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Povertà. In Toscana torna «spesa per tutti», cibo a indigenti

È stato rinnovato stamani l’accordo tra Regione Toscana, rappresentanti del terzo settore e grande distribuzione per proseguire con «Spesa per tutti», per combattere la povertà e il disagio sociale, distribuendo generi alimentari alle famiglie in difficoltà. Lo scorso anno furono distribuiti 8 mila pacchi.

Una mensa Caritas

Nell'ottobre 2016 la firma di un accordo tra Regione, soggetti del terzo settore e della grande distribuzione aveva dato il via al progetto «Spesa per tutti», con l'obiettivo di combattere la povertà e il disagio sociale, distribuendo generi alimentari alle famiglie in difficoltà. Visto l'esito positivo di questa sperimentazione nel 2016, il progetto «Spesa per tutti» proseguirà anche nel 2017, mantenendo la stessa articolazione organizzativa. Stamani l'accordo è stato rinnovato: a siglarlo, l'assessore a sociale e diritto alla salute Stefania Saccardi e i rappresentanti di terzo settore e grande distribuzione: per la Conferenza Episcopale-Caritas Toscana Alessandro Martini, per l'Associazione Banco Alimentare onlus Leonardo Carrai, per Unicoop Firenze Luciano Rossetti, per Esselunga Luca Burroni, per Conad Massimo Ciucchi.

«In questo primo anno la sperimentazione del progetto “Spesa per tutti” è stata decisamente positiva- ha detto l'assessore Saccardi - Alle famiglie più bisognose, con una particolare attenzione alla presenza di minori, disabili, e alle famiglie numerose, sono stati distribuiti oltre 8 mila pacchi alimentari. Quindi abbiamo deciso di ripetere il progetto anche per il 2017, con la collaborazione indispensabile di terzo settore e grande distribuzione, che ringraziamo. “Spesa per tutti” si inquadra in una serie di azioni che come Regione abbiamo messo in atto per combattere povertà e disagio sociale». «Quelle acquistate e distribuite nella precedente edizione sono quantità importanti, che rappresentano un valore sulle tavole delle famiglie bisognose» è la dichiarazione di Leonardo Carrai.

Non solo quantità, ma anche qualità: «Sono tutti prodotti a brand, la grande distribuzione ci ha messo la faccia. E qui voglio lanciare una sfida: mi piacerebbe continuare questa collaborazione anche sulle eccedenze alimentari. Se le eccedenze alimentari, anziché buttate, vengono immesse in un circolo virtuoso, si può dare valore a ciò che altrimenti andrebbe in discarica». Come Caritas «abbiamo fatto un grosso lavoro per individuare i soggetti a cui distribuire i pacchi alimentari - è quanto ha detto Luca Orsoni a nome di Alessandro Martini - è stato importante il lavoro degli operatori, ampiamente ricompensato dal risultato. I pacchi distribuiti sono stati 8.100, ma per calcolare quante persone ne hanno usufruito, questo numero va almeno triplicato, perché ogni nucleo familiare è composto da più persone. Ed era importante per loro vedere che si trattava di prodotti a marchio. L'immagine di chi va a rovistare nel cassonetto purtroppo è reale. Se a qualcuno possiamo evitarlo, è già un buon risultato».

«Ci auguriamo che queste esigenze vadano a diminuire, ma per ora purtroppo non è così- è il commento di Luciano Rossetti - Unicoop Firenze da una ventina d'anni destina prodotti alimentari vicini alla scadenza al volontariato locale, che li distribuisce. E vende prodotti vicinissimi alla scadenza al 50%. Inoltre facciamo due raccolte alimentari l'anno, durante le quali invitiamo chi fa la spesa ad acquistare qualcosa di più per destinarlo a chi ne ha bisogno. I cittadini toscani sono molto sensibili quando si chiamano a queste iniziative».

Il progetto «Spesa per tutti».  Il progetto coinvolge l'Associazione Banco Alimentare della Toscana onlus e la Conferenza Episcopale - Caritas diocesana, che hanno una pluriennale esperienza nell'ambito delle attività di recupero alimentare, anche tramite la raccolta di generi alimentari in collaborazione con i soggetti della grande distribuzione, e hanno aderito, a seguito di avviso pubblico, alla realizzazione del programma, con la presentazione di specifici progetti. E Unicoop Firenze, Esselunga spa e Conad del Tirreno, che sono i soggetti della grande distribuzione maggiormente rappresentativi e diffusi a livello regionale. La Regione, come già ha fatto nel 2016, anche per il 2017 finanzia il progetto con 150 mila euro, e coordina tutti gli interventi. Cosa prevede l'accordo siglato stamani? La Regione trasferisce a favore della Conferenza Episcopale-Caritas Toscana la somma di 150 mila euro.

La Caritas individua i cittadini da coinvolgere nel progetto, garantendo una copertura il più ampia possibile del territorio regionale, e dando priorità a famiglie numerose, con minori e disabili. Sempre la Caritas acquista dalla grande distribuzione, alle migliori condizioni possibili, generi alimentari di prima necessità, che il Banco Alimentare si impegna a prendere in carico e stoccare in un'area appositamente controllata. La Caritas distribuisce i generi alimentari, garantendo un'equa ripartizione tra i cittadini aventi diritto. Dal canto loro, i soggetti della grande distribuzione riservano prezzi di favore per l'acquisto di questi generi alimentari. Come il precedente accordo, anche questo ha la durata di un anno.

La Caritas, con i 150 mila euro erogati dalla Regione Toscana, ha acquistato i generi di prima necessità concordati (olio, tonno e legumi), a prezzi di favore applicati dai soggetti della grande distribuzione. L'associazione Banco Alimentare della Toscana ha effettuato lo stoccaggio delle merci acquistate, e la Caritas ha poi provveduto alla distribuzione ai cittadini bisognosi residenti in Toscana e in possesso dei requisiti previsti dalla norma regionale.

Nel mese di dicembre 2016, nel magazzino del Banco Alimentare sono stati ricevuti questi alimenti. Tonno Conad: 1.623 colli, equivalenti a 6.167,4 chili; Olio extravergine di oliva Esselunga: 675 colli, equivalenti a 8.100 chili; Legumi (ceci e fagioli) Coop: 6.660 colli, equivalenti a 60.739,2 chili. I prodotti sono stati interamente distribuiti: su tutto il territorio toscano sono stati distribuiti 8.100 pacchi ad altrettante famiglie in difficoltà. 

Fonte: Agenzia Dire
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