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Mattarella a Firenze: «Terrore vuole snaturarci, non ci piegheremo»

«Dobbiamo garantire sicurezza ai nostri concittadini senza rinunciare alle libertà conquistate, affrontare il fanatismo e l'estremismo con assoluta fermezza, e promuovere il dialogo fra le culture e la tolleranza». Lo ha detto poco fa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Palazzo Vecchio nel suo intervento alla cerimonia su Firenze capitale

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Il presidente Sergio Mattarella accolto dal sindaco di Firenze Dario Nardella

«E' un tentativo di guerra globale dalle modalità inedite - ha affermato Mattarella - quello che sta deturpando l'inizio del nuovo millennio. Dobbiamo essere uniti, essere determinati e insieme affermare i principi del nostro umanesimo». 

«Non può mancare - ha continua - il senso di giustizia, né la disponibilità a cooperare per uno sviluppo sostenibile e per ridurre le aree dove prevale la violenza e lo sfruttamento. Dobbiamo garantire sicurezza ai nostri concittadini senza rinunciare alle libertà conquistate, affrontare il fanatismo e l’estremismo con assoluta fermezza, e promuovere il dialogo fra le culture e la tolleranza». 

Inoltre, ha proseguito il Presidente, «non sradicheremo l’odio facendolo entrare nelle nostre vite e nella nostra civiltà. Il terrore vuole snaturarci. Noi non ci piegheremo. Non ci faremo rubare il nostro modello di vita e il nostro futuro. Difenderemo la qualità delle nostra civiltà e la offriremo al mondo, rimanendo fedeli ai valori che la hanno ispirata e affinata nel tempo». 

E poi Mattarella ha fatto riferimento a Firenze «città di pace». «Il sindaco Giorgio La Pira, in questo salone, - ha sottolineato - cent’anni dopo la Camera dei Deputati del Regno d’Italia, ha dato vita agli Incontri mediterranei, frutto della sua intuizione sulla centralità del Mare Nostro e sulla necessità storica del dialogo interreligioso, a cominciare proprio dalle fedi monoteiste, dalla fede dei “figli di Abramo”, come lui ripeteva».

«Oggi la pace - ha concludo il Presidente della Repubblica - ci chiama a nuove responsabilità. Non saranno prove facili: non bisogna mai rinunciare a grandi visioni, alla prospettiva di un umanesimo condiviso. Lo dobbiamo ai nostri figli, anche a quelli che sono stati così barbaramente uccisi e che resteranno sempre nel nostro ricordo».

Il sindaco Dario Nardella ha la cerimonia di commemorazione dei 150 anni dall'insediamento del Parlamento italiano a Firenze ringraziando il Presidente «per le espressioni di conforto e saggezza che ha espresso in questi giorni. Abbiamo bisogno di lei: stringiamoci in un grande abbraccio per tenerci tutti uniti».

Nardella ha poi sottolineato «il sentimento di dolore per i tragici fatti di Parigi di venerdì scorso. Voglio esprimere cordoglio e grande amicizia ai fratelli e alle sorelle francesi».

E' intervenuto alla cerimonia anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. «La lezione di Firenze Capitale - ha detto - ci offre un grande patrimonio di civiltà, soprattutto oggi, in tempi oscuri dove il terrorismo ci interroga su temi di fondo imponendoci di rispondere».

Alla cerimonia hanno assistito alcune centinaia di studenti. Gli attori Stefano Accorsi e Laura Morante hanno recitato alcune letture per ricreare l'atmosfera della prima seduta del Parlamento a Firenze: Accorsi il «Discorso della Corona» pronunciato da Vittorio Emanuele II all'apertura della legislatura, mentre la Morante l'indirizzo di risposta al discorso di Vittorio Emanuele.

Il presidente Mattarella ha poi consegnato l'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine «Al Merito della Repubblica Italiana oggi» al maresciallo dei carabinieri Giuseppe Giangrande, rimasto ferito nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi, che era accompagnato dalla figlia Martina.

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