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Grosseto: i due contendenti a caccia dell’elettorato dei «5 stelle»

Anche a Grosseto il nuovo sindaco si deciderà al ballottaggio. A sfidarsi, domenica 19 giugno, saranno Antonfrancesco Vivarelli Colonna (centrodestra), che al primo turno ha ottenuto 16.777 voti (il 39,5%) e Lorenzo Mascagni (centrosinistra), che rincorre con 14.659 voti, pari al 34,52%.

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Grosseto vista dall'alto

Questo, infatti, il risultato uscito dalle urne dopo la tornata di domenica. Che il ballottaggio sarebbe stato l’esito più probabile di una campagna elettorale incerta e apertissima era opinione piuttosto diffusa. Più difficile comprendere tra chi. Vivarelli Colonna ha avuto dalla sua il fatto di essere riuscito a riunire intorno alla sua candidatura tutto il centrodestra (che a Grosseto ha governato dal 1997 al 2006) e anche movimenti civici (in totale otto liste in suo sostegno), mentre Mascagni, candidato del centrosinistra dopo la vittoria alle primarie, ha avuto davanti a sé una campagna in salita (nel primo tratto) a causa delle fibrillazioni interne al Pd. C’era grande attenzione sul risultato del Movimento 5 Stelle e del candidato sindaco Giacomo Gori, che alla vigilia – anche sulla base di alcuni sondaggi – sembrava poter aspirare ad un risultato ancor più lusinghiero. Gori si è attestato su 8.386 voti, pari al 19,75%, tanti, ma insufficienti per proseguire la corsa verso la fascia tricolore. Quello del M5S è comunque pur sempre un buon risultato. Cinque anni fa Gori aveva raccolto 2.356 voti; dopo un lustro ha quasi triplicato, passando dal 5,16% all’attuale 19,75%.

A separare Vivarelli Colonna e Mascagni ci sono circa duemila voti. Pochi o tanti è difficile dirlo, perché il ballottaggio è una partita a sé. È quasi come se si ripartisse da 0-0. Molte le variabili che incideranno. A partire dalla capacità dei due candidati di mobilitare nuovamente l’elettorato. Al primo turno si sono recati a votare 43.916 grossetani, il 67,47% degli aventi diritto. Cinque anni fa erano stati il 73%. Grosseto ha indubbiamente risentito meno di altre città del calo dell’affluenza, ma una battuta d’arresto c’è stata. Al ballottaggio solitamente un po’ di elettori si perdono per strada (anche per scelta di chi, non sentendosi rappresentato che dal candidato eletto al primo turno, decide di non ritornare al seggio) e dunque è tutto da vedere. Come da vedere sarà che cosa farà il Movimento 5 Stelle. Impensabile ipotizzare indicazioni di voto per l’uno o per l’altro candidato, ma è chiaro che quel 19% fa gola sia a Vivarelli Colonna che a Mascagni. I quali hanno già iniziato in qualche modo il «corteggiamento», se non del Movimento grillino, per lo meno del suo elettorato.

Il primo turno di Grosseto si è, dunque, rivelato una competizione a tre. Sostanzialmente fuori dalla corsa gli altri cinque candidati in lizza. Marco Barzanti (Partito comunista d’Italia) ha raccolto 546 voti pari all’1,29%. Massimo Ceciarini, l’avvocato che metteva insieme la Sinistra a sinistra del Pd (Sel, Rifondazione, Possibile e altri) ha ottenuto 1.116 voti (il 2,63%) mentre la sua lista «Insieme a Sinistra» 1.072 (2,68%). Massimo Felicioni, l’architetto che si candidava a sindaco per la seconda volta con la sua civica «Grosseto oggi»  non è andato oltre i 525 voti (1,24%). Infine Federico Trotta (Forza Nuova) e Carlo Vivarelli (Toscana Stato) si sono entrambi fermati sotto l’1%.

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