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Opera La Pira, l'impegno dei giovani da tutto il mondo per la «Terra, casa comune»

Si è concluso ieri al Villaggio «La Vela» di Castiglione della Pescaia (Gr) il Campo internazionale dell'Opera «La Pira», che ha avuto per tema, quest'anno, la salvaguardia del creato e il ruolo dei credenti delle tre fedi abramitiche. Tra gli oltre 120 partecipanti, molti stranieri provenienti da Russia, Ucraina, Medio Oriente, Africa e Bolivia. Gli incontri e l'udienza con Papa Francesco che li ha esortati all'impegno in politica.

Il gruppo dei partecipanti al Campo internazionale, davanti alla cappella del Villaggio La Vela (Foto Sofia Turrini)

«Camminare la Terra. Custodire la casa comune» è il titolo del documento conclusivo del Campo internazionale 2016, organizzato – come è ormai consuetudine consolidata – al Villaggio «La Vela» di Castiglione della Pescaia, dall’Opera per la gioventù «Giorgio La Pira», in collaborazione con diverse realtà italiane e internazionali (come l’Università di relazioni internazionali Mgimo di Mosca o la Fondazione Peres per la pace).

L’edizione di quest’anno (5-16 agosto), ha visto la partecipazione di oltre 120 giovani, in gran parte italiani, ma con presenze significative anche da Angola, Bolivia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Russia, Ucraina. Giovani di culture e fedi diverse (cristiani cattolici e russo-ortodossi, ebrei e musulmani), in alcuni casi provenienti da aree in conflitto, come nel caso di palestinesi e israeliani. Insieme per un’esperienza forte di vita comunitaria in cui si condivide tutto, dal vivere quotidiano nelle casette del Villaggio, ai dibattiti sul tema del Campo, dall’andare al mare ai giochi e alle gare sportive.

«La Terra è la nostra casa comune – scrivono i giovani nel documento conclusivo redatto da loro stessi -. Durante il Campo Internazionale, noi giovani provenienti da tutto il mondo abbiamo sperimentato il significato di camminare sulla stessa Terra» e «dopo aver condiviso dieci giorni a La Vela, abbiamo compreso che, se vogliamo andare veloci, dobbiamo andare soli, ma se vogliamo andare lontano, dobbiamo camminare insieme».

Tema del campo, quest’anno, era appunto l’ecologia, il rispetto del creato come casa comune, affrontato in incontri comuni con l’aiuto di esperti, quali Giuseppe Onufrio, presidente di Greenpeace Italia, Mario Primicerio, presidente della Fondazione La Pira, Massimo Toschi e Tatiana Zonova, docente di relazioni internazionali all’università «Mgimo» di Mosca, ma anche con discussioni in piccoli gruppi.

«La sola possibilità che abbiamo di poter lasciare il mondo come un posto migliore di come lo abbiamo trovato – osservano i giovani - consiste nell’esser creativi e trovare appropriate soluzioni sulla base di un apprendimento ed educazione reciproci». Primo «passo da compiere» è «riconoscere la bellezza della natura intorno a noi, elemento centrale nel metodo educativo di Pino Arpioni (fondatore dell’Opera La Pira, ndr), per cui la bellezza della natura svela la bellezza e l’armonia dell’uomo». E questo pone le basi per una «responsabilità intergenerazionale», sia «personale che collettiva», secondo quella «vocazione sociale» di cui parlava Giorgio La Pira.

I giovani denunciano «la vanità dei modelli di sviluppo consumistici e la “società dello scarto”», che ci portano a consumare «molto più di quanto abbiamo bisogno, senza prestare attenzione all’impatto sociale del nostro consumo». «Dunque – aggiungono -, non c’è distinzione tra l’impegno personale, locale e globale: essi infatti si completano a vicenda». Ricordando l’insieme degli «strumenti politici per arginare il cambiamento climatico» auspicano «un nuovo e concretamente praticabile approccio economico, dove il welfare non è misurato da prezzi di mercato ma dal reale valore ecologico di beni e servizi».

Nella difesa del creato un ruolo particolare – scrivono ancora i giovani – spetta alle «tre religioni Abramitiche» che «hanno sempre posto particolare attenzione sul ruolo dell’uomo come custode della natura».

Il testo si conclude con una promessa: «Noi, giovani generazioni, supportate dalla nostra fede, forza morale e ispirati da questa esperienza al “Villaggio La Vela”, ci impegniamo a proseguire insieme questo cammino: distruggere gli idoli della modernità e rendere questo mondo un luogo di dialogo, tolleranza, pace e libertà».

E ad un impegno specifico li ha richiamati Papa Francesco, che al termine dell’udienza generale del mercoledì, lo scorso 10 agosto, alla quale erano presenti tutti i partecipanti al Campo internazionale, salutando personalmente tredici di loro, in rappresentanza delle varie nazionalità, li ha esortati all’impegno politico sull’esempio di Giorgio La Pira che considerava la politica – ha detto Bergoglio citando Paolo VI – come «la forma più alta di carità».

Al Campo hanno fatto visita anche l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni e il vescovo di Grosseto, mons. Rodolfo Cetoloni, che dopo aver celebrato l’Eucarestia si è anche intrattenuto in dialogo con i giovani.

Opera La Pira, l'impegno dei giovani da tutto il mondo per la «Terra, casa comune»
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