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Lucca: il punto dopo lo stop di Rossi alla cerimonia per il nuovo Ospedale

Lo stop all’inaugurazione ufficiale del nuovo ospedale di Lucca, imposto ieri dal presidente della regione Toscana Enrico Rossi, ha causato un fuoco di fila politico dalle conseguenza ancora tutte da valutare.

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Lucca: il punto dopo lo stop di Rossi alla cerimonia per il nuovo Ospedale

Al momento solo il consigliere regionale Marco Remaschi (Pd), il presidente della provincia di Lucca, Stefano Baccelli, e il presidente della conferenza dei sindaci Giorgio Del Ghingaro (pd) hanno apertamente criticato la scelta di Enrico Rossi. Il Sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini (Pd), non nasconde il fastidio per la situazione verificatasi, ma non attacca il presidente della Regione. Ad alzo zero invece spara su Rossi il consigliere regionale Giovanni Santini (Forza Italia) in una nota con altri esponenti lucchesi dello stesso partito.

Intanto grossa preoccupazione, mista a frustrazione, è nel personale dell’Azienda Usl2 di Lucca. Non solo per lo stop alla cerimonia inaugurale del San Luca, il nuovo ospedale di Lucca appunto, ma anche perché proprio ieri, accanto all’annuncio shock di Enrico Rossi, è uscita la notizia che Antonio D’Urso, direttore generale Azienda Usl2 di Lucca, viene trasferito al San Camillo di Roma di cui sarà direttore generale. Chiunque verrà a sostituirlo a Lucca si troverà una patata bollente non da poco tra le mani: sia per le polemiche, sia per le operazioni di trasferimento ancora in corso, perché appena iniziate.

I comitati locali e i partiti politici che avevano proclamato una manifestazione, in concomitanza con la cerimonia inaugurale annullata, confermano la volontà di manifestare contro la nuova impostazione sanitaria regionale.

Intanto con una nota odierna, il presidente Rossi torna sulla vicenda rivendicando l’utilità pubblica di sospendere l’evento inaugurale "Provate ad immaginare la scena. Da una parte le "autorità" politiche, militari, religiose, magari con la banda e tutto quello che occorre per non sfigurare. E dall'altra, diviso da un cordone di polizia, un corteo di qualche decina o anche, se volete, centinaia di persone che urlano, sfogando ciascuna la propria rabbia". Pur ammettendo la legittimità delle ragioni di chi protesta il presidente Rossi chiosa "provate a vedere questa scena sulle TV, raccontata sui giornali, e mettetevi negli occhi e nella testa di chi è ammalato, sofferente, disoccupato, di chi è in lista di attesa da troppo tempo. Ecco, io credo che alle persone reali, alla gente comune questa scena non possa che provocare un certo disgusto". Infine ribadisce la sua personale ed istituzionale vicinanza a tutto il personale dell’Azienda Usl2: "la professionalità e la serenità dei medici, degli infermieri, degli operatori sanitari di Lucca non deve essere né turbata né sporcata da tensioni e strumentalizzazioni politiche". Domani, sabato 5 aprile comunque Rossi sarà in provincia di Lucca, per altri appuntamenti istituzionali in agenda da tempo.

Sullo sfondo, tornando alla polemica politica, restano amministratori locali in balia di eventi che sembrano prendere una brutta piega e su cui spesso, da settimane, manifestano perfino timori ad esporsi, a rispondere a domande che tutti i cittadini si pongono.

La sanità lucchese sta diventando un caso e sono in molti a sperare che, nella visita di domenica 13 aprile prossimo, nel contesto del Festival del Volontariato che si svolge a Lucca, l’ospite Matteo Renzi possa dire qualcosa di definitivo o quantomeno di rassicurante. 

Intanto il San Luca inizia ad aprire i battenti, senza clamore, senza bande, senza ufficialità.

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