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Prato, la consegna del Premio S. Stefano. «Pratesi capaci di rimboccarsi le maniche»

Si è svolta stamani a Prato la cerimonia di consegna del Premio Santo Stefano 2015-2016. Il sottosegretario Antonello Giacomelli conferma la vicinanza del governo alla città: «noi ci siamo per aiutarvi a cominiciare una nuova stagione di sviluppo». La cronaca degli interventi.

I vincitori del Premio S. Stefano

«Siamo spietati nella critica a noi stessi, e lo facciamo da sempre, ma allo stesso tempo noi pratesi siamo capaci di rimboccarci le maniche insieme per andare avanti». Lo ha sottolineato il Sottosegretario allo sviluppo economico Antonello Giacomelli intervenendo questa mattina, sabato 6 febbraio, alla cerimonia di consegna del Premio Santo Stefano 2015-2016.

L’onorevole Giacomelli era l’ospite d’onore della sesta edizione del riconoscimento che la città di Prato dedica alle aziende che sanno eccellere nel rispetto delle regole e della concorrenza. «Il Governo che io qui rappresento – ha detto il Sottosegretario – è presente per portare l’incoraggiamento del Premier e del Consiglio dei Ministri. A Roma non ci siamo dimenticati gli impegni espressi dal “tavolo per Prato” nel contrasto all’illegalità che rilanciamo insieme alla riduzione degli oneri dell’energia per internazionalizzare ancora di più le nostre aziende». Giacomelli ha voluto rassicurare la platea, davvero numerosa, dell’auditorium della Camera di Commercio composta da tutte le autorità civili e militari della città, dai rappresentanti delle categorie economiche e sindacali, e naturalmente dai tre vincitori dello «Stefanino»: Filati Be.Mi.Va., Fratelli Bacciottini e Tenuta di Capezzana.

Le Aziende premiate. Tanta emozione per i titolari e i dipendenti delle aziende che si sono aggiudicate il Premio, un’opera in bronzo, sasso, plexiglass e oro realizzata dall’artista pratese Gabriella Furlani.

Sorpresa per questo riconoscimento la ditta tessile Be.Mi.Va., il cui nome è composto dai cognomi dei soci: Benesperi, Miliotti e Vannini, con quest’ultimo, il fondatore dell’impresa, il novantunenne Sergio presente alla cerimonia. «Siamo orgogliosi per questo Premio e ci spinge ad andare avanti, oggi che siamo giunti alla terza generazione», ha detto Marco Benesperi, e poi ha sottolineato: «siamo legati al nostro territorio, mai ci siamo fatti attirare dalle sirene della delocalizzazione».

Sul palco per ritirare lo Stefanino sono saliti i fratelli Silvano e Aldemaro Bacciottini insieme ai propri figli. «Per noi, dopo 43 anni di attività e di duro lavoro, è un onore essere additati come esempio di imprenditori che hanno voglia di rischiare continuamente. Se siamo arrivati a questo risultato dobbiamo ringraziare dipendenti e collaboratori».

Emozionato Vittorio Contini Bonacossi, figlio del Conte Ugo e titolare insieme ai fratelli della Tenuta di Capezzana, la prima azienda del settore vincolo-oleario a ricevere il Premio Santo Stefano. «Spesso – ha detto Vittorio – siamo stati lodati per il vino e l’olio ma è la prima volta che veniamo premiati per la nostra idea di lavoro, per il nostro team. Sono cose ti colpiscono al cuore. Ringraziamo i nostri genitori, scomparsi non molto tempo fa, per il segreto che ci hanno trasmesso: la nostra tradizione deve essere in continua evoluzione». Inoltre lo Stefanino arriva sul Montealbano – Capezzana si trova a Seano – in un periodo particolare: i 300 anni del riconoscimento della denominazione di origine del vino di Carmignano, voluta dai Medici nel 1716.

Le parole del Comitato promotore. I membri del Comitato promotore del Premio, intervenuti ad inizio cerimonia, hanno ricordato quanto sia importante ricordarsi di Prato, della città e del suo distretto, anche per le eccellenze, che vanno indicate ad esempio per tutti. «I veri protagonisti siete voi – ha detto il presidente della Camera di Commercio Luca Giusti, che ha parlato per primo come “padrone di casa” –, voi dimostrate il volto vero di Prato, che non è soltanto il piccolo spaccato che distorce la nostra immagine e non rappresenta l’insieme».

«Non ci nascondiamo di fronte ai problemi, mai lo abbiamo fatto e mai lo faremo – ha detto il sindaco e presidente della Provincia Matteo Biffoni – li vogliamo superare, ma oggi siamo qui per dimostrare che la città è soprattutto questo – ha affermato indicando le aziende presenti – imprese che continuano a investire e innovare, generazioni che si susseguono portando il nome di Prato, e la sua qualità, nel mondo. Il lavoro – ha concluso il Sindaco – è lo scheletro sul quale Prato ha saputo e saprà cercare il proprio percorso virtuoso».

Il vescovo Franco Agostinelli ha ricordato le parole del Papa in occasione della sua visita in città lo scorso 10 novembre: «Quello che viene premiato è il “lavoro degno” che ci portava ad esempio Francesco dal pulpito di Donatello, fondato sul rispetto e sull’accoglienza dell’altro. Non ci dimentichiamo mai che il lavoro è determinante per la vita delle persone, ne va della loro serenità. Io sto compiendo la visita pastorale e questo mi permette di incontrare molte aziende pratesi: non posso che plaudire alla grande capacità di intraprendenza e alla determinazione del vostro agire».

La presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Fabia Romagnoli ha osservato come «Il Premio Santo Stefano sia diventato ormai un appuntamento importate per tutta la città, ci dà occasione di ritrovarci per riflettere sulla realtà del nostro territorio. Quello che stiamo vivendo – ha aggiunto – è un cambiamento di epoca, ce lo ricorda Papa Francesco, noi non dimentichiamoci di portare sempre avanti, nonostante tutto, i valori che fondano la nostra società civile. Lo Stefanino, ogni anno, ce lo ricorda».

L’intervento del Sottosegretario Antonello Giacomelli. «Per me è una forte emozione, da pratese, essere qui con voi da membro del Governo – ha detto l’onorevole Antonello Giacomelli – questa mattina stiamo premiando l’idea del lavoro e dello sviluppo contenute nella nostra Carta costituzionale. Quando in essa ci si riferisce alla “funzione sociale dell’impresa”, parliamo di questo. L’idea di non dimenticare il rapporto con il territorio e con la propria comunità è fondamentale, è il contrario del concetto di “economia che uccide”, come denuncia Papa Francesco». Poi un nuovo accenno alla crisi e alla delicata situazione che ha portato Prato agli onori della cronaca nazionale nel campo della criminalità. «Prato può uscire dalle difficoltà se non dimentica il suo significato profondo. Per quanto riguarda il Governo, lo dico io che sono pratese ma potrebbero confermarlo tutti i miei colleghi, vi assicuro che non lasceremo mai sole le nostre città nella gestione dei flussi migratori che tanto ne hanno stravolto il volto. Sono qui per attestare il primato che il territorio pratese ha nell’affrontare difficoltà e crisi. Altre città – afferma il Sottosegretario – hanno gli stessi vostri problemi, se non di più, ma ci sono diversi modi per affrontarli. Qui c’è una Chiesa che non ha mai fatto mancare la sua voce nelle questioni sociali, e non è una ingerenza. L’Amministrazione comunale da par suo non si è mai tirata indietro, nemmeno su temi che non sono di sua stretta competenza. Questo dimostra volontà di collaborazione. Insieme alle forze dell’ordine, sul versante illegalità, come Governo siamo pronti a intervenire. Se voi ci siete – ha concluso Giacomelli guardando i presenti – Prato costruirà una nuova stagione di sviluppo e progresso».

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