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Decreto salva-Maggio, Rossi: «La svolta che attendevamo». Risolto il problema stipendi

Il decreto salva-Maggio rappresenta una svolta e la Regione dichiara la propria disponibilità a contribuire al rilancio della Fondazione, secondo una linea di rigore e qualità. E’ questo il commento  del presidente Enrico Rossi  al provvedimento assunto ieri dal Consiglio del ministri in tema di cultura e alle sue ripercussioni sul futuro dell’ente lirico fiorentino.

Percorsi: Cultura - Governo
Parole chiave: Maggio musicale (10), Enrico Rossi (422)

“Ieri è stata una gran bella giornata per il Maggio musicale fiorentino – dice il presidente Rossi – per i lavoratori dell’ente, per tutti i cittadini amanti della lirica e della cultura e anche per me. Voglio prima di tutto ringraziare il ministro Bray e il presidente del consiglio Letta, che hanno adottato il decreto sulla cultura, che consentirà di salvare il Maggio così come noi avevamo richiesto. La Fondazione non verrà liquidata, come qualcuno improvvidamente voleva, e non si correrà quindi il rischio di imboccare una strada che avrebbe portato alla fine di una delle più importanti manifestazioni musicali del panorama europeo”.

“Il decreto salva-Maggio dovrà essere attentamente studiato – prosegue – ma già da ora si può affermare che consentirà di ridurre il debito pregresso, accedendo a un fondo nazionale con un piano di risanamento. Nessuno perderà il posto di lavoro, perché il personale in esubero potrà passare ad altre attività presso il Mibac. Ma si parla anche di produttività e di una nuova governance, con l’obbligo del pareggio di bilancio. Non sarà né facile né scontato, e sarebbe un errore nascondersi le difficoltà di questo percorso, ma ci sono tutte le condizioni per quella svolta che avevamo chiesto e discusso in Consiglio regionale. La Regione Toscana, che è tra gli enti fondatori e che ogni anno eroga alla Fondazione un finanziamento di poco inferiore a quello del Comune di Firenze, dichiara fin da subito la propria disponibilità a contribuire al rilancio della Fondazione, secondo una linea di rigore e di qualità”.

Secondo il presidente “non possono certo offuscare la giornata le dichiarazioni del commissario Bianchi, che accusa la Regione di errati versamenti e gli uffici regionali di inefficienza e, tanto per non farsi mancare nulla, i suoi inviti a tacere rivolti a me e all’istituzione che rappresento. Non è vero che la Regione ha fatto un errore da cui dipenderebbe il mancato pagamento delle spettanze di luglio ai lavoratori. I versamenti sono stati fatti tempestivamente dagli uffici regionali il 22 di luglio, mentre la lettera proveniente dalla Fondazione è arrivata soltanto il 25 luglio, fuori tempo per poter dirottare i mandati su altri conti correnti. E’ veramente grave quindi che il commissario abbia voluto attribuire alla Regione Toscana una responsabilità che non le appartiene, addossandole la colpa addirittura nell’incontro con i sindacati e nella nota pubblica che ne è seguita”.

Il problema comunque, assicura il presidente è stato risolto: “Essendomi interessato alla soluzione del problema – dice infatti – mi risulta che già nella mattinata di ieri la banca avrebbe dato la disponibilità a traferire le risorse alla Fondazione. Quindi i lavoratori saranno pagati. Una analoga vicenda, con lo stesso strascico polemico, è accaduta nel mese di luglio, nei rapporti con il Ministero, riguardo ai fondi governativi da trasferire alla Fondazione. Le polemiche del commissario Bianchi sono davvero inspiegabili. Forse per il commissario, diversamente che per noi, ieri è stata una brutta giornata. Infatti il decreto salva-Maggio del ministro Bray ha sconfitto in via definitiva l’ipotesi di liquidazione che il commissario aveva inizialmente sostenuto”.

Fonte: Comunicato stampa
Decreto salva-Maggio, Rossi: «La svolta che attendevamo». Risolto il problema stipendi
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