Toscana

In tanti a Roma per Padre Pio

DI CARLO CAVIGLIONE I circa 300.000 pellegrini, provenienti da ogni parte del mondo, devoti di Padre Pio, hanno colpito la sensibilità di Giovanni Paolo II, che ne ha elogiato il “coraggio”, per aver affrontato il caldo e “il sacrificio di rimanere in piedi per lungo tempo”. Non è mancato poi il saluto del Papa rivolto ai: “fedeli raccolti in preghiera a San Giovanni Rotondo” e a quanti hanno seguito il rito della canonizzazione per televisione. Lo spettacolo si presentava domenica davvero imponente. La folla gremiva non solo Piazza San Pietro e via della Conciliazione, ma anche le strade adiacenti.

Al momento della solenne proclamazione (era la 457.a per Giovanni Paolo II), sono scrosciati gli applausi e da San Giovanni Rotondo sono volati verso l’alto 12327 palloncini colorati, a ricordare i giorni trascorsi dalla morte di padre Pio (23 settembre 1968) sino alla data dell’avvenuta canonizzazione. Non molto tempo in realtà, se si considera che sono ancora vive migliaia di persone che, in vita, hanno conosciuto o incontrato personalmente il frate delle stimmate. Anzi molte di loro, anche in TV, hanno reso preziose e commoventi testimonianze.

Il Papa poi, nella sua omelia, ha tracciato un breve profilo del nuovo santo, che sarà onorato con il nome di “San Pio da Pietrelcina” e inserito nel Calendario Romano generale il 23 settembre, con il grado di memoria liturgica “obbligatoria”. “L’umile cappuccino – ha detto – si trovò ad affrontare tante prove. Oggi contempliamo in lui quanto sia dolce il “giogo” di Cristo e davvero leggero il suo carico, quando si porta con amore fedele. La vita e la missione di Padre Pio testimoniano che difficoltà e dolori, se accettati per amore, si trasformano in un cammino privilegiato di santità, che apre verso prospettive di un bene più grande, noto soltanto al Signore”.

E’ risaputo infatti come l’umile cappuccino abbia dovuto soffrire anche a causa delle gerarchie ecclesiastiche, non sempre ben disposte nei suoi confronti: Ciò che il Papa ha forse volu to ricordare, implicitamente, parlando di “vanto della Croce” come “ciò che maggiormente risplende in Padre Pio”. Ed ha proseguito. “In tutta la sua esistenza, egli ha cercato una sempre maggiore conformità al Crocifisso, avendo ben chiara coscienza di essere stato chiamato a collaborare, in modo particolare, all’opera della redenzione”. Il nostro tempo – ha commentato il Santo Padre – “ha bisogno di riscoprire il valore e la spiritualità della Croce, per aprire il cuore alla speranza”.

Al profilo mistico del santo, Giovanni Paolo II ha aggiunto un aspetto caratteristico: quello della misericordia. “Padre Pio – ha detto – è stato generoso dispensatore della misericordia divina, rendendosi disponibile a tutti attraverso l’accoglienza, la direzione spirituale e specialmente l’amministrazione del sacramento della Penitenza. Il ministero del confessionale, attirava innumerevoli folle di fedeli al Convento, anche quando quel singolare confessore, trattava i pellegrini con apparente durezza, perché prendessero coscienza della gravità del peccato”.

Un terzo aspetto della sua vita, secondo il Santo Padre, è stato quello “della sua intima e costante unione con Dio, di cui erano eloquenti testimonianze le lunghe ore trascorse in preghiera. Amava ripetere “sono un povero frate che prega”. Sarà bene ricordare che a Padre Pio, nei giorni della prova, era stato proibito di protrarre la celebrazione della Messa oltre i trenta minuti!. Ora il Papa, indicando la preghiera come “caratteristica della sua spiritualità”, ha voluto ricordare che essa “continua nei Gruppi di Preghiera, da lui fondati, che offrono, alla Chiesa e alla società, il formidabile contributo di un’orazione incessante e fiduciosa”.

Giovanni Paolo II ha concluso rilevando che “alla preghiera, Padre Pio univa poi un’intensa attività caritativa, di cui è straordinaria espressione la “Casa Sollievo della Sofferenza”. Preghiera e carità, ecco una sintesi quanto mai concreta dell’insegnamento di Padre Pio, che quest’oggi viene a tutti proposto”. Rivolto al nuovo santo, il Papa ha pregato dicendo. “Ottienici uno sguardo di fede, capace di riconoscere prontamente nei poveri e nei sofferenti il volto stesso di Gesù”. Le tappe della vita del santo• 1887: il 25 maggio padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nasce a Pietrelcina in provincia di Benevento• 1903: il 6 gennaio entra nel noviziato dei Cappuccini e il 22 veste il saio assumendo il nome di fra Pio• 1907: il 27 gennaio emette la professione dei voti solenni• 1910: il 10 agosto, nel duomo di Benevento, è ordinato sacerdote• 1916: nel settembre viene mandato nel convento di San Giovanni Rotondo (Foggia) dove poi rimarrà stabilmente• 1918: il 20 settembre compaiono visibilmente le stimmate, che spariranno misteriosamente solo il giorno della sua morte• 1919: la notizia delle stimmate si diffonde in tutta Italia. Iniziano i controlli medici e un periodo in cui a padre Pio sarà negato di celebrare la Messa in pubblico• 1935: padre Pio celebra finalmente in un clima di ritrovata serenità il 25° di sacerdozio• 1940: il 9 gennaio inizia la costruzione dell’ospedale Casa sollievo della sofferenza• 1956: il 5 maggio inaugurazione della Casa sollievo della sofferenza• 1959: primi segni della malattia• 1968: alle 2,30 del 23 settembre padre Pio muore all’età di 81 anni. Ai funerali, il 26 settembre, partecipano oltre centomila persone• 1969: il 4 novembre il postulatore generale dei Cappuccini chiede di indire la causa di beatificazione e canonizzazione• 1982: il 29 novembre Giovanni Paolo II firma il decreto per l’introduzione del processo cognizionale• 1983: il 20 marzo si apre ufficialmente a San Giovanni Rotondo la fase diocesana• 1990: il 21 gennaio si chiude la fase diocesana• 1997: nell’aprile tutta la documentazione viene consegnata all’apposita Congregazione• 1999: il 2 maggio in Piazza San Pietro padre Pio è proclamato beato• 2002: domenica 16 giugno in Piazza San Pietro canonizzazione di padre Pio la cui festa liturgica è fissata al 23 settembre, giorno della morte (si calcola che ogni anno siano oltre 3 milioni i visitatori e i pellegrini che si recano a San Giovanni Rotondo sulla tomba di padre Pio, ma i Cappuccini sostengono che siano almeno il doppio)

L’omelia del Papa