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Lavoro. Enrico Rossi: in Toscana trend devastante incidenti da gennaio

Il Consiglio regionale toscano ha tenuto oggi una seduta speciale sul tema della sicurezza sui posti di lavoro. I dati complessivi mostrano una diminuzione di incidenti, ma la sequenza da gennaio di quest'anno (ben 8 morti) è preoccupante. Buoni risultati dai controlli nelle aziende pratesi: alla prima ispezione su 8.200 il 60% non era in regola; alla seconda erano scese al 23%.

Industria tessile (Foto Sir)

«La ripresa è fragile e proprio perché è fragile come abbiamo visto, forse, tutela poco il lavoro e sta producendo una sequela di incidenti, di morti». Lo spiega il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a margine della seduta speciale dell'assemblea regionale di oggi dedicata alla sicurezza sul lavoro. Il governatore non esita a definire la situazione «devastante»: da gennaio sono 8 i caduti sul lavoro. Il presidente invita a reagire, partendo da un presupposto ineludibile: «Non si tratta di fatalità – constata -. Questi incidenti avvengono perché non si rispettano certi comportamenti, perché manca una formazione sufficiente, perché si è stanchi o disattenti». Non tutto il quadro è negativo. Ci sono anche esperienze positive da menzionare: «Quando nelle imprese le maestranze, l'imprenditore o l'amministrazione delegato si sono fatti carico di questo tema- chiarisce- gli incidenti si sono ridotti se non addirittura azzerati, anche in casi nei quali pareva impossibile».

La Giunta regionale intende insistere nel cammino dei progetti speciali, sulla falsariga di Prato. Occorre, tuttavia, più personale. Come farlo ad assumere è il vero quesito che attende una risposta: «Le risorse si possono trovare, il bilancio della sanità è amplissimo ed è in pareggio- fa notare-. Si tratta di capire se ci sia modo di stanziare qualche milione».

Scommettere sulla stabilizzazione degli ispettori Asl sarebbe un investimento remunerativo, come insegna il caso di Prato dove il gettito delle sanzioni ha oltrepassato il costo dei controlli effettuati nei pronto moda cinesi. Il vero ostacolo è rappresentato dai vincoli posti da palazzo Chigi: l'obbligo per le Regioni di ridurre la spesa per il personale sanitario. L'atteggiamento dei governi, a partire da Monti, in effetti, si caratterizza ad avviso di Rossi «con una invasione delle competenze delle Regioni. Ciò rende difficile assumere 50-70 persone anche quando abbiamo i conti in ordine». Nelle scorse settimane contro questa disposizione la Giunta regionale toscana ha deciso di presentare un ricorso alla Corte Costituzionale.

Nel corso della seduta speciale dell'assemblea regionale dedicata al tema della sicurezza sul lavoro, dopo il susseguirsi drammatico di incidenti, il presidente Rossi ha sottolineato come «La legalità nel lavoro, che è fondamento della nostra repubblica, si afferma con tre gambe anche a partire dall'esperienza di Prato: la sicurezza nei luoghi di lavoro, la lotta all'evasione fiscale, la lotta perché i rapporti di lavoro non siano a nero. Ci vuole un'iniziativa integrata che vada in direzione di questi obiettivi: lavoro sicuro, pagare le tasse e regolare i rapporti di lavoro».

«Lo Stato deve garantire questa sicurezza - ha aggiunto Rossi-. È importante che da Prato sia venuto un appello da parte delle associazioni datoriali, Confindustria, Cna, e altre insieme ai sindacati perché si proceda a fare più controlli anche in tema dei rapporti di lavoro». Questo, sottolinea, «perché l'impresa che non è sana, che non rispetta la legge, che non applica la sicurezza mette fuori mercato l'impresa che si impegna a rispettare la legge e il lavoro».

L'esperienza pratese insegna secondo il governatore che le campagne per la sicurezza innestano dei circoli virtuosi: «A Prato, ormai, l'80% delle aziende cinesi che sono state visitate sono tendenzialmente in regola - ha evidenziato -. Gli operai non stanno più nei laboratori, ma nelle abitazioni civili. Le notizie di reato sono diminuite in modo precipitoso». Segno che le visite degli ispettori hanno mandato un segnale a tutti gli imprenditori della comunità orientale affinché aumentino il livello di aderenza alla leggi. Pertanto, fa sapere Rossi, «non solo estenderemo i progetti speciali, ma ci rivolgiamo anche al governo nazionale perché col titolo V sia data la possibilità di stabilire un rapporto positivo con l'ispettorato del lavoro». Rossi immagina, dunque, un'integrazione fra i controlli degli ispettori Asl che dipendono dalla Regione e quelli dell'ispettorato del lavoro. «Su questo tema- dichiara- la possibilità di chiedere una maggiore autonomia o di fare intese col governo è la strada che la Regione Toscana tenterà di percorrere fino dai prossimi giorni. Inoltre, per noi è senz'altro positivo che Cgil, Cisl, Uil abbiano scelto Prato per celebrare il primo maggio che verrà celebrato sul tema della sicurezza sul lavoro».

Da parte sua l'assessore regionale al sociale, Stefania Saccardi, ha evidenziato come gli infortuni mortali sul lavoro e le malattie professionali siano in lenta decrescita, ma il problema della sicurezza sul lavoro non sia affatto superato, e richiama la Regione a un impegno costante e sempre più intenso». Gli infortuni sono calati in Toscana dai 50.062 del 2016 ai 49.083 del 2017. Anche gli incidenti mortali sono passati dai 120 nel 2015 ai 75 nel 2016 per poi scendere a 72 l'anno scorso. Le denunce delle malattie professionali sono in crescita nel 2018: sono già state 1.220. Ma questo incremento, chiarisce l'assessore, «va considerato un elemento positivo, perché è il risultato di azioni specifiche dei dipartimenti di prevenzione». Significativi i dati riscontrati nelle ispezioni, legate al piano straordinario della Regione Toscana sul lavoro sicuro, a Prato: «Sono state controllate 8.200 ditte, il 60% delle quali sono state trovate non in regola, e sono stati incassati 13 milioni di multe - ha evidenziato Saccard i-. Nella seconda ispezione le carenze riscontrate sono state più lievi, e quelle gravi riscontrate nella prima ispezione sono scese al 23%».

Fra gli interventi già messi in campo dalla Regione l'assessore rammenta il piano quinquennale di sicurezza predisposto nel 2016 in molti comparti produttivi, fra i quali l'edilizia, l'agricoltura, le cave di marmo, i porti e i cantieri navali e la pesca. Il piano per la prevenzione del 2015 ha sviluppato 9 progetti: i più rilevanti hanno riguardato la sorveglianza sanitaria dei dipendenti che in passato sono stati esposti all'amianto, l'emersione delle malattie professionali.

Fonte: Agenzia Dire
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