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Pistoia: Pd ai minimi storici

Il sindaco uscente Samuele Bertinelli parte avvantaggiato nel confronto con il candidato del centrodestra Alessandro Tomasi.

Pistoia: Pd ai minimi storici

Finirà pure per vincere, al ballottaggio, il sindaco filosofo Samuele Bertinelli (difficile che i 6.500 pistoiesi al primo turno votanti per Roberto Bartoli e Ginevra Lombardi, già suoi alleati in Giunta, votino per il candidato del centrodestra), ma la batosta al primo turno è di quelle che non si scordano. Alessandro Tomasi – giovane politico sostenuto dall’alleanza locale fino a poco tempo fa preistorica fra Berlusconi, Salvini e Meloni – lo segue 11 punti in percentuale (e 4 mila voti assoluti), ma vai a sapere cosa potrà accadere in una situazione così fluida, veloce, imprevedibile e pure incattivita.

Nei ballottaggi si riparte da zero. E bisognerà vedere se, e come, quei circa 34 mila elettori pistoiesi che hanno deciso di non andare a votare (e di votare bianco o nullo) imiteranno i circa 39 mila che a votare, domenica scorsa, invece ci sono andati, ma chissà se poi ci torneranno. Assenteismo incredibile in una Pistoia dove fino a poco tempo fa erano normali due cose: altissima percentuale di votanti e vittoria certa per il centrosinistra.

Il Pd (a Pistoia!) sta appena al 23% con circa 8.500 voti e un candidato sindaco (fino a poco tempo fa sempre ai primi posti nelle famigerate classifiche sulla «popolarità» dei sindaci. Classifiche da rivedere) incapace di conquistare, come candidato, la somma dei voti presi dai partiti e dalle liste che lo hanno sostenuto. Sta sotto di 240 voti circa e non è un bel risultato. Anche perché il suo competitore diretto, appunto Tomasi, può vantare l’opposto: prende, come candidato, ben mille voti in più sulla sommatoria delle tre liste che lo hanno sostenuto (un sostegno molto ma molto destro con Forza Italia al lumicino e un bel dato di Meloni).

Deludente il pentastellato Nicola Maglione (neppure il 9%), mai come il misero 2,65% preso dalla sinistra di Francesca Barontini (un migliaio di voti).

Facile capire dove andranno, al ballottaggio, i 546 voti di Lorenzo Berti con CasaPound. I «Giovani cittadini» di Alessio Cioni avrebbero forse fatto meglio ad andare in discoteca (297 i voti con un miserrimo 0,76%) mentre sono stati poco più di 2 mila i pistoiesi che hanno detto di «amare Pistoia» con Alessandro Sabella. Voti, adesso, preziosi magari per Tomasi.

Se Bertinelli è lo sconfitto, Bartoli, insieme a Tomasi, è il vincitore politico: al ballottaggio i suoi voti li farà certo pesare per la (eventuale?) riconferma di un sindaco che peraltro dovrà fare i conti, lui certo non renziano, con consiglieri in gran parte renziani.

Chissà cosa accadrà, l’ultima domenica di questo caldo giugno, nella capitale italiana della cultura.

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