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Pistoia, in otto a correre contro il «sindaco filosofo»

600 candidati consiglieri e ben 22 liste per le comunali dell'11 giugno. Il sindaco uscente, Bertinelli (Pd), ce la può fare al primo turno altrimenti la riconferma si complicherebbe.

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Il Duomo di Pistoia

Sono 9 i candidati a sindaco con 22 liste (in totale circa 600 candidati) per una Pistoia che ha appena tagliato i primi cinque mesi di impegno come «capitale» della cultura. Una amministrazione da sempre nelle (un tempo salde) mani di potere politico che per tanti aspetti l’ha un po’ troppo, e troppo a lungo, ingessata: l’antico, ininterrotto, potere di una fra le federazioni Pci più forti d’Italia, oggi transitato, non senza affanni, in un Pd denso di polemiche e di rotture.

Bella città, per molti aspetti ancora medievale, sui 100 mila abitanti: vive su treni e piante con potenzialità nell’arte (le nobili chiese del centro, ma anche le visioni più contemporanee) e in un turismo non massificato (anche se sono carenti le strutture ricettive).

Quello venuto da più lontano a correre per la poltrona di sindaco è Alessio Cioni, un 27enne di Milano: si presenta con «Giovani Cittadini» (solo under 30). Corre anche Lorenzo Berti, per la destra di Casapound: 33 anni, project manager informatico. La sinistra è abitata da Francesca Barontini, avvocato poco più che cinquantenne, con il «Si può» di Sinistra Italiana e Possibile. Con un’unica lista civica («Amo Pistoia») si presenta Alessandro Sabella, imprenditore: anche lui cinquantenne, è stato consigliere con Forza Italia ma ora ha scoperto il civismo. L’onere di interpretare il movimentismo grillino spetta a Nicola Maglione: un commercialista, pure lui cinquantenne. Due liste («Pistoia cambia» e «Pistoia in movimento») sostengono Ginevra Lombardi: 51 anni, ricercatrice universitaria, attivista nel mondo dei «beni comuni» e della «cittadinanza attiva», Ginevra è stata assessore proprio nella giunta Bertinelli. Venne allontanata (notevoli polemiche) nel 2013 dopo un anno.

Guai per la maggioranza uscente potrebbero venire anche da Roberto Bartoli. Volto noto a Pistoia, nella politica e nella società civile. 44 anni, docente di diritto penale all’Università di Firenze, ha lasciato il Pd da poco e cinque anni fa perse la sfida alle primarie contro l’attuale sindaco. Ora si presenza sotto le insegne di «Prima Pistoia» appoggiato anche da «Pistoia sorride». Sul fronte del centrodestra, o di ciò che rimane, ecco Alessandro Tomasi: 37 anni, attuale consigliere di «Pistoia domani», sostenuto da Forza Italia, FdI-Alleanza Nazionale e Lega Nord.

Tutti corrono contro il sindaco «filosofo», Samuele Bertinelli: uno che per i renziani, renziano certo non è. È appoggiato da 9 liste: Pd; Pistoia Spirito Libero; Insieme per Pistoia; Lista Comunista; Verdi; Sinistra per Pistoia, La Nuova Città; Cittadini per Pistoia; Per Samuele Bertinelli, Pistoia città di tutti.

Un uomo solo al comando contro altri otto, fra cui due donne, che dalla torre vorrebbero buttarlo giù. Vedremo. Sono in molti a pensare che per vincere ancora, Bertinelli dovrebbe farcela in prima battuta. Con il ballottaggio tutto sarebbe più difficile.

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