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Rondine, a Brunello Cucinelli il Premio Preziosi per la Pace consegnato dal Ministro Boschi

È stato il ministro Maria Elena Boschi a consegnare a Brunello Cucinelli il premio internazionale Rondine Preziosi per la Pace. Due giovani ospiti dello studentato, Yahel, da Israele e Maria, dall’Armenia, hanno poi raccontato la loro esperienza a Rondine.

Percorsi: Giovani - Pace - Rondine
Il ministro Maria Elena Boschi, con accanto Franco Vaccari, consegna il premio a Brunello Cucinelli

«Sognate in grande!» Queste le parole di Maria Elena Boschi, Ministro per Le Riforme Costituzionali e per i Rapporti con il Parlamento, rivolte ai giovani di Rondine nell’ambito della consegna  del «Premio Internazionale Rondine Preziosi per la Pace», che è stato conferito, per la prima edizione 2015 a Brunello Cucinelli, Presidente della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, nell’ambito della cerimonia che si è tenuta venerdì 5 giugno presso la Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo.

«Il nostro giocare in piccolo non serve al mondo – ha continuato il Ministro citando Mandela - I giovani di Rondine saranno persone che tornando a casa saranno portatori di bellezza e di pace; ciascun giovane di Rondine è diventato custode dell’altro, suo compagno e io mi auguro quindi che anche voi non giochiate in piccolo perché sono convinta che tutti possiamo fare buona politica anche facendo un altro mestiere, se  non se si abbandona l'impegno per la comunità, la voglia di sognare in grande».

Il Premio 2015 è stato conferito a Brunello Cucinelli per la sua capacità di promuovere la pace attraverso la sua impresa umanistica, mettendo al fianco del bene economico il valore della dignità dell’uomo e la custodia dell’ambiente in cui opera e fondata su un’etica valoriale basata sulla cooperazione, sulla fiducia reciproca e sulla responsabilità di ognuno nel miglioramento e nella salvaguardia dell’esistente. «Sono orgogliosa di consegnare questo premio a Brunello Cucinelli - ha affermato in ministro Boschi - ho avuto l’opportunità di conoscerlo  e quello che colpisce di lui è l’aver mantenuto l’umiltà. Lui ha saputo mettere al centro la bellezza, la bellezza delle cose, del paesaggio, basta pensare alla splendida Solomeo, ma soprattutto delle persone, valorizzandole anche attraverso la dignità del lavoro, dando ad ognuno la capacità di sentirsi appagato e di esprimere le proprie capacità«

«Sono onorato di ricevere questo premio  - ha detto Brunello Cucinelli ricevendo il premio - credo che Franco Vaccari abbia creato qualcosa di meraviglioso con Rondine. Abbiamo passato anni di crisi economica e morale ma credo che ora stiamo vivendo un risveglio dei grandi ideali e credo che l’artefice di tutto questo sia stato il nostro stimatissimo Papa Francesco che ci insegna a non giudicare a non odiare. Stiamo assistendo ad un declino della violenza ed è un momento particolarmente interessante per noi italiani che siamo stati i primi a capire il valore del declino del consumismo  - ha continuato Cucinelli -  l’uomo deve aver cura di due cose: dell’anima e della terra, deve saper sfruttare quello che la terra gli dona senza consumarla.  Io credo che dobbiamo e possiamo  tornare ad avere rispetto per le culture  e le religioni, per la dignità e il lavoro altrui. Ho una grande fiducia nel futuro dell’umanità».

La cerimonia si era aperta con i saluti istituzionali del Presidente della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai, che ha ospitato l’incontro e dato il patrocinio all’iniziativa insieme al Comune di Arezzo e alla Fondazione Baracchi e in collaborazione con il Servizio Nazionale della CEI per il Progetto Culturale.

Quindi è stata la giornalista di Sly TG24, Maria Latella, moderatrice dell’incontro ad aprire i lavori sottolineando come «le cose belle fanno incrociare  i destini delle persone  migliori e creano un armonia congiunta. C’è un filo rosso che unisce Rondine, il Ministro Maria Elena Boschi e Brunello Cucinelli: l’Italia ha un ministro giovane che è il referente della realtà di Rondine che vede altri giovani impegnarsi per cambiare il futuro».

Ha quindi preso la parola Ivana Ciabatti presidente degli Imprenditori per la pace e di Italpreziosi che ha ideato e realizzato l’elaborato artistico del «Premio Internazionale Rondine Preziosi per la Pace: «Come imprenditore sono qui per dare loro un contributo concreto perché questi ragazzi saranno portatori di pace e quindi è fondamentale che abbiano anche degli esempi.  Sono orgogliosa di rappresentare quegli imprenditori  che con umiltà si mettono a servizio di un ideale così grande quale è la pace».

E’ stato quindi il presidente Franco Vaccari a dare voce al cuore di Rondine introducendo due studentesse in rappresentanza di tutto lo Studentato Internazionale, Yahel, da Israele e Maria, dall’Armenia.

Yahel, quasi Rondine d’Oro, al termine dl suo percorso a Rondine ha raccontato i suoi due anni nello Studentato Internazionale, condividendo le sue paure iniziali, il timore di trovarsi in un paese straniero, il doversi confrontare con una lingua sconosciuta e soprattutto la paura di incontrare il proprio «nemico» e di viverci insieme. Poi una paura diversa, quando nell’estate scorsa sono ricominciati i bombardamenti su Gaza: la paura per l’incolumità di coloro che oramai erano non più i nemici ma i suoi nuovi amici palestinesi. «Oggi non ho più paura, Rondine mi ha regalato l’idea di un mondo che non ha confini e una  nuova lingua, che ci permette di condividere, dialogare e collaborare, una lingua universale che spero un giorno sia la lingua di tutto il mondo. Oggi è un giorno speciale – ha concluso Yahel - perché ringraziamo una persona, come Brunello Cucinelli, che crede nell'impegno di imparare questa lingua della pace che parliamo a Rondine e che anche lui conosce bene.

Maria, studentessa armena, ha invece raccontato il duplice percorso formativo che seguono gli studenti di Rondine che vede affiancare il corso accademico nelle Università italiane al percorso formativo interno incentrato sulla trasformazione di conflitti. Un programma che nel suo complesso offre strumenti essenziali per permettere ai singoli, alla società civile, di essere attori e protagonisti, nei processi di pace «mentre solitamente le società rimangono fuori dal processo ufficiale rimanendo in tal modo sulle loro posizioni iniziali di nemici o peggio sviluppando narrative di odio».

«Quello che ha detto Maria è davvero il ponte tra Rondine e l’Istituzione, avere oggi un Ministro così giovane da grande speranza ai nostri giovani e credo che la vicinanza di Brunello possa dare valore ai passi di questi ragazzi» ha sottolineato Franco Vaccari presidente di Rondine «Come fare a essere ottimisti nonostante il dramma della tragedia che ci circonda? Di una cosa siamo sicuri, che a Rondine  non vogliamo ruspe, anzi le vogliamo ma per abbattere i muri e creare ponti tra le persone».

(Foto di Cristiano Proia)

Fonte: Comunicato stampa
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