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«GiovaniSì», il posto fisso resta un miraggio

Il Consiglio regionale ha condotto un’indagine sui programmi «GiovaniSì» e «GaranziaGiovani». Nonostante risultati non certo brillanti è unanime la volontà di andare avanti con questo tipo di interventi. In meno di un anno si sono iscritti sul portale regionale quasi in 30 mila. I tirocini, spesso utilizzati per manovalanza a basso costo, non hanno però dato finora i risultati sperati

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Giovane in ricerca di lavoro (Foto Sir)

L'impegno c’è stato. 650 milioni di euro investiti dal 2011 al 2015 in interventi di sostegno alle politiche di lavoro dei giovani. Ma i risultati sono stati modesti, almeno sul fronte del posto fisso, che resta un miraggio per quasi tutti. Dal maggio 2014 al febbraio 2015, dei 23.091 che avevano completato la domanda per il progetto governativo «Garanzia giovani» (tra i 15 e i 29 anni) solo 91 hanno ottenuto un impiego a tempo indeterminato. I numeri complessivi sono comunque importanti. Sul portale della Regione si sono iscritti in 29.444. I colloqui già effettuati sono 16 mila mentre i giovani presi effettivamente in carico dai Centri per l’impiego sono stati 13.630. Di loro, il 32% è entrato in un’esperienza lavorativa o ha preso contatto col mondo del lavoro (2.524 tirocini, 1.319 contratti a tempo determinato, 505 contratti di apprendistato e 91 contratti a tempo indeterminato).

Dal 2011 sono stati ben 132 mila i giovani beneficiari del progetto regionale «GiovaniSì» (che ha anticipato e poi affiancato quello nazionale), di cui 100 mila con borse di studio o formazione, 4.223 attraverso il servizio civile regionale (che integra i bandi nazionali) e 4.083 con un aiuto a sostenere l’affitto di un alloggio per rendersi autonomi dalla famiglia di appartenenza.

Queste le conclusioni dell’indagine «sulle risorse impiegate, i risultati ottenuti e gli obiettivi raggiunti nell’ambito delle politiche regionali aventi ad oggetto la formazione e l’occupazione giovanile con particolare riguardo ai tirocini, all’apprendistato e al progetto GiovaniSì», approvata pochi giorni fa in modo unanime dal Consiglio regionale della Toscana.

L’indagine era stata richiesta dalla portavoce dell’opposizione, Stefania Fuscagni (Forza Italia), ed avviata il 21 gennaio scorso dalla commissione Sviluppo economico. Nonostante i risultati non certo brillanti, il Consiglio – sempre all’unanimità – ha ritenuto importante proseguire su questa strada. «L’intuizione di fondo che ha animato il progetto GiovaniSì è stata positiva e innovativa», ha affermato la presidente della commissione, Rosanna Pugnalini (Pd), sintetizzandone i risultati. La presidente ha ricordato che nel corso dell’indagine i commissari hanno ascoltato gli assessori regionali alle attività produttive, Gianfranco Simoncini, e alla formazione, Emmanuele Bobbio, l’Irpet e le categorie economiche e sociali. Secondo la relazione, «le parole chiave, ovvero autonomia dei giovani, sostegno alla loro formazione, supporto all’imprenditoria, regolamentazione dei tirocini» sono definite «attuali e necessarie ancora oggi». Positivo, in particolare, è stato giudicato il sostegno all’autoimprenditorialità, perché in un contesto di crisi , anche se l’economia dovesse ripartire «è molto probabile che non potremo più tornare ai livelli occupazionali precedenti, anche per le diverse modalità lavorative e per le trasformazioni su scala globale del lavoro». Importante anche il sostegno «a quei soggetti ai quali si pensa meno spesso, come i praticanti degli studi professionali, i giovani professionisti o i lavoratori atipici».

La Toscana è stata la prima regione a pretendere che i tirocini venissero retribuiti con un mensile di 500 euro (di cui 300 rimborsate dalla Regione). Eppure, stando a quanto emerso dalla relazione, non hanno funzionato bene anche se nel 2014 sono stati ben 10.500 contro i 7 mila dell’anno precedente. Come ha evidenziato la Cgil nella sua audizione del 4 febbraio, spesso questi tirocini sono stati utilizzati per «manovalanza» a basso costo e «sicuramente esiste l’abuso per alcune figure come quella di cameriere e di magazziniere». In definitiva, sempre secondo la Cgil, hanno costituito «un metodo di contatto tra giovani e il mondo del Lavoro più che un vero sbocco occupazionale». E anche l’Irpet ha confermato come, a fronte dell’aumento dei tirocini, si registri il crollo dell’apprendistato (che può essere esteso fino a 5 anni), diventato evidentemente meno appetibile. Dai 39.294 avviamenti registrati tra i giovani nel 2008 si è scesi nel 2013 a 21.403.

Nel settembre 2014 i disoccupati nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni erano il 37% (nel 2008 erano il 23%) ben al di sotto  del dato nazionale che si attesta al 45%. Nel corso del 2014 sono stati attivati circa ventimila tirocini ai quali si sono aggiunti 550 tirocini-praticantato nel mondo delle professioni. Gli esiti occupazionali dei tirocini, secondo i dati aggiornati a maggio 2014, risultano pari al 41%. Grazie agli incentivi e gli interventi regionali, 224 laureati sono stati assunti, sono state finanziate 1.351 imprese e sono stati aiutati 400 giovani agricoltori. La Regione ha anche sostenuto la stabilizzazione incentivando la trasformazione di 5mila 842 contratti da tempo determinato in tempo indeterminato.

La relazione chiede di valutare se sia possibile estendere i tirocini alle aziende artigiane che, pur non avendo dipendenti, abbiano però soci lavoratori e quali tipologie di imprese siano nate con il sostegno del fondo di garanzia regionale, per valorizzare sempre di più i progetti ad alta innovazione tecnologica.

«È importante e significativo che il Consiglio regionale abbia affrontato questo tema», ha affermato l’assessore Gianfranco Simoncini, nella sua replica conclusiva. «Ritengo che GiovaniSì sia una delle iniziative fondamentali di questa legislatura. Intorno alle politiche giovanili abbiamo costruito l’idea stessa di Regione e di governo regionale». Simoncini ha annunciato che la Giunta regionale ha deciso di riservare ai giovani il 35% delle risorse disponibili di 255 milioni di euro sul programma di attuazione del Fondo sociale europeo 2014-2020.

In allegato il testo dell'indagine del Consiglio regionale Toscano (pdf)

Allegato: Giovanisi_indagine690.pdf (1,57 MB)
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