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Festa nazionale Cisl a Firenze, Bonanni critica la riforma della Pubblica amministrazione

Nella riforma della Pubblica amministrazione presentata dal governo non c'e' ''un disegno compiuto''. Lo ha detto il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, parlando con i giornalisti a margine della festa nazionale del sindacato in corso a Firenze. Un appuntamento che vede la presenza di tre ministri (Angelino Alfano, Giuliano Poletti, Beatrice Lorenzin) e dei presidenti della Regione Lombardia Roberto Maroni e della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso.

Secondo Bonanni la riforma “non si può affrontare senza mettere mano alla questione centrale: quella della corruzione dilagante”. Nella riforma della Pubblica amministrazione presentata dal governo, ha affermato Bonanni, “vedo solo 'azioni dimostrative'': e ogni volta che si affronta l’argomento, pur di non discutere della corruzione, “si mettono avanti altre questioni che sono dei veri e propri paraventi”. Tra questi, Bonanni inserisce anche il dimezzamento di permessi e distacchi sindacali annunciato dal governo: “La Cisl reagirà protestando in maniera gandiana” ha affermato, escludendo la possibilità di uno sciopero: “anche questo è un paravento – ha aggiunto – come quello dei 'fannulloni' di Renato Brunetta. la cosa si commenta da sé, l’unica risposta che merita è richiamare l’attenzione sulle cose veramente importanti come la corruzione e il sistema degli appalti”.

Anche sui prepensionamenti nella Pubblica Amministrazione, ha affermato Bonanni, "vanno benissimo, i giovani sono importanti, non fosse altro per affrontare l'era digitale, ma questo passa attraverso una capacità di avere contezza di quali persone servono, di cosa si vuol fare, di quali professionalità si ha bisogno. Invece mi pare che siamo di fronte ad azioni dimostrative che vanno solamente a favore di un grande movimento senza produrre nessun spostamento”.

Sul tema degli appalti, ha ricordato in segretario Cisl, in Italia abbiamo ancora trentamila stazioni appaltanti tra enti locali, ospedali, uffici pubblici: un numero che richiede “una drastica riduzione”. Eppure, ha proseguito, le amministrazioni locali “difendono questa autonomia con le unghie e con i denti, perdendo l’occasione di una vera riduzione della spesa pubblica”.

Nel dibattito, insieme ai ministri Alfano e Poletti, si è parlato molto anche del rapporto tra sindacati e politica. “Che questo Governo non discuta con i sindacati – ha detto Bonanni – è falso: mai avevo discusso tanto con un Governo. Poi – ha proseguito – è vero che Renzi ha problemi seri con la Cgil e non può raccontarlo ai suoi, quindi finisce per fare di tutta l’erba un fascio”. Da parte sua, il Ministro dell’Interno Alfano ha invitato a affrontare la questione fuori dalle ideologie: “Se oltre 4 milioni di persone scelgono di farsi rappresentare dalla Cisl, io devo dialogare con chi rappresenta queste persone”. Per il Ministro del Lavoro Poletti, “c’è un tema forte che è quello della rappresentanza: oggi si deve tenere conto anche del fatto che ci sono molte persone non rappresentate da nessuno”. Ecco allora tutta la questione del precariato, delle “false partite Iva” e di chi lavora, anche con le pubbliche amministrazioni, con contratti di collaborazione a progetto: Poletti ha annunciato che su questo argomento sarà inserita, nella legge delega sul lavoro che andrà in Parlamento a fine luglio, una serie di norme sul lavoro non subordinato, per dare tutele a chi oggi non ce l’ha. Un provvedimento accolto con favore da Bonanni: “La flessibilità è una cosa, la precarietà un’altra. Le vere partite Iva hanno la forza di trattare le proprie garanzie; ma c’è un numero enorme di persone che svolge di fatto un lavoro dipendente, senza averne le tutele”.

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