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Fecondazione e diagnosi pre-impianto: Gigli (Mpv), «a Cortona va in scena l’eugenetica»

È stata eseguita martedì 19 luglio al Santa Margherita di Cortona una diagnosi preimpianto su tre embrioni, all'interno di un percorso di Pma (procreazione medicalmente assistita). L'assessore regionale alla salute, Stefania Saccardi lo ha salutato come un successo toscano, perché è il primo caso in un centro pubblico italiano. Ma Gigli (Mpv) commenta: «questa è selezione eugenetica».

Parole chiave: Stefania Saccardi (27)
Fecondazione assistita (Foto Sir)

Un comunicato della Regione Toscana ha dato ieri notizia che martedì 19 luglio, nella struttura di PMA (Procreazione medicalmente assistita) dell'ospedale Santa Margherita di Cortona è stata eseguita la biopsia su tre embrioni di una coppia il cui partner maschile è affetto da «aniridia congenita», una malattia genetica rara che colpisce la vista ed è caratterizzata dalla formazione incompleta dell'iride. Quello di Cortona è il primo centro pubblico in Italia ad adottare ed eseguire la Diagnosi Genetica Pre-impianto (PGD) , «una vera e propria "amniocentesi anticipata", non eseguita sul feto, ma ancor prima sull'embrione» e che in precedenza era vietata dalla legge 40, in una parte poi abrogata da una sentenza della Corte costituzionale.

Entusiastico il commento dell'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi: «Nel campo della procreazione medicalmente assistita la Toscana ha fatto da apripista, essendo stata la prima Regione a dotarsi di un regolamento sulla Pma e offrendola alle coppie che la desideravano, con il solo pagamento del ticket, ben prima di tutte le altre Regioni – ha dichiarato l'assessore - Anche in questo caso, la Toscana è la prima a realizzare in una struttura pubblica la "diagnosi genetica pre-impianto": un esame che ha lo scopo di verificare la presenza di eventuali patologie ereditarie prima dell'impianto in utero». L'assessore spiega poi che si tratta di una sinergia «tra la struttura di PMA dell'ospedale Santa Margherita di Cortona e il laboratorio di genetica medica delle Scotte di Siena» e ringrazia entrambe le equipe «quella del professor Luca Mencaglia e quella della professoressa Alessandra Renieri».

Fin qui il virgolettato dell'assessore. Ma il comunicato della giunta regionale va ancora oltre: «Oggi non è più reato compiere la scelta, nei casi in cui questa è finalizzata ad evitare l'impianto di embrioni affetti da gravi malattie trasmissibili che possono determinare gravi pericoli per la salute fisica e psichica della donna e non si tratta di eugenetica, ma di tutela della salute della donna stessa».

Immediata la replica di Gian Luii Gigli, deputato del gruppo parlamentare «Democrazia solidale-Centro democratico» della Camera e presidente del Movimento per la vita italiano: “Malgrado le precisazioni delle autorità sanitarie toscane, la diagnosi genetica pre-impianto eseguita nell’ospedale di Cortona realizza per la prima volta una selezione eugenetica nell’ambito della procreazione medicalmente assistita. In quale altro modo, infatti, può essere definita l’individuazione dell’embrione sano tra i tre disponibili se non come selezione della specie?”.

«Pur riguardando stavolta esseri umani allo stadio di sviluppo embrionale, non possono non tornare alla memoria – sottolinea Gigli – analoghi tentativi di selezione portati avanti su esseri umani adulti in periodi tragici della storia recente. Se passa il concetto che il portatore di deficit genetici, anche in caso di malformazioni del tutto compatibili con la vita come nel caso toscano, possa essere sacrificato alla ricerca di un’astratta idea di salute, ci sarà ancora meno posto per i disabili in una società fatta solo a misura dei ‘sani e belli’, nella quale domina la cultura dello scarto».

Fecondazione e diagnosi pre-impianto: Gigli (Mpv), «a Cortona va in scena l’eugenetica»
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pietro belcari 25/07/2016 14:10
selezione embrionale
La scorsa settimana, un comunicato della Regione Toscana riportato da tutti i quotidiani, ha dato notizia che nell'ospedale di Cortona sono stati selezionati tre embrioni probabili portatori di una malattia genetica trasmissibile per via ereditaria.

Sono seguiti entusiastici commenti da parte degli organi di governo regionali a partire dall'assessore Saccardi che ha ribadito l'efficienza della sanità toscana e il suo importante ruolo di apripista anche su tematiche bioetiche.
Il concetto di fondo è il seguente: è lecito scartare embrioni indesiderati seguendo la logica del diritto al figlio sano?
La risposta della Regione Toscana e di gran parte dell'opinione pubblica è senza dubbio positiva, è lecito quando “è' finalizzata ad evitare l'impianto di embrioni affetti da gravi malattie trasmissibili che possono determinare gravi pericoli per la salute fisica e psichica della donna”.
La selezione embrionale spiegano dalla Regione non è altro che “una amniocentesi anticipata non eseguita sul feto ma sull'embrione senza che produca alcun danno”.
In futuro ogni coppia “produrrà” embrioni e selezionerà solo quello/quelli preferiti evitando di ricorrere all'aborto a gravidanza inoltrata qualora l'amniocentesi abbia evidenziato anomalie incompatibili con la salute della madre.
L'aborto oltretutto spesso produce conseguenze importanti a livello psicologico sulla madre, con la selezione embrionale si evitano anche questi inconvenienti.

Sarebbe fatto nascere oggi una persona affetta da una patologia rara come la sindrome di Cogan che porta alla sordità? Chi potrebbe pensare a una vita normale dopo una diagnosi così infausta? Beethoven ha avuto questa malattia. E un embrione con sindrome di Tourette, patologia neurologica rara che porta a deficit di attenzione, tic motori e comportamenti ossessivo compulsivi, iperattività, parole oscene ripetute in modo involontario da chi verrebbe accettato? Si tratta della malattia di cui era affetto Mozart. E di un embrione capace di sviluppare mucoviscidosi, malattia genetica del metabolismo che facciamo? Trattasi di Chopin.

La novità eccezionale che non troverete scritta da nessuna parte sta nel fatto che insieme alla stragrande maggioranza di coloro che vedono nell'embrione un mero agglomerato di cellule a proprio uso e consumo e nel feto indesiderato solo un ostacolo al benessere psicofisico della madre (il padre come sempre è del tutto ignorato...) ci sono anche pochi coraggiosi che pensano da anni che l'embrione abbia la stessa dignità che spetta al feto, al bambino, al ragazzo, all'adulto e all'anziano.
Selezionare gli embrioni buttando quelli non graditi, non “idonei al trasferimento” per noi rimane un crimine contro l'umanità così come creare un conflitto tra l'interesse della madre e del nascituro a scapito della vita di quest'ultimo ci riporta indietro di millenni quando dalla Rupe Tarpea venivano buttati “i non idonei”.
Il diritto al figlio sano, dogma del pensiero unico dominante crea il paradosso: la gravidanza diventa una patologia da curare, il malato non va curato ma soppresso per creare quella razza pura tanto in voga nei civili paesi nordici dove già ora non vediamo più un bambino down o in carrozzella perché la loro vita “non idonea” è stata selezionata quando erano embrioni o sono stati uccisi da bambini con l'eutanasia infantile ampiamente praticata nella civilissima Olanda.

Ci preme informarvi che la scelta su questi temi non spetterà a noi, non ne sentiremo mai parlare in dibattiti o confronti televisivi, sarà un comunicato della Regione Toscana ad informarci dei protocolli che regoleranno la nostra vita o la nostra morte.

pietrobelcari@yahoo.it Pietro Belcari e Stefano Giannarelli

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