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Scuola: Targetti sul referendum di Bologna, «Ideologico, non fa l’interesse dei bambini»

«E’ pubblico non solo ciò che è statale ma tutto ciò che, nel rispetto delle regole dello Stato, svolge una funzione pubblica». Stella Targetti – vicepresidente della Regione Toscana con delega all’Istruzione – prende a pretesto da due visite effettuate, nella mattina, in scuole di Bagno a Ripoli (Firenze), per prendere posizione sul referendum che si terrà domenica prossima a Bologna sui fondi comunali alle scuole paritarie.

Parole chiave: scuola paritaria (16)

«Un referendum ideologico, una strumentalizzazione politica – sostiene Stella Targetti – che non fa l’interesse dei bambini e delle loro famiglie. Specie in un momento in cui lo Stato non riesce a dare risposte adeguate a tutti – aggiunge – abbiamo bisogno di più e non di meno sussidiarietà. Lo dico da assessore di una Regione che, unica in Italia, sulla scuola dell’infanzia si sostituisce allo Stato e solo quest’anno ha investito 6,5 milioni di euro per azzerare le liste d’attesa».

Stella Targetti, questa mattina, ha visitato la Scuola Paritaria «Santa Maria all’Antella» e l’Istituto Comprensivo di Bagno a Ripoli. «Due esempi di scuola pubblica: nella Paritaria esiste una tradizione importante sulla continuità educativa 0-6 anni realizzata anche grazie alla contiguità fisica del nido e della materna, con un bell’esempio per l’intera regione. E il Comprensivo – aggiunge – è un punto di riferimento per l’intera scuola toscana con una tradizione di innovazione pedagogica e di buone pratiche: continuità educativa 5-6 anni, superamento del testo unico, costruzione in classe del materiale didattico, rinuncia ai banchi singoli, scelta di tavoli per favorire il lavoro collaborativo dei ragazzi, acquisto con la cassa scolastica di materiale di classe, dai quaderni alle matite, uguale per tutti».

1.001 gli studenti con 84 insegnanti, in quattro plessi, al Comprensivo; 304 gli alunni con una trentina fra educatori e maestre, in prevalenza donne, alla Parificata fra scuola primaria, scuola dell’infanzia, sezione primavera, nidi. «Ciò che servirebbe – conclude Stella Targetti tornando sul referendum bolognese – è invece una riflessione seria sulla parità: la legge non è da abolire ma da rivedere, anche per far rientrare, a pieno titolo, nell’offerta pubblica dell’istruzione tutto quel mondo di scuole laiche (ad esempio le scuole steineriane o quelle definite libertarie) che, pur avendo metodi e programmi diversi da quelli ministeriali, raggiungono risultati uguali e talvolta migliori e potrebbero fare da stimolo all’innovazione della nostra scuola statale».

Fonte: Comunicato stampa
Scuola: Targetti sul referendum di Bologna, «Ideologico, non fa l’interesse dei bambini»
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