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Maltempo: allerta per Arno e altri fiumi in Toscana, a Pisa chiusi uffici pubblici

Allerta Arno a Firenze e Pisa. Nel fiorentino, informa la Provincia, si registrano numerose frane e allagamenti su tutto il territorio con un generalizzato aumento dei livelli idrometrici. Arno, Ombrone, Elsa, Pesa, Sieve e Bisenzio hanno superato i livelli di guardia e criticità, personale del Servizio di Piena e del volontariato sta monitorando le arginature.

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Il sindaco di Poggio a Caiano ha disposto la chiusura delle scuole limitrofe al fiume Ombrone; il sindaco di Castelfiorentino ha disposto la chiusura di tutte le scuole del suo comune per problemi a carico della viabilità comunale, mentre il Sindaco di Signa valuta la possibile chiusura della scuola materna di Sant'Angelo limitrofa al fiume Ombrone.

A Pisa, oltre alla chiusura delle scuole, il prefetto Francesco Tagliente ha disposto la chiusura degli uffici pubblici del Comune fino a cessate esigenze della giornata odierna, con eccezione di quelli preposti alle attività di ordine e sicurezza pubblica, di protezione civile, della sanità, del soccorso, dei trasporti e della mobilità, di quelli addetti alle società di erogazione di servizi nonché a tutte le altre attività di supporto alla sicurezza e al soccorso. E' stato anche deciso il montaggio dei «panconcelli» per prevenire rischi per la popolazione; la chiusura delle scuole; l'allerta delle aree di ricovero per la popolazione; la predisposizione delle risorse per la chiusura totale degli accessi alla città; il monitoraggio della attività in corso da ieri sul territorio da parte delle varie sale operative. Inoltre il Centro Coordinamento Soccorsi sta valutando eventuali ulteriori determinazioni conformi al piano Arno.

«Le forti piogge che si stanno abbattendo in queste ore nel centro e nord Italia creando forti disagi ai cittadini, in particolare a Pisa, Firenze e Roma, rendono ancora una volta evidente che non è più tollerabile il forte ritardo delle politiche di manutenzione del territorio e di prevenzione del dissesto idrogeologico. Proprio per mettere in sicurezza il territorio nazionale, la Commissione Ambiente della Camera aveva chiesto con una risoluzione approvata all'unanimità di cui sono primo firmatario di stanziare almeno 500 milioni annui per la difesa del suolo, ben più dei soli 30 milioni previsti allo scopo nella Legge di Stabilità per il 2014». Così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, torna sul tema del dissesto e della difesa del territorio commentando l'ondata di maltempo che si è abbattuta sul Paese.

«La risoluzione chiedeva, inoltre, un allentamento del Patto di Stabilità interno per consentire agli Enti Locali che hanno risorse di investirle in interventi di prevenzione e manutenzione del territorio e di contrasto al dissesto idrogeologico. Un piano nazionale di prevenzione del rischio idrogeologico, manutenzione e messa in sicurezza del territorio e una revisione del Patto di Stabilità avrebbero l'effetto di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e di attivare migliaia di cantieri, con ricadute molto positive anche sul lavoro e sulla riduzione della disoccupazione, specie tra i giovani», conclude l'esponente Pd.

Fonte: Asca
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