Toscana

PASSALEVA: NO ALLA FORCA PER SADDAM HUSSEIN

“Nemmeno per un criminale come Saddam Hussein è legittima la pena di morte. Il dittatore va processato secondo giustizia, ma la democrazia rispettosa dei diritti umani di cui andiamo orgogliosi non può mandare a morte nessuno. E quando dico nessuno penso ai possibili innocenti, ma penso anche ai dittatori che si sono macchiati di reati crudeli come ha certo fatto Saddam Hussein”. Angelo Passaleva, vicepresidente della Regione Toscana e assessore alle politiche sociali, prende posizione nel dibattito che si è aperto dopo la cattura del dittatore iracheno. “La ferma condanna della violenza e la lotta contro ogni tipo di terrorismo non possono portare alla forca – spiega – Uccidere Saddam vorrebbe dire far compiere un gigantesco passo indietro alla nostra civiltà e sarebbe oltretutto assai alto il rischio di creare un martire. La pena più pesante a cui potrà essere condannato uno come Saddam è quella della vita”.

A nome della Regione Toscana – membro della Coalizione mondiale contro la pena di morte, l’associazione con sede a Parigi che riunisce le principali organizzazioni operanti nel mondo per lottare contro la pena capitale – Angelo Passaleva ha appena trasmesso alla coalizione le firme dei cittadini toscani che hanno aderito a un appello lanciato in occasione dello scorso 30 novembre, giornata mondiale delle città contro la pena di morte.

Nell’appello, indirizzato alle autorità di tutti gli Stati che ancora mantengono la pena capitale, si chiedeva “l’immediata fine delle esecuzioni” nonché “l’abolizione della pena di morte per tutti i reati”. In un passaggio dell’appello, proposto dalla Coalizione, si ricordava che “la pena di morte non porta giustizia ma, al contrario, la nega”.

“Devo notare – commenta Passaleva – che solo un numero ristretto di toscani ha aderito all’appello: non arrivano a mille. In una regione sensibile come la nostra, questo basso numero di adesioni non può significare arretramento di civiltà; sono certo che la spiegazione è solo organizzativa, legata a una non sufficiente conoscenza dell’appello. Davanti alla tentazione di risolvere le ingiustizie con la forca, occorre però non abbassare la guardia: anche per questo proseguiranno, nel 2004, le iniziative della Regione Toscana contro la pena di morte in collaborazione con le associazioni e rivolte in modo particolare ai giovani”. (com/wf)