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Firenze, Nardella a valanga per il «dopo Renzi»

La prima impressione è che abbia pesato molto l’effetto «traino» della vittoria di Renzi a livello nazionale in questo risultato, vicino al 60%, che vede Dario Nardella eletto sindaco di Firenze al primo turno: neanche lo stesso Matteo Renzi c’era riuscito cinque anni fa.

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La conferma viene anche dalla vicina Scandicci da cui viene Simona Bonafè, la più votata alle europee: qui il candidato del Pd Sandro Fallani raggiunge addirittura il 72%.

D’altra parte però non si può negare che Dario Nardella abbia impostato il suo periodo di «reggenza» e la sua campagna elettorale trovando un equilibrio tra la continuità con il suo predecessore e uno stile personale, più aperto al dialogo e al confronto. Dopo la «rottamazione» insomma l’amministrazione Nardella si trova davanti molte sfide da affrontare e molte scommesse portare a compimento in tema di infrastrutture e viabilità, di sicurezza e decoro urbano, di servizi comunali, di economia e occupazione da rilanciare (tante le crisi aziendali da risolvere, a partire dalla Seves dove sono già arrivate le lettere di licenziamento).

Con Matteo Renzi lo accomunano diversi fattori: l’età (39 anni), i figli (il giorno dopo l’elezione si è «messo in pari» con la nascita del terzo), i trascorsi da scout. Anche lui cattolico, è cresciuto politicamente alla scuola di Vannino Chiti che quando era ministro se lo portò a Roma come consigliere giuridico. Avrà una maggioranza solida, con 24 consiglieri: la più votata è stata Caterina Biti che dopo l’esperienza di assessore all’ambiente potrebbe tornare in giunta sull’onda delle sue 1.644 preferenze.

La principale forza di opposizione sarà Forza Italia: il candidato Marco Stella non è riuscito ad andare al ballottaggio (con qualche rammarico per le divisioni nel centrodestra che vedono Ncd e Udc, con il candidato sindaco Gianna Scatizzi, restare fuori dal Consiglio comunale). Forza Italia supera il Movimento 5 Stelle e ottiene 4 consiglieri: il record di preferenze (1.168) in questo caso è per Mario Razzanelli, che potrà così continuare le sue battaglie. Resta fuori da Palazzo Vecchio invece Giovanni Galli, che cinque anni fa aveva conteso la poltrona di sindaco a Renzi: stavolta la sua Lista Galli porta qualche voto a Stella, ma non ottiene consiglieri.

Entra per la prima volta in consiglio comunale invece il Movimento 5 Stelle, con una squadra tutta femminile: la candidata sindaco Miriam Amato e altre 2 consigliere. Un risultato sotto il 10%, molto inferiore al 18 ottenuto dai grillini a Firenze alle politiche del 2016. Chi invece è soddisfatto dei suo voti è Tommaso Grassi, che continuerà a fare opposizione da sinistra insieme ad altri due consiglieri: nel suo caso l’effetto traino è quello della Lista Tsipras, che a Firenze ha avuto uno dei risultati migliori. Completano il quadro del Consiglio comunale il senatore Achille Totaro (Fratelli d’Italia) e Cristina Scaletti, unica eletta delle varie liste civiche che la sostenevano.

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