Toscana
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Regionali, un centro-destra in ordine sparso spiana la strada al «Rossi-bis»

Domenica 31 maggio toscani alle urne per rinnovare il Consiglio regionale, uscito «dimagrito» dalla nuova legge elettorale. Reintrodotto il voto di preferenza,  ma con la possibilità di bloccare nomi in un «listino». Ecco i candidati presidenti.

La prima riunione di giunta con Enrico Rossi, dopo elezione del 2010

Sarà una corsa a sei. Tanti quanti i candidati alla presidenza della Regione tra i quali gli elettori dovranno scegliere il 31 maggio. Guida il gruppo il presidente uscente Enrico Rossi sostenuto dal Pd e dal «Popolo Toscano», cartello elettorale che al suo interno ha varie anime (da ex Udc come Marco Carraresi a socialisti ed ex Idv). Il governatore, lanciando la campagna elettorale a Livorno, ha detto che «c’è bisogno di garantire prospettive, certezza di un reddito. Altrimenti, come si diceva in altri tempi, la pentola sociale diventa davvero esplosiva. Per noi al primo posto ci sono lavoro e occupazione». Rossi dovrebbe superare il 40% dei consensi già al primo turno ed essere eletto presidente. Se non ci riuscisse, gli altri sei candidati sarebbero pronti a contendersi il secondo posto per portare il presidente uscente al ballottaggio.

In primo luogo, il movimento «Cinque Stelle» con Giacomo Giannarelli che arriva dalla provincia di Massa Carrara e punta proprio sulle sue origini: «È la prima volta che un candidato apuano porta la voce di questo territorio ad ambire al ruolo di maggiore responsabilità in Regione. Mi auguro che i cittadini del territorio e di tutti i territori periferici e dimenticati dalla centralizzazione amministrativa di Rossi capiscano il senso profondo di questo messaggio».

Il centrodestra arriva frantumato all’appuntamento, anche se all'ultimo momento una piccola ricomposizione c'è stata. Il primo a lanciare la sfida a Rossi era stato Giovanni Donzelli, consigliere regionale uscente e candidato di Fratelli d’Italia. Difficile che la sua lista supèerasse lo sbarramento del 5% e così in extremis è arrivata la rinuncia a favore di Claudio Borghi, economista milanese e candidato della Lega Nord. Forza Italia, dopo varie lotte intestine, ha deciso il proprio candidato dopo un vertice a Palazzo Graziali: l’anti Rossi è Stefano Mugnai, consigliere regionale uscente che si è distinto per le sue battaglie sulla sanità ed è stato presidente della Commissione che ha indagato sui gravi fatti del Forteto. La speranza di Mugnai è quella di spingere «i cittadini stanchi di come il Pd ed Enrico Rossi hanno governato la nostra regione ad andare a votare per una Toscana migliore». Anche Mugnai dovrebbe superare il 5%. C’è poi l’imprenditore maremmano Giovanni Lamioni sostenuto da «Passione per la Toscana», nata dal patto tra liste civiche e le forze politiche di Area Popolare (Ncd e Udc).

Chiude il quadro dei candidati Tommaso Fattori con «Sì Toscana a Sinistra» che, riunendo tutte le forze della sinistra, dovrebbe superare la soglia per entrare in Consiglio.

Regionali, un centro-destra in ordine sparso spiana la strada al «Rossi-bis»
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