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Route Agesci, il giorno delle testimonianze

Matteo Renzi è forse il nome più conosciuto. Come lui hanno avuto la divisa gli ex ministri Giuseppe Fioroni, Maria Pia Garavaglia, Giancarlo Lombardi, Giovanna Melandri, Corrado Passera. I giornalisti Marco Tarquinio, Piero Badaloni, Davide Sassoli, Paolo Giuntella e Beppe Severgnini. I presentatori Pippo Baudo, Paola Barale e Massimo Ginetti. I cantanti Gino Paoli e Lorenzo Cherubini. L’attore Carlo Verdone. L’architetto Renzo Piano. E chissà quanti altri nomi noti, quasi tutti di provenienza Agesci.

Percorsi: Agesci
Parole chiave: Route nazionale (33)
Foto di Gerardo Teta

Non stupisce, dunque, come alla route nazionale dei rover e delle scolte d’Italia i big della politica, dell’economia, del diritto, del giornalismo vengano o tornino volentieri: per incontrare i volti della migliore gioventù per dare e ricevere un pizzico di speranza, per offrire chiavi di lettura di come va la società oggi, per togliersi qualche sassolino in un colloquio informale con gli under 21.

Ieri sera è stata la volta del ministro della Difesa Roberta Pinotti, domani mattina del presidente della Camera Laura Boldrini, domenica, per la celebrazione di chiusura (se non già domani pomeriggio con la famiglia), del presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi. Ma anche altri politici si stanno dirigendo verso Pisa.

Sui palchi grandi e piccoli allestiti nei cinque quartieri della tendopoli sono saliti i ragazzi dei clan di tutta Italia che hanno stimolato i relatori sul tema del coraggio. Il coraggio di liberare il futuro, di farsi ultimi, di essere chiesa e di essere cittadini. Il coraggio di amare.

Noi, ad esempio, abbiamo assistito ad un focus su diritti delle donne, prostituzione, utero in affitto con il direttore di Avvenire Marco Tarquinio e con don Aldo Buonaiuto, uno dei voti più noti della comunità Papa Giovanni XXIII.

Dopo aver ascoltato la risposta alle prime domande, capi, rover e scolte hanno fatto cerchio nelle praterie della tenuta per dialogare, farsi un’idea, maturare nuove domande, prontamente riproposte ai relatori.

Intanto gli alfieri, una sorta di portavoce di ogni clan, fanno esercizio di democrazia per stendere la carta del coraggio, quella carta di intenti con cui gli scout raccontano la loro idea di un mondo migliore.

E domani sera il presentatore Federico Taddia condurrà una veglia-festa. Musica, parole, reading, video, danze, testimonianze, storytelling. La route nazionale continua. Ne respirano l’aria anche una sessantina di bambini, dai tre ai quattordici anni, seguiti da uno staff di animatori all’asilo comunale di San Rossore. Vengono prelevati sul viale delle Cascine nuove ogni mattina prima delle 8 e riconsegnati ai loro genitori ogni tardo pomeriggio: così papà e mamma scout possono pregare, riflettere, lavorare e, nel contempo, i loro pupi, divertirsi in attività strutturate.

le foto sono di Gerardo Teta

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