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Festa della Toscana: al Teatro della Compagnia la seduta solenne del Consiglio regionale

In apertura il cortometraggio «Eye for an eye» e gli interventi di Eugenio Giani e Enrico Rossi. Giani: «Il messaggio della Festa della Toscana non è rivolto alla storia, ma è quanto mai attuale». Rossi: «Pietro Leopoldo seppe trasformare il piccolo territorio della Toscana in uno stato riformista e all’avanguardia»

Festa della Toscana: al Teatro della Compagnia la seduta solenne del Consiglio regionale

Si è tenuta nella cornice del rinnovato, e recentemente riaperto,  Teatro della Compagnia in via Cavour la seduta solenne del Consiglio regionale in occasione della Festa della Toscana 2016. Una seduta caratterizzata da numerosi interventi, momenti di riflessioni e manifestazioni artistiche, per celebrare l’abolizione della pena di morte e della tortura sancita in Toscana il 30 novembre del 1786 dal granduca Pietro Leopoldo: gli interventi del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e del presidente della Giunta regionale Enrico Rossi, un monologo di Simone Cristicchi, un cortometraggio in anteprima nazionale, riconoscimenti alla comunità di Sant’Egidio e a Nessuno tocchi Caino. 

In apertura di seduta il presidente Giani ha letto il messaggio di saluto inviato per l’occasione dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  Subito dopo, in anteprima nazionale, la proiezione del cortometraggio “Eye for an eye” di Steve Bache, Mahyar Goudarzi, Louise Peter: storia in animazione di Frederick Baer, da più di dieci anni nel braccio della morte in Indiana in attesa dell’esecuzione. 

Una testimonianza forte e di straordinaria crudezza, come ha detto il presidente Giani aprendo il suo intervento, in cui ha ricordato di aver depositato questa mattina una corona di fiori con i colori bianco e rosso della Toscana, sulla tomba di Gregory Summers (Greg), statunitense condannato a morte e giustiziato nel 2006, sepolto per sua volontà nel cimitero comunale di Cascina, dopo anni passati nel braccio della morte, durante i quali ha intrattenuto una fitta corrispondenza coi ragazzi dell’istituto comprensoriale di Cascina. Lettere che sono diventate un’occasione per profonde riflessioni sul significato della vita. “La vita è un universo straordinario senza fine – ha detto Giani –. Ognuno di noi è portatore di questo universo e la vita deve essere sempre rispettata, anche quella di chi ha fatto tutto sbagliato”. “Duecentotrenta anni fa – ha proseguito il presidente del Consiglio – l’Illuminismo seppe affermare questo principio anche in Toscana, tramite Pietro Leopoldo che abolì la pena di morte, di tortura e anche la confisca dei beni del condannato. La portata di questo gesto appare tanto più grande se si considera che ancora oggi,  nel nostro ordinamento, il  progetto che prevede il reato di tortura non è stato ancora convertito in legge. Per questo il messaggio della Festa della Toscana non è rivolto alla storia, ma è quanto mai attuale”.

Al presidente della Giunta regionale Enrico Rossi il compito di soffermarsi sul tema “Modernizzazione e riforme di Pietro Leopoldo per una Toscana laboratorio di progresso e civiltà”. “Pietro Leopoldo con il suo vasto programma di riforme – ha detto Rossi – seppe trasformare il piccolo territorio della Toscana in uno stato moderno, riformista, all’avanguardia. Le radici autentiche della nostra storia si ritrovano sia nell’Umanesimo che fiorì a Firenze sia nell’Illuminismo e nei suoi principi che si affermarono con il governo del granduca”. Le riforme, ha spiegato il presidente della Giunta, riguardarono, oltre all’abolizione della pena di morte, tutta la società. Si investì molto nel recupero del territorio e nelle bonifiche, e questo portò a creare posti di lavoro e fece rifiorire l’economia. Furono abolite le corporazioni e create le Camere di commercio, liberalizzati gli scambi, abolita la manomorta a favore della mezzadria. “Questo non solo ha modellato il nostro paesaggio rurale – ha commentato Rossi – ma ha creato quella ‘medietà’, quell’equilibrio a cui noi toscani tendiamo sempre”. In conclusione il presidente ha ricordato il grave incidente sul lavoro nelle cave apuane ribadendo “che la vita va tutelata e che è disumano quel lavoro che contrasta con la vita”.

Eugenio Giani ha inoltre ricordato con quanto impegno e passione Pietro Leopoldo governò la Toscana per venti anni, prima di essere richiamato sul trono dell’impero austriaco, e come siano rimaste a preziosa testimonianza dell’amore e della profonda conoscenza di questa terra due opere da lui scritte: “Lo stato del governo in Toscana” e “Viaggiare per la Toscana”.

Fonte: Comunicato stampa
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