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Piano del paesaggio: a Siena la firma col ministro Franceschini

«Il piano del paesaggio rappresenta l'atto centrale della legislatura che ci stiamo lasciando alle spalle, un atto che avrà ricadute di grandissimo significato sul futuro che intendiamo costruire per la Toscana». Con queste parole il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha salutato l'«accordo di copianificazione» firmato ieri assieme al ministro Dario Franceschini, passaggio conclusivo del lungo iter del piano, primo in Italia assieme a quello adottato dalla Puglia.

Parole chiave: piano del paesaggio (2)
Piano del paesaggio: a Siena la firma col ministro Franceschini

"Arginare, questa è la parola chiave che nelle scorse settimane abbiamo impiegato per illustrare lo spirito di questo piano - ha sottolineato Rossi - Arginare, ovvero porre un argine al consumo di territorio. Con questo piano non blocchiamo tutto, ma facciamo una scelta di equilibrio tra tutela e attività umana, nella consapevolezza che è proprio nel rispetto del suo paesaggio, unico al mondo, che la Toscana potrà costruire nuove importanti opportunità di sviluppo".

Non a caso la firma del piano è avvenuta alla stazione di Siena e ha preceduto la partenza del "treno storico" diretto in Valdorcia, nell'ambito dell'iniziativa "Viaggio nel tempo" promossa dalla Fondazione Fs e dallo stesso ministero.

"Un'iniziativa - ha sottolineato il presidente della Regione Toscana - che manifesta le enormi potenzialità del turismo slow in una regione come la nostra. Insomma, tutelando bellezza e identità, salvaguardando un paesaggio che è ancora quello rappresentato da pittori come Duccio di Buoninsegna, in realtà noi poniamo le condizioni per un nuovo modello di sviluppo competitivo".

A questo proposito Rossi ha ricordato anche i dati relativi alla via Francigena: l'investimento per la sistemazione del tratto toscano ha portato già nel primo anno a un raddoppio di coloro che hanno scelto questo itinerario, con una fortissima presenza di viaggiatori stranieri.

"Una scommessa che possiamo certamente fare anche sulle cosiddette linee deboli ferroviarie, su cui si può investire in un'ottica di promozione di un turismo rispettoso e attento alla nostra identità - ha concluso il presidente della regione - Propongo a Ferrovie e ministero di lavorare insieme su questo terreno, puntando sul rilancio di quelle linee, magari attraverso bandi per operatori privati, non senza il supporto pubblico".

Fonte: Comunicato stampa
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