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Firenze, nasce la Città metropolitana. Ecco gli eletti

Con una media di votanti che supera l'85% degli aventi diritto al voto, si è conclusa la prima tornata elettorale delle elezioni di secondo livello per il Consigli metropolitani di Milano, Genova, Firenze e Bologna e per le Province di Bergamo, Sondrio, Lodi, Vibo Valentia e Taranto.

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Parole chiave: città metropolitana (6)

Come era ampiamente previsto, il voto di secondo livello (cioè riservato a consiglieri comunali e provinciali) per il Consiglio della Città metropolitana di Firenze, ha visto il successo del Partito Democratico che ha conquistato 14 dei 18 seggi in palio. Ampia la partecipazione (92,16%  dei 689 aventi diritto al voto). I 14 consiglieri del Pd sono, in ordine di preferenza, Brenda Barnini, Massimiliano Pescini, Angelo Bassi, Alessandro Manni, Francesca Paolieri, Andrea Ceccarelli, Alessio Falorni, Emiliano Fossi, Giampiero Mongatti, Sandro Fallani, Alessio Biagioli, Benedetta Albanese, Stefania Collesei, Domenico Antonio Lauria.

Per Forza Italia è stato eletto Marco Semplici. Per il Movimento Cinque Stelle, Saverio Galardi. Città Metropolitana territori beni comuni sarà rappresentata da Riccardo Lazzerini. Le Liste Civiche per la Città Metropolitana da Anna Ravoni.

Dal prossimo 1° gennaio 2015 la Città metropolitana di Firenze prenderà stabilmente il posto della Provincia omonima. Già prevista dalla riforma degli Enti locali del 1990, addirittura inserita in Costituzione nel 2001, la Città metropolitana è diventata realtà solo con la recente riforma Delrio, quella che ha reso di secondo livello anche tutte le altre Province, in attesa però di essere definitivamente cancellate dall'ordinamento statale, attraverso una modifica alla Costituzione. A differenza delle Province (per i cui organismi di controllo di secondo livello si voterà nei prossimi giorni) le Città metropolitane, guidate dal Sindaco del capoluogo, sono destinate a rimanere. Il prossimo passo sarà la stesura dello statuto che definirà le attribuzioni degli organi e le loro competenze.

Ieri si è votato in quattro: Milano, Genova, Bologna e Firenze. Solo gli stessi sindaci e consiglieri potevano candidarsi alla carica di consigliere metropolitano. Il sistema elettorale prevedeva un “indice ponderato”, che in sostanza rendeva il voto espresso dal sindaco proporzionale al numero di cittadini rappresentati. Il seggio di Palazzo Medici Riccardi, unico seggio allestito per la votazione, è rimasto aperto dalle 8 alle 20 di ieri.

«Un risultato molto positivo - commentano il presidente dell'Anci Piero Fassino e il presidente dell'Upi Alessandro Pastacci - perché dimostra che il valore e la responsabilità del voto di secondo livello è stato ben compreso da Sindaci e Consiglieri Comunali. Ma soprattutto che la riforma delle Province e la nascita delle Città metropolitane è stata colta dagli amministratori locali come una innovazione istituzionale, la costituzione cioé di un ente nel quale Sindaci e Consiglieri comunali sono protagonisti per assicurare la tutela e lo sviluppo sia delle grandi aree urbane che del resto dei territori».

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