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Immigrati: sempre più presenza stabile per la Toscana

Presentato nei giorni scorsi, a Roma, il XXV Rapporto sulla presenza di stranieri nel nostro Paese. Eccone una lettura in chiave toscana. La tendenza al radicamento emerge chiara da tre indicatori: le famiglie con stranieri sono il 9,2% del totale; i matrimoni misti sono un quinto di quelli celebrati; il 20% dei nuovi scritti all’anagrafe sono migranti.

Immigrati per provincia in Toscana (Dossier migrazioni 2016)

Quasi 49 mila nel 1994, 175 mila dieci anno dopo e 395 mila nel 2014. Negli ultimi dieci anni gli stranieri residenti sul territorio regionale sono più che raddoppiati, negli ultimi venti addirittura aumentati di ben sette volte. È così che i migranti sono diventati una componente strutturale della società toscana, attestata soprattutto dall’incidenza sulla popolazione residente: ogni cento cittadini iscritti nelle anagrafi dei comuni della Toscana, infatti, dieci sono immigrati, un’incidenza elevata e ampiamente superiore anche a quella media nazionale che, nel 2014, si è fermata all’8%. La conferma arriva anche dai dati regionali contenuti nel Rapporto Immigrazione 2016 di Caritas e Migrantes, presentato pubblicamente a Roma il 5 luglio scorso.

Il radicamento sul territorio. La tendenza trova conferma anche in tre indicatori significativi quantomeno di una propensione al radicamento stabile da parte delle comunità straniere e documentati nel «Profilo sociale 2015» presentato dalla regione nell’aprile scorso e di cui dà conto anche il rapporto. In primo luogo le famiglie con almeno un componente straniero: nel 2011 (ultimo dato disponibile) erano145 mila, il 9,2% di tutti i nuclei familiari, quota superiore di due punti percentuali alla media nazionale (7,4%). Poi i matrimoni misti: nel 2014 sono stati 2.100 pari a quasi un quinto (18,5%) di tutti quelli celebrati. Infine, i nuovi iscritti in anagrafe per nascita: quattro mila nel 2004, corrispondenti al 13% del totale di tale tipologia d’iscrizione. Dieci anni dopo erano sei mila, corrispondenti ad un quinto di tutte le registrazioni anagrafiche dei nuovi nati fatte nel 2014. Tutti fenomeni che raccontano, non solo di come i migranti siano diventati una componente molto importante della società toscana, ma anche del fatto che siano destinati ad esserlo in misura crescente dato che la tendenza è quella di una progressiva stabilizzazione dei cittadini arrivati dall’estero.

Le conseguenze della crisi. Eppure la crisi si è fatta sentire. Anche in Toscana e in modo particolare sui migranti modificando anche alcune caratteristiche socio-demografiche di questa popolazione. Sempre il «Profilo sociale» della Regione ha evidenziato i cambiamenti più significativi: aumento dell’età media e dell’incidenza della componente femminile, diminuzione dei permessi di soggiorno di breve periodo, maggiormente legati al lavoro, e aumento di quelli di lungo periodo; crescita, fra i motivi di soggiorno, di quelli per famiglia, passati dal 30% al 38% nell’arco di tempo compreso fra il 2008 e il 2013.

L’occupazione. Complessivamente gli immigrati «toscani» in età da lavoro (15 anni e oltre) a giugno 2015 erano 326.412, pari al 10% di tutti i lavoratori toscani: il 60,5% di essi risultava occupato (contro il 46,8% degli italiani e l’11,4% in cerca di lavoro (contro il 3,7%). Rispetto agli occupati italiani, l’incidenza della manodopera straniera è particolarmente marcata nell’agricoltura (8,9% contro 2,7%) e nelle costruzioni (12,3% contro 6%). Tanti, e in crescita, i titolari d’imprese nati in un paese extracomunitario: in tutto alla fine del 2014 sono stati 33.592, il 3,6% in più rispetto all’anno precedente.

Gli alunni stranieri. Il vero e proprio laboratorio della Toscana del futuro, però, rimangono le aule scolastiche. Nel 2014/2015 gli alunni stranieri che hanno frequentato le scuole della regione sono stati 65.917, il 2,4% in più rispetto all’anno precedente. 37.177, invece, gli studenti che sono stranieri, in quanto figli di cittadini non italiani, ma che sono nati e cresciuti in Italia: si tratta del 56,4% degli alunni iscritti nelle scuole della regione, una percentuale che sale all’85,1% nelle scuole dell’infanzia e al 71% alle elementari e scende al 52,7% e al 21%, rispettivamente, alle medie e alle superiori.

Progetti di integrazione scolastica. Il mondo della scuola e ai progetti realizzati nelle aule toscane è dedicato anche un approfondimento specifico all’interno del capitolo sull’immigrazione in Toscana. Tanti i percorsi su cui i redattori del rapporto hanno posto l’accento: a Prato la Caritas diocesana e l’associazione «Insieme per le famiglie» hanno promosso «Watercolors», un progetto che ha coinvolto le scuole primarie del territorio e finalizzato a far conoscere e dialogare le diverse culture presenti fra i banchi di scuola attraverso la musica, divenuta strumento di animazione interculturale e opportunità e occasione di dialogo e confronto oltre che passione condivisa da un gruppo di lavoro che riunisce al suo interno giovani provenienti da paesi e religioni diverse. Sono stati proprio loro, fra l’altro, il 10 novembre scorso, ad animare e intrattenere i fedeli che hanno atteso in Piazza del Duomo l’arrivo di Papa Francesco in visita a Prato. Ha interessato alcune classi delle scuole elementari, invece, «Intercultura in scena», il progetto promosso dalla Migrantes di Massa Carrara e Pontremoli attraverso l’associazione «Casa Betania», un percorso teatrale che si traduce in un viaggio attraverso le differenze per acquisire la consapevolezza delle reazioni e degli atteggiamenti più comuni e ricorrenti in occasione dell’incontro con la diversità. «Nel rappresentare un dramma, una scena o un’emozione provando a mettersi nei panni dell’altro – si legge nel rapporto – si sgretolano quei sentimenti d’istintiva diffidenza che spesso si presentano nel momento dell’incontro con l’altro, mentre s’impara a vedere la diversità come una risorse positiva e ricchezza culturale di tutti». «Almeno una stella», invece, è il progetto promosso dal Centro di documentazione di Arezzo, gestito da Oxfam, finalizzato «ad accompagnare  lungo il cammino dell’integrazione, a scuola e nella città, giovani stranieri inseriti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado e in situazione di vulnerabilità scolastica e socio-educativa, attraverso il coinvolgimento degli studenti stranieri con un’azione di mentoring», ossia di sostegno nei confronti degli alunni più fragili e in difficoltà da parte di quelli con più risorse, in termini di conoscenze ed esperienza della scuola e della società del contesto d’accoglienza.

Nel «catalogo» delle iniziative segnalate anche il progetto Percorsi della Caritas di Pisa, da più di un decennio impegnato nell’accompagnamento e nella consulenza amministrativa e giuridico legale nei confronti dei cittadini stranieri (79 i casi seguiti solo nel 2015), e gli interventi per favorire l’apprendimento della lingua italiana e della matematica nelle scuole medie di Sesto Fiorentino dal Centro internazionale studenti «La Pira», struttura nata nel 1978, a Firenze, per favorire il sostegno e l’integrazione dei giovani universitari stranieri.

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