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Prato, Casa Agar apre le sue porte alle donne senza fissa dimora

L’opera è gestita dalla Caritas diocesana in collaborazione con la parrocchia di Tobbiana il servizio, il primo del genere in città, permette di ospitare sette donne per notte. Il risultato è merito della generosità dei pratesi. Hanno contribuito anche tre associazioni di imprenditori cinesi.

Mons. Franco Agostinelli al taglio del nastro di Casa Agar

Casa Agar è pronta ad accogliere le donne bisognose di un tetto dove passare la notte. Questa mattina, venerdì 18 novembre, la nuova opera promossa dalla Caritas diocesana di Prato è stata inaugurata alla presenza del vescovo Franco Agostinelli, del sindaco Matteo Biffoni e della autorità cittadine. La struttura si trova a Tobbiana in via di Casale, 55, e inizierà il suo servizio di accoglienza a partire dai primi di dicembre. A Prato mancava un asilo notturno per donne senza fissa dimora, mentre esiste da tempo quello per uomini, gestito dall’associazione Giorgio La Pira in via del Carmine.

La Casa deve il suo nome a un riferimento biblico. Agar era la schiava egizia ripudiata da Abramo ma salvata dalla bontà di Dio. «È proprio questo il nostro intento – ha spiegato monsignor Franco Agostinelli, dopo aver impartito la benedizione ai nuovi locali – salvare tutte quelle donne abbandonate e senza un posto dove andare». Questa apertura avviene al termine dell’Anno Santo della Misericordia e per la Diocesi di Prato rappresenta la degna conclusione del Giubileo, il cui spirito ovviamente continua. «Il mondo capisce se il Signore è misericordioso se esiste una Chiesa misericordiosa», ha osservato il Vescovo, che poi ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione del progetto curato dalla Caritas. In primis la parrocchia di Tobbiana e la comunità tobbianese. «Questo edificio fu costruito nel 1947, grazie a otto amici appartenenti alla sezione locale della Democrazia Cristiana – ha raccontato il parroco don Alessandro Magherini – il loro intento era quello di creare un luogo di aggregazione per il paese». Settant’anni fa Crisante Bastogi, Mario Bartolozzi, Siro Cocchi, Filiberto Guarducci, Rolando Fabrizio Lenzi, Ivan Marlini, Remo e Emor Querci dettero vita a «Casa Nostra», così si chiamava la struttura, pensata come circolo ricreativo. Poi, con la fine della Dc, l’immobile fu dato in affitto a un dentista e dopo il trasferimento di quest’ultimo rimase chiuso per oltre dieci anni. Oggi è di proprietà della parrocchia di San Silvestro a Tobbiana ed è diventato Casa Agar.

Come funziona il servizio. A Casa Agar ci sono sei posti letto più uno destinato alle emergenze dell’ultimo minuto. Lo spirito è proprio questo: essere sempre pronti ad accogliere chi non sa dove andare. La struttura aprirà tutti i giorni alle 18 e rimarrà a disposizione delle utenti fino alle ore 9 del mattino seguente. L’intenzione è quella di creare un rifugio per la notte, dove le donne avranno la possibilità di mangiare, farsi una doccia, lavare i vestiti ma soprattutto trovare un posto sicuro e tranquillo. L’opera è gestita a turno da una ventina di volontari, reduci da un corso di formazione gestito dalla Caritas diocesana.

A chi è rivolta Casa Agar. Purtroppo quello delle donne senza fissa dimora è un fenomeno in aumento, e non solo a Prato. La Ronda della Carità, altro servizio Caritas, attivo tutte le sere dell’anno, durante il suo giro notturno è solito trovare molte donne costrette a dormire in auto oppure in luoghi pubblici. «Sono persone rimaste senza una famiglia e un lavoro e per questo senza una casa – ha spiegato la direttrice della Caritas di Prato Idalia Venco – molte sono straniere ma ci sono anche tante italiane, vittime di povertà e separazioni». La richiesta è molta, ha rivelato Venco, e ci sono già persone in attesa di entrare nella Casa. Si potrà usufruire del servizio per un mese, poi si dovrà lasciare spazio ad altre persone. Le segnalazioni potranno essere fatte alla Caritas diocesana e alla parrocchia di Tobbiana da parte dei centri di ascolto diffusi sul territorio, dai servizi sociali del Comune e da associazioni solidali e di carità. Naturalmente saranno accolte anche madri con figli qualora se ne presentasse il bisogno.

Il contributo della città. La struttura di via di Casale è stata completamente ristrutturata e trasformata per il nuovo utilizzo. Il costo totale dei lavori, per la sistemazione del tetto, degli interni e l’acquisto degli arredi, si aggira intorno ai 120mila euro. Grazie alla generosità di parrocchie, privati, associazioni e gruppi sono stati raccolti 90mila euro. Anche la comunità cinese di Prato, tramite tre associazioni di imprenditori, ha dato il proprio contributo donando 6mila euro. In particolare la Caritas intende così ringraziare: associazione per gli scambi culturali Italia – Cina, Associazione Imprese Italia – Cina, Associazione culturale della comunità cinese di Fu Jian in Italia, Circolo Arci Cafaggio, Domina sas, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Fondazione il Cuore si scioglie, Gruppo Amici Acchiappa un sorriso, Lions Club Prato Centro, Mcl, Pointex spa, Ristoratori Fipe Confcommercio Prato, Rut Band e tantissimi privati. Inoltre Casa Agar vede il contributo di due raccolte fatte in tutte le parrocchie pratesi e il finanziamento dei fondi dell’8 per mille della Cei.

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