Toscana

TERRA SANTA: APPELLO DEI FRANCESCANI, “DEPONETE LE ARMI!”

“Deponete le armi!”. E’ l’appello rivolto venerdì 5 aprile, da fratel Giacomo Bini, ministro generale dei francescani, “a tutti gli uomini di buona volontà”, ai Capi di Stato e ai giornalisti, invitati ad indossare “un saio francescano” di pace e a collaborare “con i nostri frati e sorelle che sono in prima linea a Betlemme”. Riferendosi alla presenza dei suoi confratelli a Betlemme nella Basilica della Natività, in stato di assedio ormai da giorni, padre Bini ha detto: “Non possiamo partire, per non permettere che si scateni una carneficina”. 40 frati minori e 4 suore francescane, ha aggiunto, si trovano oggi “nella stessa situazione” di S. Francesco, che otto secoli fa “è andato disarmato incontro al Sultano d’Egitto, tra due eserciti armati, per costruire la pace”. Oggi, i francescani a Betlemme “vivono nella loro casa con le porte già sfondate, attorniati da due gruppi armati, 200 palestinesi dentro il Convengo e diversi carri armati israeliani fuori. Noi restiamo sul posto tra i due campi, cercando di dialogare con tutti, per evitare una tragica fine”. “Non vi abbandoneremo”, ha detto padre Bini ai suoi confratelli di Betlemme, “stanchi psicologicamente e fisicamente, rimasti senza viveri perché in questi giorni hanno condiviso tutto ciò che avevano con i 200 occupanti. Nonostante tutto, essi non possono abbandonare il luogo: sarebbe una strage che si aggiunge a una lunga spirale di violenza che dura da mesi e che potrebbe lasciare ancora una volta ferite indelebili”. A tutte le parti in conflitto, i francescani gridano: “Chi ha sofferto – in un passato recente o remoto – non si ritenga in diritto di far soffrire ancora gli altri: la vendetta chiama vendetta, mentre è con il perdono che si costruisce la pace”. Di qui l’appello a “fare da mediatori” di pace, affinché “il Signore dia giorni di pace ai due popoli e possano così vivere insieme sereni nella stessa terra”.