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Sanità lucchese: Marroni, invito gli enti locali a lavorare insieme

Siamo ad un passaggio delicato per gli oltre 225mila cittadini dell’Azienda Usl 2 di Lucca. Abbiamo intervistato Luigi Marroni, assessore alla Sanità della Regione Toscana. Oltre a capire che si allungheranno i tempi per l’apertura del nuovo ospedale di Lucca, Marroni dichiara che la Regione è disponibile a realizzare l’Ospedale unico della Valle del Serchio, ma i sindaci devono accordarsi con la Usl per riorganizzare i servizi e cogliere una grande occasione.

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Il nuovo ospedale

Assessore Marroni, oramai riuscire a sapere la data per l’apertura del nuovo ospedale di Lucca sembra impossibile. Quando aprirà il San Luca?

«Per quanto riguarda la data di apertura del San Luca, sono in costante collegamento con il Direttore Generale dell’Azienda USL 2 di Lucca, Antonio D’Urso, il quale a sua volta tiene incontri quasi quotidiani con il concessionario. So che i collaudi, indispensabili per aprire in sicurezza il Nuovo Ospedale, saranno terminati entro il mese di marzo e che nel mese di aprile dovrebbe poter avvenire in maniera progressiva l’attivazione della struttura».

Ok, non c’è una data certa. Comunque, in merito al nuovo ospedale, ci sono ancora preoccupazioni per il rischio idrogeologico?

«La problematica del rischio idrogeologico sembra in via di risoluzione con i lavori che sono stati effettuati sui canali intorno alla struttura, grazie ad un finanziamento aggiuntivo della Regione Toscana, e con la realizzazione di vasche volano».

Sta seguendo la problematica della viabilità di accesso al San Luca?

«La Regione ha finanziato gli interventi per la realizzazione della strada che collegherà la seconda rotonda con la via Romana, ma questi lavori, è ormai noto, verranno completati dopo l’apertura della struttura. Siamo un po’ preoccupati per il fatto che il nuovo ospedale verrà attivato con una sola via di accesso, ma contiamo molto sull’azione degli enti locali lucchesi perché eventuali criticità siano ridotte al minimo».

Ma gli Enti locali sembrano però restii a trovare punti di contatto e a collaborare…

«Per quanto concerne la politica locale, che stimo e rispetto, il mio impegno e il mio auspicio è quello di continuare a lavorare insieme».

C’è poi la questione del Campo di Marte e del suo futuro… Provincia e Comune di Lucca, sulla destinazione di questi edifici, appaiono sempre più divisi.

«In un incontro pubblico, nello scorso mese di dicembre, ricordo che il presidente Enrico Rossi ha avanzato anche l’idea di costituire a Lucca un polo d’eccellenza di area vasta per la riabilitazione motoria. La Regione è quindi totalmente disponibile a valutare le proposte che arriveranno da Lucca, sia in ambito sanitario che per la valorizzazione della parte del Campo di Marte di cui è prevista l’alienazione. Anche in questo caso chiediamo agli enti locali di decidere velocemente e, in presenza di progetti seri e sostenibili, noi saremo al loro fianco per favorire lo sviluppo della città».

Torniamo al San Luca. Questo Ospedale sarà l’architrave della Sanità, secondo la nuova impostazione regionale, dell’Azienda Usl 2. Un territorio ampio e con peculiarità territoriali molto diverse, che dalla Piana di Lucca arriva ai monti dell’Alta Garfagnana. Qual è il futuro dei due ospedali di Barga e Castelnuovo? La conferenza dei sindaci un anno fa scelse per la costruzione di un nuovo presidio a Pieve Fosciana (località Piano Pieve). Ci sono passi concreti che vanno in questa direzione?

«La Regione Toscana ha confermato in più occasioni la sua disponibilità per arrivare alla realizzazione di un nuovo ospedale unico per tutta la Valle del Serchio, che rappresenterebbe una grande occasione per i cittadini. Per quanto riguarda gli ospedali di Barga e Castelnuovo Garfagnana, la nostra idea è quella di mantenerli, come tutte le altre strutture attualmente esistenti sul territorio regionale. Nel caso di questi due stabilimenti, in attesa di definire la questione del nuovo ospedale, è però necessario che i Sindaci trovino un accordo tra loro e con l’Azienda USL 2 di Lucca, sulle modalità di una riorganizzazione. Per consentire un ulteriore sviluppo dei servizi esistenti ed un loro potenziamento su cui sono disponibile ad impegnarmi su questo territorio, che si caratterizza per un’elevata dispersione e per una percentuale rilevante di popolazione anziana».

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