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Sesto Fiorentino: il candidato renziano non sfonda e adesso rischia

Occorrerà il ballottaggio del prossimo 19 giugno per dare un volto al nuovo sindaco di Sesto Fiorentino. Sarà necessaria una nuova «sfida a due» tra Lorenzo Zambini sostenuto dal Partito Democratico e dalle liste civiche «Sesto siamo noi!» e «Sesto civica» e Lorenzo Falchi espressione di Sinistra Italiana e «Per Sesto».

La pieve di San Martino a Sesto Fiorentino

Un evento impensabile il ballottaggio, solo fino a due anni fa, per il territorio sestese, non a caso rinominato da molti «Sestograd»: sarà il primo in assoluto nella storia del Comune.

Alla novità si è arrivati però anche con percentuali inimmaginabili alla vigilia: l’ex vicesindaco di Sara Biagiotti, Lorenzo Zambini, favorito prima del voto, è uscito decisamente con le ossa rotte ottenendo il 32,56% dei consensi. La sorpresa più notevole, però, è il crollo del Pd che dal 48% abbondante delle ultime comunali è passato ad un 28,6% da incubo perdendo venti punti in un colpo solo. «Una legnata epocale» secondo la definizione dell’ex sindaco Gianni Gianassi che nelle comunali del 5 giugno scorso a Sesto non è stato un semplice spettatore. Il risultato, per certi versi incredibile nelle dimensioni, di Lorenzo Falchi che ha ottenuto un rotondo 27,41 infatti è dovuto in gran parte all’appoggio assicuratogli da una consistente fetta del vecchio Pd, dal gruppo degli ex dissidenti dem che hanno firmato nel luglio scorso la mozione di sfiducia all’ex sindaco Sara Biagiotti e da esponenti delle amministrazioni guidate proprio da Gianassi. Un tentativo di «restaurazione» l’ha definito senza mezzi termini Zambini.

A fare da ago della bilancia nella sfida potrebbe essere il terzo candidato sindaco «classificato» Maurizio Quercioli forte del 19,20 dei consensi che nella campagna elettorale ha fatto della lotta all’inceneritore di Case Passerini il suo punto di forza. Quercioli ha chiesto infatti pubblicamente a Falchi garanzie sul fatto che si opporrà con ogni mezzo alla realizzazione dell’impianto di Case Passerini acconsentendo anche alla firma del protocollo «Zero Waste», rifiuti zero. L’accordo dovrebbe alla fine essere trovato e, se così fosse, la vittoria di Falchi al ballottaggio potrebbe essere comoda. Il Pd punta però a cercare di convincere chi non si è recato alle urne al primo turno per cercare di ribaltare un pronostico da incubo: qualche consenso potrebbe essere cercato anche fra i moderati del centrodestra.

A grande distanza dai primi tre gli altri due sindacati sindaco: Maria Tauriello sostenuta da Forza Italia- Fratelli-An ha ottenuto il 10,81% mentre Pietro Pompeo Cavallo, del Movimento 5 Stelle, alla fine ha avuto il 10,03%, una percentuale ben distante da quelle nazionali del movimento. Resta da vedere come gli elettori di queste due forze si comporteranno al ballottaggio: probabilmente sarà lasciata libertà di scelta ma molti pentastellati, che nel programma avevano un no netto all’inceneritore previsto a Case Passerini, probabilmente si riverseranno alla fine su Falchi.

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