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Prato, Biffoni «vendica» l’affronto Cenni

Sarà stato l’effetto Renzi, che venerdì scorso ha chiuso con un bagno di folla la campagna elettorale in piazza Duomo, o forse la voglia della città di tornare al centrosinistra, fatto sta che anche a Prato il Pd vola ai suoi massimi storici.

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Matteo Biffoni, deputato e renziano della prima ora, è il nuovo sindaco della città laniera superando al primo turno l’uscente Roberto Cenni, candidato civico sostenuto dai partiti del centrodestra. Una batosta per l’ex primo cittadino e i suoi alleati, che alla vigilia sembravano avere buone chance per andare al ballottaggio. Quando nella notte tra domenica e lunedì sono arrivati i risultati delle Europee si è capito che anche alle Amministrative il vento sarebbe stato lo stesso: Biffoni ha vinto con il 58,2%, mentre Cenni si è fermato al 28,7%. Tra i due ci sono stati oltre 26mila voti di differenza, con il candidato del centrosinistra che ha doppiato l’avversario raggiungendo quota 58.167 preferenze.

Un risultato così netto ed evidente fin dai primi momenti dello spoglio delle schede che Cenni non ha potuto far altro che ammettere subito la sconfitta. «Bisogna dare l’onore a chi è riuscito a conquistare la fiducia di gran parte dei pratesi. È una vittoria nitida quella del Pd – ha detto Cenni ai microfoni di Tv Prato – sia per le amministrative che per le europee. Sono percentuali che indicano chiaramente la volontà degli elettori. Credo di lasciare una città migliore, con tante potenzialità e una comunità ricca di energie».

I due contendenti si sono stretti la mano in piazza del Comune in un ideale passaggio di consegne ripreso in diretta tv. «È cominciata un’altra storia», ha commentato Biffoni utilizzando lo slogan della sua campagna elettorale, «Lavoreremo per tutti i pratesi, anche per quelli che non ci hanno votato. È un risultato strepitoso, avevamo sensazioni positive, ma nemmeno io pensavo si arrivasse a questi numeri. Eravamo noi a rincorrere una giunta uscente e sembrava una rincorsa complicata». Il nuovo sindaco ha ringraziato il Premier per il forte appoggio alla sua candidatura: «Renzi ha preso Prato come punto di riferimento, questo deve essere punto d’orgoglio per tutti. Adesso la nostra città è di nuovo al centro dell’attenzione nazionale».

Per il Movimento cinque stelle possiamo parlare di flop, i grillini pratesi si sono fermati al 9,13%, dimezzando letteralmente, in termini di voti, quanto ottenuto per le europee dove hanno conquistato il 14,95%. Percentuali da zero virgola per gli altri sei candidati, compreso quello del Nuovo centro destra, che correva da solo, che ha preso solo lo 0,94%. In Consiglio comunale entrano il Pd, con 18 consiglieri, e 2 per la lista civica collegata a Biffoni, una novità per Prato, che ha fatto un buon 6,3%. Gli alleati, i partiti della sinistra, Idv e Scelta civica ottengono percentuali bassissime.

Per l’opposizione, in Consiglio siederanno Cenni, 4 di Forza Italia, 3 per la lista civica a sostengo del sindaco uscente, che ha preso pochi voti meno del partito di Berlusconi, e l’ex assessore sceriffo Aldo Milone che correva da solo e ha ottenuto molte preferenze. Infine ci saranno, per la prima volta, dei grillini, con la candidata alla poltrona di primo cittadino Mariangela Verdolini e altri due esponenti dei cinque stelle.

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