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Sant’Egidio: Riccardi, tra Oriente e Occidente un vuoto di incontro e di dialogo da colmare

«La teoria del conflitto e le politiche conseguenti hanno riempito il mondo di orrori e di sciagure». Lo ha detto a Firenze Andrea Riccardi (testo integrale), aprendo la conferenza internazionale «Oriente e Occidente. Dialoghi di civiltà», organizzata da Sant'Egidio.

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Riccardi con il Grand Imam Ahmad Muhammad al-Tayyeb nel Salone dei Cinquecento

«La teoria del conflitto e le politiche conseguenti hanno riempito il mondo di orrori e di sciagure». «C’è un vuoto di incontro e di dialogo da colmare» perché il Mediterraneo non diventi «il lago di una nuova guerra fredda». «Questo pone un‘urgenza: avvicinarci, parlare, intenderci nel rispetto delle differenze». Con queste parole Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio, ha aperto a Firenze nella sala dei Cinquecento a Palazzo Vecchio la conferenza internazionale «Oriente e Occidente. Dialoghi di civiltà» alla quale sta partecipando anche il Grand Imam al-Azhar del Cairo Ahmad Muhammad al-Tayyeb (leggi qui). «Forse - ha detto Riccardi - siamo stati troppo passivi nei confronti di quanti hanno distrutto i ponti, seminato terrore e predicato odio. Nella percezione dei popoli le distanze si sono allargate. Tra l’Occidente europeo e l’Oriente islamico ci sono ancora vuoti da colmare». «Bisogna investire - incalza Riccardi - sulla simpatia, sul dialogo, sull‘incontro, sulle connessioni tra culture e civiltà». Da qui l’importanza di avere in questi giorni a Firenze il Grand Imam di Al Azhar, Ahmed Al Tayyeb, che rappresenta la prima sede universitaria del mondo islamico, la cui autorevolezza va ben al di là dell’Egitto.

E‘, nella storia, la prima visita in Italia di un Gran Imam di Al Azhar. La delegazione di esponenti musulmani che l'Iman Al Tayyeb guida, mostra l’ampiezza della capacità di convocazione di Al Azhar e la sua autorevolezza. «Questa visita - ha detto Riccardi - è, per noi, un segnale importante nel senso della volontà di parlarci. Il Gran Iman è, per me, un amico, ma non mi sfugge il significato di questo suo passo».

Ma a Firenze a parlare di Oriente e Occidente, animando dialoghi di civiltà, ci sono anche esponenti del mondo culturale e politico Europeo come Antonio Tajani e Romano Prodi, e tra le più alte autorità del mondo islamico come il principe Ghazi bin Muhammad bin Tala, consigliere particolare del Re Adbullah II di Giordania. Ai presenti Riccardi ha ricordato come l’anima dell’Europa la spinge «a uscire e incontrare». La sprona a combattere contro «incomprensione e ignoranza», ad abbattere i «pregiudizi». «Ma le differenze - ha concluso Riccardi - non cancellano il tanto che unisce: la geografia, la prossimità mediterranea, gli scambi storici, le radici, le responsabilità verso il futuro. Siamo destinati a parlarci intensamente e presto: condannati - uso questa parola - a parlarci dalla geografia e dalla vicinanza, dalle sfide violente e aggressive, dalla lotta all‘ignoranza, dalla necessità di costruire un mondo migliore».

Fonte: Sir
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