Toscana
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Un'esperienza che si sta diffondendo anche in altre città. Il 24 giugno parte a Parma

Prato, il «supermercato solidale» conquista l'Italia

L’Emporio della solidarietà, nato nella città laniera nel 2008, si è sviluppato anche in molti altri centri italiani. Intervista al coordinatore Marcello Turrini: è diventato anche un punto di aggregazione. Nel 2012 aiutate 1550 famiglie. Il 21 giugno convegno nel palazzo vescovile.

Percorsi: Caritas - Povertà - Prato
Parole chiave: Emporio della solidarietà (15)
Volontari al lavoro all'Emporio della solidarietà

Un supermercato solidale, anzi di più, una piazza dove incontrarsi, ma anche un modello da esportare. Tutto questo è, ed è diventato negli anni, l’Emporio della Solidarietà. Nato a Prato nel 2008 – prima esperienza in Italia insieme a Roma – il servizio è pensato per tutte quelle famiglie in difficoltà che non riescono a fare la spesa. Un numero che negli ultimi anni è cresciuto.

«In cinque anni abbiamo aiutato a mangiare quasi 18 mila pratesi e distribuito prodotti per un valore di 5 milioni di euro», dice il coordinatore dell’Emporio Marcello Turrini. Due dati che fanno capire quanto questo servizio sia importante per la città e il suo territorio. «La nostra forza è la rete – aggiunge Turrini – perché senza la sinergia tra pubblico e privato sociale non potremmo raggiungere tali risultati». L’Emporio infatti nasce dall’accordo di Caritas, Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, che si sono messi insieme per rispondere a una esigenza sempre più attuale e urgente.

Proprio questi temi sono al centro di un seminario organizzato questo venerdì, 21 giugno, nel palazzo vescovile di Prato, dagli enti promotori, in occasione dell’anniversario della prima apertura. «La solidarietà che cammina», il titolo dell’incontro.

E il cammino, i passi in avanti del servizio, sono evidenziati da alcuni numeri: nel 2012 sono state aiutate 1550 famiglie; Di queste il 53% sono italiane, il 14% albanesi, 10% marocchine, 8% nigeriane, 5% rumene e il restante 10% è diviso su 50 diverse nazionalità. Dati che permettono di riflettere non solo sul servizio reso dall’Emporio ma anche sulla realtà pratese. «L’Emporio è ormai un punto di aggregazione e questa è una finalità non secondaria rispetto alla distribuzione di cibo», spiega Turrini. Negli anni non è incrementato solo il numero della merce immagazzinata e distribuita, ma anche i progetti collaterali, «dedicati alla socializzazione e all’integrazione degli utenti, tra di loro e con la città», sottolinea Turrini. All’Emporio non si va solo per fare la spesa ma anche per seguire corsi di lingua italiana, per partecipare al progetto «non sprechiamo-ci», dedicato all’insegnamento di stili di vita più sobri nell’ottica del riciclo e del risparmio. Poi c’è la novità della «Tv communication». «Abbiamo sistemato degli schermi nella parte supermercato che trasmettono informazioni nelle varie lingue sulle promozioni dei prodotti – dice Turrini – comunicazioni istituzionali e le news del portale web Notizie di Prato, in modo da essere sempre aggiornati su quanto accade in città».

Da Prato il «modello Emporio» si è sviluppato in altre città italiane. Grosseto, Parma, Gorizia, Trieste, Pescara, Ascoli e Lecce, grazie all’aiuto dell’esperienza pratese, che ha fornito consulenze e consigli, hanno un proprio Emporio. «Anche una delegazione della diocesi di Milano è venuta a trovarci per conoscere il nostro lavoro», dice il coordinatore pratese Marcello Turrini. Insieme al responsabile dell’approvvigionamento Rodolfo Giusti, Turrini ha raccontato la realtà pratese al congresso nazionale delle Caritas che si è tenuto a Roma nel mese di marzo.

«La cosa positiva è che i “figli” non solo crescono ma ci suggeriscono nuove iniziative, come Parma», sottolinea Turrini. Nella città emiliana il 24 giugno sarà lanciata la campagna «Parma facciamo squadra.it» con la quale si chiede ai cittadini di contribuire ai bisogni dell’Emporio. Grazie a numerosi testimonial, su tutti i giocatori del Parma anni Novanta di Nevio Scala, si intende far capire che il supermercato solidale è un patrimonio della città e tutti devono farsi carico di chi è in difficoltà. Partecipare è semplicissimo perché è possibile acquistare prodotti on line. «Un sistema che abbiamo adottato anche a Prato – conclude Turrini – sul nostro sito web chiunque può comprare pagando per via telematica. Tutto quello che sarà acquistato sarà poi rendicontato inviando ai donatori un resoconto degli acquisti fatti».

L'Emporio della solidarietà ha sede in Via del Seminario, 26 - Prato - tel. 0574 870.185 - www.emporio.prato.it/

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