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Istituti tecnici superiori e Poli tecnico-professionali per avvicinare scuola e lavoro

«Preparare meglio i ragazzi alla vita dopo lo studio, ma anche anche usare il lavoro per trattenerli a scuola; far acquisire loro competenze, ma anche anche contrastare la dispersione scolastica». Queste, secondo Stella Targetti, le finalità di una delibera, approvata oggi dalla Giunta regionale su sua proposta, che definisce la programmazione triennale (2013/2015) nell'Istruzione e formazione tecnica superiore e istituisce i Poli tecnico-professionali.

«Partiamo dal presupposto - prosegue la vicepresidente della Regione Toscana - che sia fondamentale accorciare la distanza fra scuola e lavoro in modo da combattere sul serio la dispersione scolastica: se i ragazzi imparano-facendo e non solo studiando, questo li rende non solo più preparati alla vita dopo lo studio ma rende la scuola stessa ancora più interessante».
La delibera rappresenta la premessa necessaria per aprire anche in Toscana i nuovi Poli Tecnico Professionali (PTP): reti tra scuole, università, agenzie di formazione ma anche imprese che serviranno per potenziare l'alternanza scuola/lavoro e per rendere più efficaci i percorsi di qualifica professionale fino a sperimentare l'apprendistato.
I Poli saranno individuati tramite avviso pubblico e sperimenteranno formule di scuola-bottega e di bottega-scuola («contesti protetti di formazione in cui gli alunni - sintetizza Targetti - faranno vere e proprie esperienze lavorative»). I Poli potranno essere costituiti nei seguenti ambiti: sistema agroalimentare, il turismo con la fruizione del patrimonio culturale toscano, il sistema moda, il sistema meccanica, la nautica con produzione e manutenzione di imbarcazioni da diporto.
Ma la delibera non si ferma ai PTP, i cui standard e obiettivi sono stati definiti da un decreto interministeriale: riguarda, infatti, anche gli Istituti Tecnici Superiori (ITS), scuole ad alta specializzazione tecnologica, nate ormai da qualche anno per rispondere alla domanda, da parte delle imprese, di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche. In Toscana esistono già tre ITS : il «Mita» nel sistema moda, il «Prime» nella meccanica, l'«Energia e Ambiente» nella impiantistica a elevata efficienza e nel risparmio energetico. Le sedi sono, rispettivamente, a Scandicci (Fi); Rosignano Marittimo (Li) come sede legale e Firenze come sede operativa; Siena.
La Regione Toscana vuole promuovere e sostenere la costituzione di altri ITS in nuovi ambiti puntando, anche in questo caso, sul sistema agro-alimentare, su produzione e manutenzione mezzi di trasporto (nautica), sulle tecnologie innovative a servizio di cultura e turismo. Anche per i nuovi ITS, come per i PTP, sarà un avviso pubblico a individuare gli strumenti per legge necessari: le Fondazioni di partecipazione (che comprendono scuole, enti formativi, imprese, università, centri di ricerca, enti locali).
La «terza gamba» è rappresentata dalla Istruzione e Formazione Tecnica Professionale (IFTS) con percorsi complementari a quelli previsti per gli Istituti Tecnici Superiori.
Di triplice provenienza (comunitaria, nazionale e regionale) le risorse economiche. Le risorse nazionali 2013 per i tre ITS già costituiti sfiorano i 608 mila euro. Per i percorsi IFTS le risorse 2013 superano i 2,5 milioni di euro (di cui 1,2 in quota FSE, un milione circa in quota Stato e i restanti in quota Regione).

Fonte: Comunicato stampa
Istituti tecnici superiori e Poli tecnico-professionali per avvicinare scuola e lavoro
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