi ha raggiunto il trend della raccolta, esponendo il sistema toscano a periodi di carenza. ll 2009 ha visto un significativo aumento delle donazioni (+6,89%), accompagnato però da un aumento ancora più marcato dell’uso di sangue (+8,28%), e questo trend è continuato anche nel 2010, portando ad alcuni periodi di carenza. Nel 2010 la Toscana (dato aggiornato al 21 dicembre) è ricorsa al supporto di altre regioni per 3.608 unità, ma nello stesso periodo ha fornito il supporto ad altre regioni per 1.082 unità. «Anche per il sistema trasfusionale vale il concetto di rete nazionale – osserva l’assessore Scaramuccia – Vista la mobilità dei pazienti sul territorio nazionale, quello dell’autosufficienza trasfusionale è un tema nazionale, per cui le compensazioni tra regioni non sono più un indicatore negativo, anzi costituiscono un indicatore di un sistema capace di fare rete».Perché aumenta il consumo di sangue. E’ bene sottolineare che l’apporto di sangue è conditio sine qua non per circa il 70% delle attività sanitarie di base e di eccellenza. Il consumo di sangue aumenta a causa dell’incremento dell’attività ospedaliera: il sistema sanitario toscano assiste a un continuo aumento dell’attività, con interventi di complessità crescente: trapianti, cardiochirurgia, centri ustionati, trauma center. Dell’invecchiamento della popolazione: in Toscana la fascia di età oltre 65 anni rappresenta il 24% della popolazione, in 10 anni i cittadini hanno guadagnato 3 anni di vita media in più. Della maggiore diffusione di attività sul territorio. Dell’aumento di attrazione extraregionale: il 17,4% dei pazienti dei nostri ospedali vengono da fuori regione, il 13,58% solo di questi sono interventi di alta complessità, cardiovascolari, ortopedici, trapianti, cardiochirurgia.Cosa c’è dietro ai risultati della Toscana. Un sistema trasfusionale pubblico composto da 40 strutture trasfusionali che raccoglie il 90% delle donazioni. E le associazioni di volontariato (Avis, Fratres, Anpas, Cri), che hanno il compito di promuovere la donazione anonima, volontaria, gratuita e consapevole di sangue e plasma.Il rinnovo delle convenzioni e del le autorizzazioni. Sono state rinnovate le convenzioni (480) tra aziende sanitarie e associazioni di volontariato, sulla base dello schema tipo di convenzione approvato dalla Conferenza Stato Regioni. L’alto numero di convenzioni evidenzia il ruolo delle associazioni nella promozione e organizzazione dell’afflusso di donatori presso le struttura trasfusionali. Un analogo percorso è stato compiuto per il rinnovo della utorizzazioni alle Unità di raccolta associative, fisse (66) e mobili (4). Oggi pomeriggio alle 15.30, nell’auditorium di via Alderotti, l’assessore Scaramuccia consegnerà i relativi attestati ai rappresentanti delle associazioni. L’accreditamento. Aspetto qualificante è la sicurezza, e tanto si è fatto nel 2010 per migliorare le strutture e introdurre innovazioni. E’ stato avviato il percorso che porterà all’accreditamento delle strutture trasfusionali pubbliche e associative , sulla base dei requisiti approvati dalla Conferenza Stato Regioni il 16 dicembre 2010. Per la prima volta la Regione Toscana, all’interno delle norme sull’accreditamento, ha dedicato un capitolo specifico al sistema trasfusionale: un segnale di attenzione della Regione verso questo sistema.AgenDona. E’ stata attivata su tutto il territorio regionale l’Agenda per la prenotazione delle donazioni. Nel 2010 oltre 51.000 donazioni su un totale di 230.000 sono state prenotate attraverso questo nuovo strumento informatico messo a disposizione delle associazioni, e che tsa dimostrando giorno per giorno la valenza strategica per la gestione del sistema trasfusionale toscano. (cs- Lucia Zambelli)