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Il presidente Rossi: la nuova squadra per la Toscana che verrà

Enrico Rossi è stato da pochi giorni confermato presidente della Regione per altri cinque anni. Con noi traccia un bilancio delle elezioni appena passate e anticipa le prime mosse in questa nuova legislatura che avrà temi caldissimi all’ordine del giorno.

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Il presidente Rossi: la nuova squadra per la Toscana che verrà

QUI LA VIDEOINTERVISTA INTEGRALE AL PRESIDENTE ROSSI

Presidente, era una conferma scontata...

«In realtà i toscani sono molto esigenti. Se hanno espresso questo voto è perché hanno pensato che meritassi una conferma per altri 5 anni. Com’è successo alle comunali di Prato o Livorno non è scontato che la sinistra in Toscana vinca sempre».

C’è però il dato dell’astensionismo che è arrivato a un livello di guarda, il 52%. Come legge questo dato?

«Alcuni amici mi hanno telefonato dicendomi che avrebbero votato tanto volentieri per me... ma sono andati al mare, per varie ragioni. Il diritto di voto universale è una conquista recente avvenuta nel 1948. È sbagliato rinunciarci. Un piccolo sacrificio si può fare per la democrazia. Poi sicuramente ci sono anche tante altre ragioni, il disgusto per la politica, la rabbia sociale per la disoccupazione. C’è anche una ragione semplice: fino a qualche anno fa si faceva una tornata elettorale nazionale per le regionali, provinciali e comunali. Se il Parlamento volesse potrebbe trovare una data per riallinearci tutti. In questo caso, è stato scelto il ponte del 2 giugno: una data infausta. Infine, abbiamo compresso i tempi togliendo il lunedì ma siamo rimasti con la matita copiativa e il timbro sul certificato elettorale. Perché non si trova una soluzione per far votare un cittadino di Firenze in un seggio elettorale di Viareggio? I cittadini devono essere più responsabili ma la politica si deve avvicinare alle persone».

Si troverà a confrontarsi con un consiglio regionale inedito con Lega e 5 Stelle che insieme avranno 11 consiglieri su 40...

«Certamente Forza Italia esce ridimensionata. In Consiglio lavorerò affinché si trovino convergenze sui temi di grande interesse per i cittadini. Quando dall’opposizione venisse una proposta interessante siamo disposti ad accoglierla. Però distinguerei tra Lega e 5 Stelle: la Lega mi sembra che abbia molto giocato sulla paura con un certo retrogusto razzista. Ha esaltato la presenza dei Rom in Toscana (che sono solo 3.500), quando anche noi vogliamo chiudere i campi. E poi ha esaltato il tema dell’immigrazione che invece va affrontato con grande responsabilità, sia per chi arriva sia per chi deve ricevere. Comunque, vedremo come si comporteranno in Consiglio».

L’altra novità è la presenza femminile in Consiglio che arriva a 11 unità, più di un quarto dell’assemblea...

«È una buona cosa. Fa onore alla legge che prevedeva la preferenza di genere. Poi c’è stata un’autonoma spinta delle donne nella campagna elettorale. Anche nella giunta dovrò impegnarmi a rispettare questo equilibrio di genere».

A proposito di giunta: la squadra di assessori è ridotta a 8. Verso la conferma ci sono Saccardi, Ceccarelli e Bugli. E gli altri come li sceglierà?

«Ho apprezzato molto il successo di Ceccarelli ad Arezzo. Ho apprezzato lo stile di Stefania Saccardi che ha fatto ottime dichiarazioni rispettando il ruolo che spetta al presidente pur avendo ottenuto un grande successo nel capoluogo. E Bugli è un validissimo collaboratore. Per il resto vorrei costruire un buon mix di elementi sperimentati e nuovi. La nuova giunta ridotta a 8 elementi non potrà più avere un rappresentante per ogni provincia. L’assessore regionale quindi coprirà tutta la Toscana e non rappresenterà un territorio. Ho poi l’ambizione a favorire la crescita di una nuova classe dirigente in Toscana: ho avuto un ciclo lungo in questa regione, ho commesso qualche errore, ho fatto cose giuste e buone. Vorrei trasmette la mia esperienza ai giovani che saranno in Consiglio e in Giunta, loro poi ne faranno l’uso che vorranno».

Tra i temi che dovrà affrontare la nuova legislatura c’è quello della sanità con una riforma approvata ma che dovrà essere portata avanti dalla nuova giunta e dalla nuova assemblea. C’è il rischio che una giusta razionalizzazione che porterà a 3 le ASL toscane vada a scapito dei servizi per i cittadini?

«Siamo nella necessità di risparmiare 250 milioni. Credo anche che in un paese più povero è necessario che tutti quanti facciamo uno sforzo per poter garantire la stessa quantità dei servizi cercando, se possibile, di migliore la qualità. Chi dice che bisogna spendere di più nella pubblica amministrazione è fuori del tempo. La politica deve motivare tutto il personale dipendente delle aziende perché all’interno di questi grandi dipartimenti che abbiamo creato vengano fuori le proposte per riorganizzare la sanità della Toscana. Sono quelli che chiamo “produttori di salute” che hanno in mano la risposta giusta per la nuova sanità. Mi appello ai medici, agli infermieri, ai tecnici, agli assistenti sociali perché siano loro a dirci come riorganizzare la sanità. Noi in Toscana ce la possiamo fare a mantenere servizi e qualità. I cittadini non hanno nulla da temere».

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