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Mps: Procura apre nuovo fascicolo, al centro i rapporti con la politica

Ci sono i presunti rapporti tra gli ex vertici di Mps e la politica al centro del nuovo fascicolo aperto dalla Procura di Siena che indaga sul Monte. Un fascicolo 'esplorativò, che non vedrebbe né indagati né ipotesi di reato, ma che, secondo fonti a conoscenza dell'inchiesta, raccoglierebbe tutto il materiale attinente, appunto, alle relazioni, con la politica. In particolare, ci sarebbero alcuni “stralci tecnici” derivanti, soprattutto, dall'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta, chiusa lo scorso 30 luglio. 

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Parole chiave: mps (40)

Nelle carte depositate alla chiusura di quella indagine, condotta dai Pm Aldo Natalini, Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso, ci sono anche «omissis», che in particolare riguardano alcuni interrogatori. Proprio i contenuti di quegli omissis, o parte di essi, potrebbero essere confluiti nel nuovo fascicolo. Al di là degli omissis, dalle carte di Antonveneta, rapporti con la politica emergono dalle testimonianze di alcuni protagonisti della vicenda. «La mia nomina, come quella dell'avvocato Mussari alla guida della banca, fu decisa dai maggiorenti della politica locale e regionale e condivisa dai vertici della politica nazionale», aveva dichiarato ad esempio il presidente della Fondazione Mps Gabriello Mancini (non indagato) sentito come persona informata sui fatti il 24 luglio 2012 dai Pm. Nel centrosinistra, aveva detto in particolare Mancini, «il riferimento politico di Mussari era Ceccuzzi», l'ex sindaco di Siena, che «a sua volta, può essere inquadrato nell'area dalemiana dei Ds. Posso dire altresì che Mussari aveva un rapporto cordiale anche con Veltroni, quando questi divenne segretario del Pd».

Per il centrodestra, Mancini ha spiegato che «il punto di riferimento di Mussari nel Pdl era l'onorevole Verdini» ma l'ex numero uno di Rocca Salimbeni aveva «dei rapporti» anche con Gianni Letta. «Ricordo che Letta affermava che Mussari era il suo riferimento in banca, mentre il sottoscritto era il suo riferimento in Fondazione», aveva fatto mettere a verbale. Un «intreccio» di relazioni da cui, al momento, non sarebbero emerse ipotesi di reato ma che i Pm vogliono approfondire. Tra l'altro, già nei mesi scorsi, i magistrati senesi, insieme ai colleghi della Procura di Firenze, avevano sentito come persone informate sui fatti alcuni esponenti della politica locale, proprio per ricostruire eventuali rapporti tra politica e banca. Oltre a quella di Firenze, sono anche altre le Procure italiane che hanno avviato collaborazioni con Siena, tra cui quella di Roma. Intanto oggi l'ex presidente del Collegio sindacale di Banca Mps Tommaso Di Tanno è arrivato a Palazzo di Giustizia per essere sentito dai Pm.

È stato lo stesso Di Tanno a chiedere di essere sentito, come previsto dalla legge, dopo la chiusura dell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta, in cui il professionista è indagato insieme ad altre 8 persone. In totale sono sei gli indagati che hanno chiesto di essere sentiti: gli altri verranno ascoltati a partire da domani. Tra questi non ci sono né l'ex presidente della Banca Giuseppe Mussari, né l'ex direttore generale Antonio Vigni. In Procura sono arrivate anche alcune memorie difensive.

Fonte: Asca
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