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San Gimignano, mons. Perego alla Summer school on Religions: l'Europa è nata dalle migrazioni

Se è vero come è vero che il compito di tutti noi, donne e uomini di fede ma anche no, è quello di «scrutare il segno dei tempi», esortazione fatta da don Pino Ruggieri nel cuore della prolusione alla XXII Summer School on Religions di San Gimignano, si potrebbe dire che durante i quatto intensi giorni di lavoro della medesima sono andati a buon fine.

La consegna dei diplomi

Sociologi, antropologi, storici si sono avvicendati per osservare con attenzione cercando di capire il senso del vivere oggi nell’ammasso disordinato degli eventi che ci circondano, ci avviluppano, ci soffocano. In ogni anfratto in cui si svolge la nostra esistenza: il lavoro, l’ambiente, le donne e gli uomini vicini e lontani che ci circondano: ecco che lì ci troviamo di fronte a problemi insormontabili. L’elenco è presto fatto: la disoccupazione, le profonde ferite inferte alla natura, le innumerevoli guerre che costellano  il pianeta di tutti contro tutti, le grandi e tragiche migrazioni. Tutti questi temi sono stati affrontati secondo l’ottica della ricerca sociologica, antropologica, filosofica, religiosa.

Gli atti della Summer School che verranno pubblicati e presentati alla XXIII edizione (fine agosto 2016) daranno il peso e il valore di tutto questo travaglio. Qui ci limitiamo a darne un saggio. Presentando il riassunto della lectio finalis di mons. Gian Carlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes della CEI. Proprio a proposito dei migranti, la relazione di Perego ha trasmesso ai numerosi astanti il senso di sgomento che si prova nel constatare la drammatica distanza fra le scelte della Politica e gli avvenimenti che ci scorrono davanti agli occhi: barconi carichi di bambini, bambine, donne e uomini che si inabissano con morti atroci e assurde. Lo stesso succede sui Tir che attraversano l’opulenta Europa in lungo e largo e così via.

«L’Europa – ha detto mons. Perego - è nata sulle migrazioni, anche italiane, che hanno permesso un incontro, uno scambio, un percorso di integrazione e di costruzione anche di una nuova unità economica, sociale, politica e culturale. L’Europa accoglie il maggiore numero di migranti (33% del flusso mondiale) e, allo stesso tempo, risulta anche area di origine di una percentuale pari al 25,3% di migranti. Nel 2014, la popolazione straniera presente in Europa era pari a 35 milioni (7% della popolazione residente), di cui 20 milioni non comunitari, con una maggiore concentrazione in Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Italia. Ad essi si deve aggiunger circa mezzo milione di irregolari. Un notevole incremento nei processi migratori diretti in Europa si è registrato anche con riferimento ai flussi di persone in fuga: l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, infatti, ha stimato in oltre 1,3 milioni i rifugiati e i richiedenti asilo residenti nell’Unione europea».

«In questi anni – ha proseguito il direttore della Migrantes - l’Europa ha costruito una politica di asilo e protezione internazionale comune (Accordo di Dublino), secondo la Carta dei diritti fondamentali e il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, oltre che essere un obbligo internazionale derivante dalla Convenzione di Ginevra del 1951. Questa politica ha fatto dell’Europa uno spazio importante di protezione internazionale. Secondo l’Alto Commissariato delle Nazione unite per i rifugiati (UNHCR), nel 2013 quasi 890.000 persone hanno richiesto asilo nel mondo. La maggior parte di essi ha chiesto asilo in Paesi in via di sviluppo, confinanti. L’Europa ha ricevuto complessivamente il 43,5% del totale delle domande di asilo (384.000). Di queste domande, oltre 109.000 domande di asilo sono state fatte in Germania, 60.000 in Francia, 54.000 in Svezia, 28.000 nel Regno Unito e 27.000 in Italia: da sole queste cinque nazioni hanno accolto 275.000 domande, pari a più del 70% di tutte le domande di asilo presentate nei 28 Paesi europei. Di fronte soprattutto a questo nuovo flusso di migrazioni forzate verso l’Europa, sia via terra da Est che via mare dal Mediterraneo sembra ritornare in Europa un vento di chiusura, di nazionalismi, con una nuova costruzione di muri dentro  le persone che fuori (come nel caso dell’Ungheria). Forse il futuro dell’Europa può essere scritto solo attraverso l’accoglienza e la tutela del diritto d’asilo, d’approdo: non un dovere di assistenza, ma un progetto».

Alla fine della Scuola Estiva sono stati dati i diplomi ai numerosissimi partecipanti, consegna curata da Arnaldo Nesti ed Enzo Segre Malagoli, in rappresentanza rispettivamente del CISRECO e della UAM/Univ. Autonoma Metropolitana di Città del Messico. Alleghiamo una foto di una di queste consegne.

San Gimignano, mons. Perego alla Summer school on Religions: l'Europa è nata dalle migrazioni
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