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Elezioni, in Toscana si vota in 33 Comuni

Oltre ai tre capoluoghi di Provincia, Lucca, Pistoia e Carrara, ci sono altri 30 Comuni che l'11 giugno sono chiamati a rinnovare le amministrazioni. Tre di questi, Camaiore, Quarrata e Reggello, sono sopra i 15 mila abitanti. Gli altri 27 sono invece a turno unico perché sotto i 15 mila. Ecco una panoramica delle candidature.

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Elezioni, in Toscana si vota in 33 Comuni

Camaiore, Quarrata, Reggello: questi, in ordine di grandezza i tre comuni non capoluogo di provincia chiamati alle urne domenica 11 giugno, tutti al termine naturale dei cinque anni di consiliatura e tutti con sindaci uscenti di centrosinistra che si ripresentano per un secondo mandato. Se la dovranno vedere ovunque con liste di centrodestra e del Movimento 5 Stelle, ma non solo, per un numero complessivo di candidati sindaco che potrebbe rendere necessario il ricorso al ballottaggio. Ben sei a Reggello, che non ha evidentemente voluto farsi mancare questa possibilità votando per la prima volta con il sistema a doppio turno per aver superato la soglia dei 15 mila abitanti con la pubblicazione dei dati ufficiali del censimento 2011. Uno in meno, invece, a Quarrata e Camaiore.

Ma vediamo come si presenta la situazione nel dettaglio a cominciare da quest’ultimo centro, il più popoloso con i suoi 32.500 abitanti. A cercare la riconferma è Alessandro Del Dotto, sostenuto dal Pd e da altre quattro liste («Progetto Comune Sinistra Unita», «Insieme per Camaiore», «Spazio civile» e «Camaiore nel cuore»), che se la dovrà vedere con Giampaolo Bertola (anche per lui cinque liste: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, «Il futuro nelle radici» e «Insieme per crescere»), con un’altra lista ascrivibile al centrodestra (la civica «Passione & idee per Camaiore», che propone Marco Daddio), con il pentastellato Francesco Ceragioli e la sinistra di «Camaiore è tua» che candida Ilaria Duccini.

A Quarrata, invece, si ripresenta Marco Mazzanti (con alle spalle Pd, «Noi per Quarrata» e «Sinistra per Quarrata»): le alternative sono Giancarlo Noci (Lega Nord e Forza Italia), Gianni Nocera (Movimento 5 Stelle) e i candidati di due liste civiche: Edoardo Bianchini per «Quarrata società civile» e Giuliano Melani per «H109», la sigla che i nativi del comune pistoiese hanno sul codice fiscale.

E veniamo infine alla new entry tra gli over 15.000, dove Pd e «Impegno civico riformista per Reggello» ripropongono Cristiano Benucci, il centrodestra unito punta su Pasquale Calogero, i 5 Stelle su Roberto Grandis, la Sinistra unita su Fabrizio Michelino. A completare il quadro, anche qui, due liste civiche che non sono riuscite a trovare l’accordo per una proposta comune: «Reggello domani» della capogruppo uscente dell’opposizione Elisa Tozzi (già candidata sindaco nel 2012 per «Nuova Reggello», che aveva come capolista Calogero) e infine «Reggello viva - Insieme si può» che punta sul giovane Jo Bartolozzi.

Al di là del risultato in sé e della necessità di ricorrere o meno ai ballottaggi, per questi centri intermedi sarà interessante verificare le percentuali dei 5 Stelle, ovunque presenti, mentre nei comuni minori (vedi articolo nell’altra pagina a destra) lo sono solo in un caso su 27.

Comuni sotto 15 mila. Ventisette su 33: tanti sono i centri toscani al di sotto dei 15 mila abitanti chiamati a rinnovare sindaco e consiglio comunale con un unico turno di voto. E diverse le curiosità degne di citazione, a cominciare dai nuovi enti nati delle fusioni approvate con referendum locali dello scorso anno: Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio in provincia di Pistoia nonché Montalcino (che ha inglobato San Giovanni d’Asso senza cambiare denominazione) nel Senese. Candidati sindaci per il centrosinistra nei comuni pistoiesi sono gli uscenti di Cutigliano e Piteglio, Tommaso Braccesi e Luca Marmo, che se la dovranno vedere con le civiche di centrodestra capitanate da Diego Petrucci e Venusia Ducci. A San Marcello Piteglio c’è poi il terzo incomodo del «Partito indipendentista toscano» che propone Carlo Vivarelli. Tre liste anche a Montalcino ma senza uscenti, con Silvio Franceschelli per il centrosinistra, Hubert Ciacci per il centrodestra e Angelo Cosseddu per la civica «Il Ponte».

Ma c’è anche chi torna alle urne per una fusione... mancata. Dopo il no del referendum all’accorpamento da loro stessi proposto, infatti, i sindaci di Riparbella e Castellina Marittima, entrambi di centrosinistra, si erano dimessi costringendo i due piccoli centri della provincia di Pisa a tornare al voto con nuovi candidati contrastati da liste civiche, molto attive da queste parti: una a Castellina e due a Riparbella. Nella stessa provincia il quadro è completato da Bientina: anche qui l’uscente di centrosinistra non si ripropone ma a sfidare il nuovo candidato, oltre a una lista civica, c’è anche il centrodestra vero e proprio.

In provincia di Pistoia, invece, vanno alle urne per scadenza naturale anche Marliana e Serravalle Pistoiese: nel primo caso il sindaco uscente Marco Traversari, abbandonato dal centrodestra, si ricandida con una lista civica e dovrà vedersela con i due schieramenti tradizionali, presenti invece da soli a Serravalle dove a ricandidarsi, in questo caso per il centrosinistra, è Patrizio Mungai, che troverà a contrastarlo Piero Lunardi. Due sole liste in lizza anche in ciascuno degli altri due comuni del senese, Monticiano e Sarteano, ma nel primo caso a sfidare il centrosinistra sarà una civica trasversale. Altra curiosità in provincia di Livorno: a Sassetta, comune toscano con il minor numero di abitanti (533 al censimento 2011) dopo Capraia Isola, le liste in lizza sono ben quattro, mentre per gli elbani Campo nell’Elba, Marciana Marina e Porto Azzurro ci sarà da vedere se il centrodestra saprà ripetere il risultato di cinque anni fa, quando portò a casa gli ultimi due.

Nel 2012 una civica sostenuta dall’allora Popolo delle Libertà aveva vinto anche a Pitigliano, unico comune toscano a turno unico dove si presentano stavolta anche i 5 Stelle, oltre al centrosinistra e a una nuova lista dichiaratamente trasversale. Due soli candidati, sostenuti dagli schieramenti tradizionali, sono invece in lizza in ciascuno degli altri due centri maremmani interessati al voto, Campagnatico e Manciano, attualmente amministrati dal centrosinistra.

Quadro tutto sommato semplice anche nell’aretino, con due liste tradizionali a Montemignaio e tre a Monte San Savino per la presenza della civica «52048 Orizzonti comuni», guidata dall’ex vicesindaco ed ex pd Gianni Bennati. E a proposito di Pd, in provincia di Firenze l’unico comune a turno unico che vota è Rignano sull’Arno, il paese di Matteo Renzi, il cui partito ha candidato Eva Uccella, mentre il sindaco uscente Daniele Lorenzini ci riprova con «Insieme per Rignano» e un altro ex eletto pd, Samuele Staderini, corre con una lista civatiana. Difficile comunque, pur tra tutti questi litiganti, che ce la faccia il candidato del centrodestra Mario Cinque.

Ancor più complessa, in provincia di Massa Carrara, la situazione di Aulla, che presenta, tra i comuni sotto i 15 mila, il record di sei liste in lizza, con l’uscente Silvia Magnani, sostenuta da socialisti e parte della sinistra, che pure corre contro il candidato pd, la Lega Nord che si presenta da sola e non con la lista di centrodestra «Aulla domani», e ben due civiche a completare il quadro. Più semplici le cose negli altri tre comuni della provincia, Licciana Nardi, Mulazzo e Zeri, nel primo caso con la sinistra a far da terzo incomodo e negli altri due con un testa a testa che però nel caso di Zeri appare molto personalizzato, almeno per quanto riguarda l’uscente Egidio Pedrini.

Infine, in provincia di Lucca, due liste classiche anche a Porcari e quattro sia a Bagni di Lucca che a Forte dei Marmi, con una seconda di area centrodestra e una civica in entrambi i casi: nel primo a guidare quest’ultima è il sindaco uscente Massimo Betti.

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