Toscana

Sanità/2: Rossi risponde a Berlusconi: «Il documento nazionale è ricalcato sul modello toscano»

Le liste d’attesa negli ospedali «sono una vergogna nazionale e fonte di dirottamento verso servizi a pagamento». Così si è espresso il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, nel corso di un convegno a fine gennaio. Nella stessa occasione il ministro ha annunciato l’avvio di un tavolo con le Regioni per risolvere al più presto alcuni problemi della sanità, come appunto le liste d’attesa. «La situazione in questo settore – ha aggiunto Sirchia – alimenta la disperazione della gente».

Il ministro della Salute ha ricordato che «non è accettabile che una persona con tumore si senta dire di dover attendere mesi per una prestazione. In questa situazione drammatica – ha aggiunto – si innescano forme di speculazione e dirottamento verso servizi a pagamento e questa è una vergogna. Non mi importa – ha proseguito il ministro – chi risolverà il problema: le Regioni, i Comuni o le Asl. L’importante è che si faccia al più presto».Il giorno successivo, il Governo ha annunciato un provvedimento per portare a 15 giorni i tempi di attesa per una serie di prestazioni. All’annuncio ha replicato l’assessore regionale toscano per il Diritto alla salute, Enrico Rossi, a giudizio del quale «così come l’ha fatto Berlusconi sembrerebbe uno dei suoi soliti annunci miracolistici. In realtà già esistono prestazioni che stanno al di sotto dei 15 giorni e il testo a cui fa riferimento l’ho scritto insieme al mio collega della Liguria. Soluzioni miracolistiche non esistono – aggiunge Rossi – ma mi fa piacere che Berlusconi rilanci il nostro documento e che il modello toscano sia apprezzato a livello nazionale. Infatti Centri unici di prenotazione attivi da noi garantiscono già quei criteri di trasparenza che sono richiamati dal testo».

«La Toscana – aggiunge Rossi – è già sotto ai quindici giorni di attesa per le prestazioni diagnostiche e terapeutiche d’urgenza. I nostri Cup, che si stanno realizzando su tutto il territorio regionale, ci pongono all’avanguardia rispetto alle altre Regioni. Insomma le soluzioni che la Toscana ha già individuato, tanto contestate dalle opposizioni in regione, sono quelle che poi Berlusconi sceglie di adottare». Rossi ricorda infine che rispetto alle patologie gravi, la Toscana ha stabilito percorsi oncologici che garantiscono ai cittadini tempi di attesa ancora inferiori per la diagnosi e la cura dei tumori.

L’assessore regionale mette infine in guardia il ministro sulla «materia dell’esclusività che è di competenza anche delle Regioni. Avevamo stabilito con il ministro – spiega Rossi – di ritrovarci per discutere assieme un percorso che potesse essere da tutti condiviso, appellandoci al titolo quinto della Costituzione che stabilisce nuove competenze per Stato e Regioni. Se questo impegno verrà meno potremo procedere con proprie iniziative, anche legislative». Un’affermazione sottoscritta anche dal collega dell’Emilia-Romagna, Giovanni Bissoni, in merito al piano, illustrato da Sirchia, che cancella la riforma Bindi, limitando l’intramoenia (prima un dirittto per tutti) ai casi decisi dai direttori generali e concedendo a tutti i medici ospedalieri di lavorare in privato nel proprio studio. Terza novità: un medico su tre sarà assunto per svolgere la sua attività per un numero di ore settimanali concordate con la Asl.

Lo Stato deve invece procedere esclusivamente con legislazione di principio, mentre spetta alle Regioni l’elaborazione delle norme di dettaglio. «Non vorremmo – concludono i due assessori – che fra il federalismo solidale ed equilibrato, da costruire ma possibile, che è previsto oggi dal nuovo titolo quinto della Costituzione, e le proposte di devolution future, con la piena ed esclusiva assegnazione della sanità alle Regioni, si pensasse di procedere nel frattempo come se nulla fosse. Non sarebbero certo queste le condizioni per avviare il tavolo di collaborazione e di confronto con le organizzazioni sindacali che il ministro ci ha proposto».S.M.Sanità/1: Liste d’attesa, qualcosa si muoveSanità/3: Offrire un domani ai malatiSanità/4: «118», l’emergenza passa dal cavoSanità/5: Mortalità, ecco le causeIn Toscana di lavoro si continua a morire